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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; personalità</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>Superare gli ostacoli, riappropriarsi della felicità</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 08:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1059" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA-300x297.jpg" alt="POTERE-FELICITA" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.</p>
<p>Ciò a cui presti attenzione, crescerà, e se l’attenzione è focalizzata dal nostro vero sé, possiamo attrarre a noi ogni cosa. Le nostre intenzioni possono fluire dal nostro vero sé per trovare soddisfazione in ogni area della nostra vita.</p>
<p>Di solito le persone spendono un sacco di tempo e di energia per fare in modo che i loro desideri si realizzino, ma quello che realmente dà ad ogni desiderio il suo potere, è quanto sia fortemente connesso con la base dell’essere, il vero sé.</p>
<p>Il segreto delle antiche tradizioni di saggezza al mondo è che ogni singolo desiderio, non importa quanto piccolo, lavori per un unico fine, renderci più completi. Soltanto sentendoci integri e completi ci sentiremo soddisfatti. Tramite la meditazione entriamo in contatto con il desiderio primario della completezza, della felicità e della libertà.</p>
<p>Ci sono cose che intralciano la manifestazione del desiderio per ognuno di noi. Ansia, depressione, bassa autostima, relazioni tossiche… sotto l’influenza di queste cose il desiderio non fluisce in modo naturale, resta invischiato in problemi personali, dubbi, e complicazioni.</p>
<p>Altri ostacoli sono tutte le convinzioni profonde che lavorano contro di noi. Se siamo convinti che la vita debba essere una lotta, che le cose siano girate contro di noi, o che i desideri non possano avverarsi automaticamente, è molto difficile manifestare quello che vogliamo. Il nostro scetticismo andrà a creare un conflitto interiore. E’ quindi importante cominciare ad affrontare questi ostacoli, pur sapendo che non abbiamo bisogno di essere perfetti per manifestare i nostri desideri.</p>
<p>I desideri che vengono da una mente agitata, preoccupata e confusa, lotteranno per essere soddisfatti. Nella meditazione espandiamo la nostra consapevolezza; più questo accade e meno sforzo viene speso per produrre intenzioni che hanno successo. Dobbiamo permettere alle nostre intenzioni di fluire dal silenzio.</p>
<p>La società offre vari modi per migliorare le capacità di far sì che un desiderio diventi realtà: lavorare più duro, non mollare, seguire la propria passione… e così via. Ci sono anche vantaggi di cui non si parla, come nascere con un alto quoziente intellettivo o nell’agiatezza, che sono benefici solo per pochi; ma le tradizioni di saggezza guardano ad altro per il segreto di manifestare ciò che vuoi. La chiave è aumentare la consapevolezza, e questo fortunatamente è un percorso aperto a tutti.</p>
<p>Aumentando la consapevolezza, vedi in automatico più possibilità e ti si presentano soluzioni inaspettate. Non sei ristretto dai condizionamenti del passato, dai traumi e dai ricordi dolorosi. Ti alzi al di sopra del livello del problema, fino al livello della soluzione.</p>
<p>Nel quinto incontro del corso di visualizzazioni meditative che sto tenendo, è quello che viene fatto. Contattiamo la mente silenziosa, il luogo in cui sono contenute tutte le possibilità sotto forma di semi, per far emergere le soluzioni agli ostacoli che in quel momento possono influenzare il libero fluire delle energie.</p>
<p>Se sei interessato ad iscriverti ad un prossimo corso di visualizzazioni meditative o vuoi informazioni,</p>
<p>scrivimi l.schiona@gmail.com</p>
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		<title>Riparte il corso &#8220;Disegniamo le emozioni&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 09:19:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; Quattr [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
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<p>Quattro incontri in cui divertirsi e imparare a tracciare segni che parlano di noi. Si possono apprendere nuovi modi di osservare e sentire che sono la guida strategica del pensiero creativo e della capacità di risolvere i problemi.</p>
<p>Impareremo a far parlare le intuizioni, a mettere in evidenza l&#8217;attività profonda della mente usando un linguaggio visivo. Renderemo cioè visibile il pensiero interiore.</p>
<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2015/02/10feb-fb-fronte.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-827" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2015/02/10feb-fb-fronte-212x300.jpg" alt="x fb" width="212" height="300" /></a><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2015/02/10feb-fb-retro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-828" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2015/02/10feb-fb-retro-211x300.jpg" alt="x fb" width="211" height="300" /></a></p>
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		<title>Le cinque tipologie caratteriali</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 16:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[In bioenergetica le differenti strutture caratteriali v [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In bioenergetica le differenti strutture caratteriali vengono suddivise in cinque tipologie che presentano, come già detto dell’articolo precedente, diversi ingorghi energetici a diversi livelli del corpo, somatizzati sotto forma di tensioni croniche. L’analisi bioenergetica, ovvero la lettura del corpo, diventa elemento fondamentale per aiutare la persona sofferente a ripristinare il benessere.</p>
<p>Ricordo ancora, come già scritto, <em>che queste suddivisioni non classificano le persone ma aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</em></p>
<p>BREVE DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE</p>
<p>TIPOLOGIA CEREBRALE.</p>
<p>Il soggetto nella prima infanzia ha avuto l’impressione che il suo diritto di esistere fosse stato negato. Egli ha sviluppato quindi un’ansia particolarmente forte di essere accettato, di essere riconosciuto.</p>
<p>Senso ridotto della realtà. Raggelamento delle emozioni. Difficoltà ad esprimerle. Pensiero dissociato dal comportamento e dalle emozioni. Muscolature tesa e contratta. Persone razionali e intuitive.</p>
<p>La faccia può assomigliare a una maschera rigida e lo sguardo poco brillante, o assente, vuoto, scarsamente espressivo. Occhi piccoli, sfuggenti o freddi. Labbra strette e sottili. Forma corporea magra e contratta oppure minuta/contratta la parte alta e corpulenta/gonfia la parte bassa.</p>
<p>Le aree di maggior tensione si trovano alla base del cranio, nelle articolazioni, nei muscoli pelvici e nel diaframma. Le braccia possono ciondolare abbandonate lungo il corpo. Scarsa inspirazione d’aria che è accompagnata da una contrazione della cavità addominale.</p>
<p>Questa persona non è integrata con il suo corpo e vive continuamente una frattura tra la testa e il resto del corpo. Entrare in contatto con una personalità cerebrale non è facile se prima non si è stabilito un rapporto di fiducia. Questi soggetti hanno paura di entrare in contatto diretto con il proprio corpo a causa della sensazione conflittuale che tale contatto potrebbe risvegliare; ci vuole gradualità, per evitare che sia sopraffatto da emozioni così forti da non poter essere sopportate.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi nervoso – insonnia – allergie – spasmi – dismenorrea – coliti – cistite.</p>
<p>TIPOLOGIA DIPENDENTE.</p>
<p>Ha paura dell’isolamento, di essere abbandonato; tende ad avere un’inestinguibile sete di considerazione da parte degli altri. Ha difficoltà a reggersi in piedi, sia letteralmente che in senso metaforico. Tende ad appoggiarsi agli altri, non sa cavarsela da solo. Presenta un bisogno esagerato di contatto con gli altri da cui richiede calore ed aiuto. Può soffrire di un vuoto interiore.</p>
<p>Quel senso di vuoto può corrispondere alla sensazione di una “lunga attesa” frustrata. Il senso di privazione può essere dovuto alla mancanza di contatto con una figura materna sufficientemente affettuosa e protettiva.</p>
<p>Egli ha bisogno di essere circondato da un’attenzione calorosa che gli dia la sensazione di esistere e di essere considerato importante. Le sue richieste di amore tendono a essere illimitate. E’ soggetto a forti sbalzi d’umore, dalla depressione all’euforia.</p>
<p>Il corpo ha tendenza a curvarsi in avanti. Spesso ci sono dei segni d’immaturità fisica (corpo da ragazzino). E’ particolarmente debole nelle gambe e nelle braccia. E’ debole nel radicamento. Viso tondeggiante. Articolazioni deboli. Occhi grandi e teneri. Labbra morbide e rosee (a cuore). Spalle strette e spioventi. Forma corporea longilinea o arrotondata.</p>
<p>Deve recuperare la coscienza dei propri limiti anatomici, dei propri confini corporei per individuare dove incomincia il mondo esterno.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale medio-alta (irregolare nel tempo).</p>
<p>Braccia e gambe dovranno essere rinvigorite e l’energia dovrà discendere verso il basso: l&#8217;energia deve affluire verso mani e piedi e abbandonare le regioni del pensiero astratto.</p>
<p>Disturbi: stanchezza – depressione – disturbi respiratori – influenza – raffreddore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA SOTTOMESSA – COMPRESSA.</p>
<p>Il tipo sottomesso ha un atteggiamento di rinuncia all’affermazione dei propri diritti e necessità. La sua tendenza principale è la remissività. Persona che soffre e si lamenta ma essendo incapace di cambiare la situazione rimane remissiva.</p>
<p>Ad un livello più profondo sono nascoste tendenze e sentimenti di astio, ostilità e superiorità, ma il sottomesso ha paura di esternare questi sentimenti. La sua collera è così profonda che potrebbe manifestarsi in uno scoppio di aggressività dagli effetti dirompenti. Per questo motivo egli costruisce inconsciamente una struttura muscolare potente atta a ingabbiare la rabbia e l’aggressività.</p>
<p>La figura della madre è stata probabilmente soffocante (in particolare per il cibo e per l’evacuazione delle feci). Per questo il sottomesso è cresciuto col senso di essere schiacciato e di essere chiuso in trappola, che gli impedisce di sfogare la sua personalità. Sente di non essere mai stato libero di lasciarsi andare. Può essere che da bambino sia stato profondamente umiliato, talvolta con dei maltrattamenti fisici.</p>
<p>L’impressione generale della tipologia è di un corpo compresso.</p>
<p>Tende a piagnucolare e a lamentarsi per l’incapacità di liberare la tensione, cosa che gli procura la sensazione di esplodere. Al posto dell’aggressività, il compresso adotta un atteggiamento provocatorio; vuole impedire alla sua energia repressa di esplodere. La paura di una forte eccitazione genitale fa trattenere l’energia negli organi pelvici dove si blocca: tipico l’appiattimento delle natiche. L’energia non arriva pienamente nei punti periferici e si blocca a livello del collo, delle spalle e del bacino.</p>
<p>Rapporto con il corpo trascurato. Forma corporea robusta, compressa. Seno abbondante, tonico. Muscolatura abbondante. Spalle robuste. Peso medio-alto. Labbra chiuse e scure. Occhi normali o piccoli. Capelli robusti e grassi. Arti superiori robusti e forti. Arti inferiori tozzi e muscolosi.</p>
<p>Energia fisica alta; energia mentale media.</p>
<p>Questa tipologia dovrebbe osare ed esprimere in modo diretto le proprie necessità e far rifluire l&#8217;energia attraverso movimenti espressivi e liberatori.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ansia – dolori cervicali e lombari – emorroidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA DOMINANTE.</p>
<p>Ha un atteggiamento muscolare atto a respingere la paura del fallimento. Tale atteggiamento viene espresso rimanendo cronicamente in inspirazione (col petto alzato). Sente il bisogno di essere superiore a tutti in tutte le situazioni. Nega sentimenti ed emozioni. Investe energia sull’immagine da offrire al mondo esterno. Ha bisogno di dominare e controllare, di sentire che gli altri sono in suo potere.</p>
<p>Due diverse strutture caratteriali:</p>
<ul>
<li>dominante che aggredisce con prepotenza</li>
<li>dominante che ottiene il potere sugli altri attraverso la seduzione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impulso alla suzione è stato probabilmente inibito. Nella storia di questi individui generalmente c’è una figura parentale seducente che gli ha negato il suo amore costringendo il bambino a fingere di non provare per lei nessuna attenzione.</p>
<p>Il tipo dominante ha fame di potere a tal punto che quest’ultimo è diventato più importante del piacere.</p>
<p>Forma corporea espansa sopra, longilinea sotto; il seduttivo più uniformità sotto/sopra.</p>
<p>Forma del viso squadrata; il seduttivo squadrata ma morbida.</p>
<p>Occhi penetranti e duri; il seduttivo accattivanti e seduttivi.</p>
<p>Spalle larghe; il seduttivo ben conformate.</p>
<p>Torace gonfiato, atletico; il seduttivo, medio.</p>
<p>Punto vita sottile; il seduttivo ben disegnato.</p>
<p>Energia fisica medio/alta. Energia mentale alta.</p>
<p>La testa è sovraccarica di tensione: va ripristinato l’equilibrato fluire dell’energia bloccata nella parte alta del corpo, verso il basso.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi digestivi – mal di testa. Disturbi sessuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA RIGIDA.</p>
<p>Il tipo rigido sente il bisogno di controllare le proprie emozioni, di non lasciarsi coinvolgere in rapporti con gli altri. Il problema di questo carattere è la paura di doversi sottomettere, che per lui equivale alla morte. Tendenza al masochismo che si sforza di nascondere. Ambiziosi e attivi, vedono la passività come la possibilità di essere feriti. Sotto questo carattere rigido si possono trovare personalità fobiche e ossessive se la rigidità è molto forte. Questa tipologia ha una forte carica energetica che lo spinge ad affrontare la realtà ma non di viverla compiutamente. Sentono la forza dei sentimenti ma sono limitati nella possibilità di espressione.</p>
<p>Nell’infanzia di queste persone c’è l’inibizione a chiedere amore e a esprimere l’aggressività.</p>
<p>E’ come se fossero animati da un orgoglio troppo rigido per piegarsi. Tengono la testa sempre in posizione eretta e la schiena diritta: impressione di essere tutto d’un pezzo.</p>
<p>Struttura corporea ben proporzionata e armonica in tutte le sue parti. Forma del viso quadrata. Occhi pieni di luce carnagione con colore vivo. Questo carattere determina continua tensione dei muscoli lunghi del corpo.</p>
<p>Devono imparare a lasciarsi andare attraverso la respirazione che ristabilisce il fluire dell’energia. E’ anche necessario far accettare la possibilità di sconfitta come parte della vita, facendo imparare che il corpo può lasciarsi andare.</p>
<p>Energia fisica medio-alta; energia mentale medio-alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ipertensione – tachicardia – palpitazioni – vertigini – disturbi digestivi – gastrite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Lettura del corpo" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/">lettura del corpo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini</em></p>
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		<title>Lettura del corpo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come stai? Sto bene, grazie. Solamente dalle parole non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come stai? Sto bene, grazie.</p>
<p>Solamente dalle parole non si può capire se la persona dica o no la verità; spesso si dice quello che si vuole far credere.</p>
<p>Guardando però al linguaggio del corpo possiamo capire di più. Se la persona sta davvero bene, avrà un’espressione vivace, gli occhi luminosi, dei movimenti “vivi”, una voce vibrante, un portamento eretto. Il loro contrario o, ad esempio, una testa reclinata, le spalle curve, un torace incavato e un’andatura lenta riflettono sentimenti di pesantezza e frustrazione.</p>
<p>Molto spesso questi atteggiamenti che si assumono non sono il frutto di una situazione momentanea; sono il risultato di sentimenti predominanti che si sono espressi a lungo in una determinata postura, fino a diventare un’attitudine costante e un atteggiamento nei confronti della vita.</p>
<p>Secondo Lowen l’atteggiamento del corpo diventa per l’individuo la sua seconda natura e quindi parte del suo carattere.</p>
<p>Reich, psicanalista austriaco, fu il primo a prendere in considerazione l’identità funzionale tra psiche e corpo: identificò la corazza caratteriale e muscolare, cioè l’insieme di atteggiamenti tipici sviluppati dall’individuo, anche a livello corporeo, per bloccare le proprie emozioni, i propri desideri e le proprie sensazioni. Attraverso lo studio dei suoi casi, arrivò a capire che questa corazza era una forma di difesa che si era formata già nell’infanzia nel momento in cui era stata negata la soddisfazione di qualche impulso istintuale.</p>
<p>Reich comprese che ad una corazza psichica corrisponde una corazza somatica in quanto l’inibizione di emozioni si manifesta con crampi, tensioni e spasmi nel corpo.</p>
<p>Comprendendo come questi fossero meccanismi di protezione, la lettura del corpo divenne per Reich un modo per penetrare e comprendere il carattere e quindi la modalità con cui la persona reagisce agli eventi della vita, ovvero secondo il principio piacere-dispiacere.</p>
<p>Studiando i vari gruppi muscolari e gli organi che interagiscono nella manifestazione delle varie emozioni, Reich individua sette segmenti corporei dove nel tempo si struttura la corazza, o blocco energetico: segmento oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alexander Lowen, allievo di Reich, focalizzandosi sugli aspetti psichici e sulla loro espressione fisica, elabora la bionergetica, e concentra la sua attenzione sull’atteggiamento, sulla mimica, sulla gestualità, definendo una serie di esercizi fisici, respiratori e contatti corporei per realizzare un’integrazione tra corpo e mente.</p>
<p>Lo scopo è di rilassare la muscolatura, sciogliere i blocchi corporei, riportare in superficie le emozioni represse per restituire così al corpo e alla mente il normale flusso energetico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’orientamento di ogni individuo nella vita è di cercare il piacere e di sfuggire al dolore. Questa sequenza -ricerca del piacere-frustrazione–ansia–difesa– è uno schema che riassume i problemi che s’instaurano nella personalità. Più l’ansia è precoce e protratta nel tempo e più sono le difese che s’instaurano sia a livello psichico sia fisico andando a creare quelle tensioni muscolari che poi, divenute croniche e inconsce, formeranno una corazza caratteriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella persona sana ed equilibrata, psiche e corpo tendono a promuovere il benessere con scelte consapevoli; nella persona disturbata, queste due aree sono spesso in conflitto con la difficoltà a esprimere emozioni e sentimenti, limitando il benessere e la vitalità dell’organismo.</p>
<p>Ad esempio, se nell’infanzia un individuo si è visto negare la possibilità di chiedere aiuto, poiché segno di debolezza, svilupperà una serie di atteggiamenti, anche attraverso il controllo della muscolatura, con i quali si forzerà a dimostrarsi indipendente e autonomo e sceglierà solo quei rapporti dove tale autonomia è premiata.</p>
<p>All’inizio questo controllo di sé sarà consapevole e cosciente, al fine di evitare i problemi che l’hanno innescato, poi, ogni contrazione fisica diventerà cronica e anche a livello psichico l’emozione inizialmente e consapevolmente bloccata sarà inconsciamente inibita.</p>
<p>Questo fatto lo porterà nella vita a fare scelte che non lo espongano a situazioni che potrebbero fargli esprimere i sentimenti repressi, anche attraverso ulteriori difese come la negazione, la provocazione, la creazione di sensi di colpa, la malattia.</p>
<p>Lowen arrivò a definire e classificare cinque tipologie caratteriali con tendenze a sviluppare psicopatologie: schizoide, orale, psicopatico, masochista e rigido.</p>
<p>Francesco Padrini, ha ulteriormente ampliato e definito queste tipologie energetiche dando loro denominazioni diverse: cerebrale, dipendente, dominante, sottomessa e rigida.</p>
<p>Queste suddivisioni non classificano le persone ma ci aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Le cinque tipologie caratteriali" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/"><span id="sample-permalink" tabindex="-1"><span id="editable-post-name" title="Permalink temporaneo. Fare clic per modificare questa parte.">le-cinque tipologie caratteriali</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Insicurezza allo specchio</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2014 11:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Alcuni comportamenti dettati dal bisogno di sicurezza:  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni comportamenti dettati dal bisogno di sicurezza:</p>
<p>&#8211; Mangiare sempre le stesse cose, indossare sempre lo stesso tipo di abiti, leggere sempre gli stessi giornali o riviste</p>
<p>&#8211; Vivere sempre nello stesso luogo per paura di andare altrove</p>
<p>&#8211; Rifiutare di ascoltare idee che non si condividono anziché prendere in considerazione il punto di vista dell’altro</p>
<p>&#8211; Non esternare le nostre emozioni per che nell’aprirsi si possa essere feriti</p>
<p>&#8211; Vedere sempre nella fuga il sistema per proteggersi</p>
<p>&#8211; Temere di non saper fare bene una determinata cosa e, per questo, non farla</p>
<p>&#8211; Accettare un lavoro (o altro compito) sicuro, dove già si sa che si riuscirà bene, invece di competere in una cosa diversa ed, eventualmente, fallire</p>
<p>&#8211; Evitare chiunque sia stato definito “diverso”</p>
<p>&#8211; Tenersi l’impiego/lavoro anche se non piace per la paura di affrontare la grande incognita di un lavoro diverso</p>
<p>&#8211; Tenersi un matrimonio, una relazione, che chiaramente non funziona per il timore di vivere da soli</p>
<p>&#8211; Passare le ferie ogni anno nella stessa località per non correre rischi</p>
<p>&#8211; Fare ogni cosa in funzione della prestazione e non del piacere di farla a prescindere dal risultato</p>
<p>&#8211; Valutare le cose per il loro prezzo e come misura del proprio successo</p>
<p>&#8211; Darsi da fare per avere qualifiche e altri simboli di condizione sociale benché non ci piacciano</p>
<p>&#8211; Essere incapaci di cambiare programma quando si presenta un’alternativa interessante</p>
<p>&#8211; Preoccuparsi sempre del tempo e permettere che siano gli orologi a regolare la vita</p>
<p>&#8211; Non voler sentir parlare di attività nelle quali non ci si è mai cimentati e che si vivono come “strane” come ad esempio la meditazione, lo yoga&#8230;</p>
<p>&#8211; Stare sempre con lo stesso gruppo di amici e mai estendersi a persone differenti</p>
<p>&#8211; Andare a una festa con una persona e stare sempre solo con lei perché è più sicuro</p>
<p>&#8211; Tenersi in disparte e non partecipare ad una conversazione su argomenti dove non ci consideriamo abbastanza intelligenti, o dotati, o competenti</p>
<p>&#8211; Condannarsi se non si riesce in tutto ciò che si intraprende</p>
<p>La lista potrebbe continuare e ognuno potrebbe fare la sua, ma invece di compilare ancora nuove liste, potremmo solamente chiederci: <span style="text-decoration: underline;">vogliamo vivere ogni giorno come abbiamo vissuto il precedente senza possibilità di crescita?</span></p>
<p>A volte ci creiamo da soli le nostre sofferenze perché incapaci di pensare in modo sano. Se diventiamo capaci di guardare le cose con un’altra prospettiva, i nostri tormenti possono scomparire. E’ sempre il nostro atteggiamento mentale a determinare la qualità della nostra vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche “<a title="Di sicurezza si può morire" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/">Di sicurezza si può morire</a>” e “<a title="Insicurezza stop!" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/">Insicurezza stop!</a>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
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		<title>Personalità e identificazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Apr 2014 16:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
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		<description><![CDATA[In questo principio sta il segreto della nostra schiavi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/identifica.jpg"><img class="alignleft wp-image-609 size-medium" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/identifica-300x197.jpg" alt="identifica" width="300" height="197" /></a>In questo principio sta il segreto della nostra schiavitù o della nostra libertà. Ogniqualvolta ci identifichiamo con una debolezza, con un difetto, con un impulso, ci limitiamo e ci paralizziamo da soli.</p>
<p>Ad esempio, ogniqualvolta ammettiamo: “Io sono scoraggiato”, oppure “Io sono irritato”, diventiamo quell’emozione; siamo dominati dalla depressione o dall’ira. Abbiamo accettato quelle limitazioni; ci siamo messi noi stessi in catene. Se invece, nelle identiche condizioni, diciamo: “Un’onda di scoraggiamento tenta di invadermi”, o “un impulso d’ira tenta di travolgermi”, il rapporto è diverso; vi sono due forze l’una di fronte all’altra: da un lato il nostro io vigile e dall’altro lo scoraggiamento o l’ira. E l’io vigile non si lascia invadere o travolgere; può osservare obbiettivamenteed esaminare criticamente quei moti di scoraggiamento o di ira; ricercare l’origine, scorgere l’infondatezza, prevederne gli effetti dannosi, le conseguenze pericolose. Spesso basta questo per respingere l’attacco di quelle forze, per disperderle e vincere la battaglia.</p>
<p>Ma anche quando il nemico interno è momentaneamente il più forte, l’io vigile non è mai interamente vinto. Egli può perdere qualche battaglia, ma se non si arrende, la vittoria finale sarà sua. Infatti, oltre a respingere via via gli attacchi che vengono dall’inconscio, possiamo far qualcosa di più efficace e decisivo; combattere le cause profonde di quegli attacchi, tagliarne le radici.</p>
<p>Il percorso dovrà andare verso la disidentificazione delle “immagini dominanti” e poi verso l’uso e la direzione delle energie sprigionate.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da: Principi e metodi della psicosintesi terapeutica. &#8211; Roberto Assaggioli</em></p>
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		<title>La personalità secondo i guna</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-personalita-secondo-i-guna/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Apr 2014 18:42:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo l’Ayurveda e lo Yoga, che ci forniscono informa [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/GUNAbassa.jpg"><img class="size-medium wp-image-554 alignleft" alt="GUNAbassa" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/GUNAbassa-230x300.jpg" width="230" height="300" /></a></p>
<p>Secondo l’<i>Ayurveda</i> e lo <i>Yoga</i>, che ci forniscono informazioni per comprendere le forze dell’universo, la natura è costituita da tre energie, o qualità primarie. In sanscrito queste forze vengono chiamate <i>guna</i>, che significa “ciò che lega” poiché ci possono legare all’esistenza materiale.</p>
<p><i>Satva</i> – intelligenza, porta equilibrio</p>
<p><i>Rajas</i> – energia, causa squilibrio</p>
<p><i>Tamas</i> – sostanza, crea inerzia</p>
<p>Questi tre <i>guna</i> sono le energie più sottili della natura e stanno alla base della materia, della vita e della mente. I <i>guna</i> sono compenetrati con la natura stessa, sono il suo potenziale centrale da cui nasce la diversificazione. Secondo la tradizione indovedica tutti gli oggetti nell’universo sono costituiti da varie combinazioni dei tre <i>guna</i>.</p>
<p><i>Satva</i> è la qualità dell’intelligenza, della virtù e della bontà, crea armonia, equilibrio e stabilità. È di natura leggera e luminosa. Possiede un movimento interiore verso l’alto che favorisce il risveglio dell’anima. <i>Satva</i> dà felicità e contentezza durevoli. È il principio di chiarezza, espansione e pace; è la forza dell’amore che unisce ogni cosa.</p>
<p><i>Rajas</i> è la qualità del cambiamento, dell’attività e della turbolenza. Crea uno squilibrio che sovverte un equilibrio già esistente. Nella sua azione <i>rajas</i> cerca sempre una meta o un fine che gli dia potere. Ha un movimento verso l’esterno, crea azione egoistica, porta alla frammentazione e alla distruzione. Se nel breve tempo rajas è stimolante e dà piacere, per la sua natura squilibrata si tramuta presto in dolore e sofferenza. È la forza della passione che causa angoscia e conflitto.</p>
<p><i>Tamas</i> è la qualità della pigrizia, dell’oscurità e dell’inerzia, è pesante, con un’azione che annebbia e oscura. Possiede un movimento rivolto verso il basso che provoca ritardo, decadimento e disintegrazione. <i>Tamas</i> crea ignoranza e illusione nella mente e dà luogo a insensibilità, sonno e perdita di consapevolezza. È il principio di materialità o incoscienza che ottenebra la coscienza.</p>
<p>La mente, o meglio, la coscienza, è il naturale dominio di <i>satva</i>. Se la mente non è calma e serena non possiamo percepire niente in modo giusto. <i>Satva</i> crea la chiarezza con cui percepiamo la verità delle cose, dà luce, concentrazione e devozione. <i>Rajas</i> e <i>tamas</i> sono fattori di disarmonia mentale che creano agitazione e illusione, e finiscono per dare luogo a errori di immaginazione e percezione. <i>Satva</i> mette in equilibrio <i>rajas</i> e <i>tamas,</i> combina l’energia di <i>rajas</i> con la stabilità di <i>tamas</i>. <i>Satva</i> è responsabile della salute e della guarigione. <i>Rajas</i> e <i>tamas</i> sono i fattori che provocano la malattia e di solito operano insieme, <i>rajas</i> determina l’eccesiva espressione dell’energia, che alla fine porta all’esaurimento in cui prevale <i>tamas</i>. Vivere in modo <i>satvico</i> significa vivere in armonia con la natura e il proprio Sé interiore, coltivare la purezza e la pace.</p>
<p>La diversa combinazione di <i>guna</i> negli individui, determina le diverse personalità ed evidenzia il livello evolutivo e di coscienza raggiunto, con una predominanza sempre maggiore di <i>satva</i> man mano che la persona acquisisce consapevolezza ed evolve. Nessuna personalità è esclusivamente di un unico tipo di <i>guna</i>, ma uno di questi è, più o meno, dominante sugli altri, tanto da determinare caratteristiche caratteriali e di comportamento, che possono essere facilmente colte.</p>
<p>Le persone <i>satviche</i> hanno una natura armoniosa e adattabile. Tendono ad essere equilibrate e hanno pace mentale; hanno considerazione per gli altri e si prendono cura di se stesse. Considerano tutta la vita come un insegnamento e in tutte le cose cercano l’aspetto positivo.  Sono persone che sanno “guidare”, hanno chiarezza e sono lungimiranti; sono controllate, tolleranti, non attaccate morbosamente al risultato, capiscono le persone e sanno comunicare con loro nella maniera migliore mirando al loro benessere.</p>
<p>Le persone <i>rajasiche</i> hanno buona energia ma la bruciano con una attività eccessiva. La loro mente di solito è agitata e raramente è in pace. Hanno opinioni forti e tendono a prevalere sugli altri, spesso senza badare ai mezzi. Sono impazienti e incapaci di affrontare i loro stessi problemi e non desiderano prendersi il tempo per migliorare. Danno la colpa agli altri per i loro problemi. Le persone <i>rajasiche</i> raggiungono le loro mete e di solito hanno il controllo della loro vita ma nella ricerca della felicità sono dominate dall’ego. La vita spesso procura a queste persone degli shock che possono causare grandi sofferenze soprattutto quando perdono il controllo delle cose e anche quando raggiungono le loro mete spesso scoprono di non essere ancora felici. La persona <i>rajasica</i> tende alla collera e si impone con la forza; si offende sul piano personale se non è approvato o non è apprezzano; lavora sodo ma il suo umore dipende dal risultato ottenuto; non è lungimirante, guarda l’immediato traguardo materiale.</p>
<p>I tipi <i>tamasici</i> hanno dei blocchi psicologici profondamente radicati, l’energia e le emozioni tendono ad essere inattive e represse e non sono consapevoli di quali sono realmente i loro problemi. Non cercano delle cure appropriate e di solito hanno igiene scarsa e per abitudine si curano poco di se stessi. Accettano la loro condizione e il loro destino e non fanno niente per alleviare i loro problemi. Permettono alle altre persone e alle influenze negative di dominarli e non si assumono la responsabilità della loro vita. La personalità <i>tamasica</i> li portano ad essere ciechi rispetto ai bisogni degli altri, non equanimi, considerano solo chi si arrende al loro volere.</p>
<p>Si dice che con <i>satva</i> si prevede, con <i>rajas</i> si vede e con <i>tamas</i> non si vede.</p>
<p>Gli aspetti che riusciremo a migliorare in noi portandoli da <i>tamas</i> a <i>rajas</i> e da <i>rajas</i> a <i>satva</i> aumenteranno la nostra pace mentale, il benessere  e anche la crescita spirituale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Stiamo proiettando?</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 15:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ci scopriamo infastiditi da certe caratteristiche altrui, è solo perché siamo entrati in contatto con qualcosa che appartiene a noi stessi....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<style><!--
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<p>Una volta compreso il processo che ci spinge a concentrarci su determinati aspetti, possiamo incominciare a districare la matassa e fare un distinguo tra le nostre percezioni e l’abitudine a sputare sentenze sul prossimo. Dovremmo arrivare ad una condizione in cui possiamo svelare, riconoscere ed abbracciare qualsiasi nostra caratteristica nascosta in modo da non dover più proiettare sugli altri gli aspetti del nostro essere che non sappiamo accettare. Qualsiasi porzione d’ombra riusciamo ad abbracciare, ci consentirà di sperimentare più amore, compassione, pace e una sensazione di maggiore libertà. Solo allora saremo liberi di amare noi stessi e gli altri.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Senso di inferiorità, volontà di prestigio e integrazione sociale</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 19:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il senso di inferiorità (che non è un complesso fintant [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il senso di inferiorità (che non è un complesso fintanto che non sia chiaramente nevrotico) è universale. Tutti lo possediamo perché siamo esseri umani.<br />
L’evoluzione della civiltà deve essere intesa, in una certa misura, come una sorte di compensazione, l’esito del grande sforzo dell’umanità per avere ragione della propria inferiorità.<br />
Dal momento che tutti abbiamo un senso di inferiorità, non lo si deve considerare come qualcosa di anomalo in sé. Al contrario, insieme alla volontà di prestigio, ci fornisce la principale fonte di energia motivazionale.<br />
Il problema sta nell’utilizzare questa energia non in uno sforzo egocentrico che distrugge la compagine sociale, bensì in un impegno costruttivo che contribuisce al benessere degli altri.<br />
Ciò non toglie che un senso di inferiorità eccessivo porti a comportamenti nevrotici, perché viene dato all’io un desiderio di potere più forte del normale.<br />
Più ci si sente inferiori, più disperatamente si lotterà per ottenere il predominio.<br />
Il senso di inferiorità e la volontà di prestigio sono semplicemente due aspetti della stessa pulsione presente nell’individuo.<br />
Possiamo pertanto dedurre che dietro una smodata ambizione si nasconda un profondo (anche se inconscio) senso di inferiorità.<br />
Quello che viene chiamato “complesso di superiorità” è quindi semplicemente l’altra faccia di un sottostante senso di inferiorità: poiché l’io si sente inferiore, assume una speciale facciata di superiorità e si assicura che tutti lo notino.<br />
In questo schema l’altrui umiliazione equivale al proprio innalzamento.<br />
Ecco il piacere del pettegolezzo!<br />
Tutti abbiamo sentito la tendenza a sminuire gli altri per accrescere il nostro prestigio personale.<br />
L’individuo normale, tiene sotto controllo questa tendenza e mira ad orientare il suo sforzo verso un ambito sociale; il nevrotico invece, lo orienta in senso antisociale e usa gli altri come “gradini”, muovendo così la guerra proprio a quella struttura a cui deve la propria esistenza.<br />
Occorre differenziare la normale lotta per il potere da quella nevrotica. Una normale ambizione deriva dalla forza, che è una funzione naturale dell’essere vivente; l’ambizione nevrotica deriva dalla debolezza e dall’insicurezza e trae soddisfazione dalla svalutazione degli altri e dal dominio su di essi.</p>
<p>Ciò fa capire che per una vita sana occorre coraggio. Quando riusciamo a trovare il coraggio, ci liberiamo dalla coazione del senso di inferiorità e non sentiamo più il bisogno di lottare contro gli altri.<br />
La paura è una grande devastatrice dei rapporti umani.<br />
Secondo il sistema adleriano, i più importanti valori, oltre al coraggio, sono l’interesse sociale e la cooperazione.<br />
Attraverso un’espressione di sé socialmente costruttiva, gli individui sono in grado di diventare completi e realizzati.</p>
<p>Ma l’individualità, va forse contro l’integrazione sociale?<br />
Per vivere con chi ci sta accanto spesso occorre inibire certe espressioni di individualità ma ad un livello più profondo non esiste incompatibilità: noi siamo uniti agli altri anche dentro di noi.</p>
<p>Come counselor ho potuto verificare che quanto maggiore è l’integrazione sociale raggiunta dal cliente, tanto più nell’insieme, egli realizzerà l’individualità unica che gli è propria.<br />
Da questo principio della personalità, l’integrazione sociale, ricaviamo l’importanza per il counselor di aiutare i clienti ad accettare di buon grado la responsabilità sociale, dargli il coraggio che lo libererà dalla coazione del senso di inferiorità, e aiutarlo a orientare i suoi sforzi verso scopi socialmente costruttivi.</p>
<p><em>Liberamente tratto da L’arte del counseling – Rollo May</em></p>
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		<title>Le proiezioni nostre alleate per smascherare l’ombra – parte 3</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/le-proiezioni-nostre-alleate-per-smascherare-lombra-parte-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 13:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando ci scopriamo tormentati da certe caratteristiche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci scopriamo tormentati da certe caratteristiche altrui, è solo perché siamo entrati in contatto con qualcosa che appartiene a noi stessi.<br />
Noi possiamo scrutarci fin nei minimi dettagli prendendo nota di ciò che osserviamo negli altri.<br />
La proiezione è il nostro meccanismo automatico di difesa: invece di riconoscere in noi le cose che meno ci piacciono, le proiettiamo su qualcun altro (madre, padre, figli, amici, personaggio pubblico…).<br />
Le persone su cui proiettiamo detengono porzioni della nostra oscurità negata, nonché della luce che non abbiamo ancora rivendicato.<br />
Se riconosciamo il fenomeno, comprenderemo perché possiamo innamorarci all’istante di qualcuno e trovare assolutamente insopportabile qualcun altro.<br />
Potremmo cogliere la nostra remissività in nostra madre, la nostra avidità in nostro padre, la nostra pigrizia nel partner, il nostro moralismo nei politici corrotti…<br />
Sono le proiezioni che fanno sì che una persona sia giudicata in modo diverso da persone diverse.<br />
Reagiamo quando ci imbattiamo in qualcuno che riflette l’immagine di ciò che non vorremmo essere.<br />
Quando giudichiamo il nostro prossimo, non ci passa neppure per la mente che in realtà stiamo parlando di noi stessi.<br />
Ma una volta compreso il processo che ci spinge a concentrarci su determinati aspetti, possiamo incominciare a districare la matassa e fare un distinguo tra le nostre percezioni e l’abitudine a sputare sentenze sul prossimo.</p>
<p>Riconoscere le proprie proiezioni è un atto coraggioso ma anche un gesto di grande umiltà dal quale dobbiamo passare se vogliamo trovare la pace.<br />
Ammettere le proiezioni ci obbliga a riconoscere che siamo perfettamente in grado di fare tutto ciò che detestiamo nel nostro prossimo, anzi, spesso ci comportiamo nel medesimo modo.<br />
Qualsiasi caratteristica, comportamento o emozione susciti il più indignato rifiuto, alberga sicuramente da qualche parte nella profondità nella nostra psiche. Potrà anche manifestarsi in modo assolutamente diverso, ma la forza che ispira un certo comportamento abituale sarà in pratica la medesima.<br />
Talvolta identificare questa forza dominante può costituire una sfida impegnativa perché potremmo manifestare un comportamento diverso da quello della persona su cui stiamo proiettando, ma noi attraiamo nella nostra vita persone e incidenti che possono aiutarci a riconoscere e guarire l’aspetto che stiamo negando.</p>
<p>Ken Wilber, celebre filosofo e psicologo, ha fatto un distinguo: se una persona nel nostro ambiente “ci informa”, con ogni probabilità non stiamo proiettando; se invece “ci turba”, cioè se diventa immediatamente oggetto del nostro giudizio, e ci sentiamo coinvolti, è assai probabile che siamo vittime delle nostre proiezioni.</p>
<p>Finché non recuperiamo tutti gli aspetti del nostro essere che abbiamo proiettato, quello che abbiamo rifiutato di accettare continuerà a riemergere nella nostra esistenza tramite il nostro comportamento.<br />
Se non affrontiamo le problematiche della nostra ombra, le prime ad essere danneggiate sono le nostre relazioni, perché abbiamo eretto una muraglia difensiva, fatta di giudizio e condanna che ci acceca, impedendoci di vederle per ciò che sono realmente.<br />
Se però lo vogliamo, possiamo riconoscere fin d’ora che ciò che ci colpisce emotivamente è un segnale d’allarme, un indizio che ci mette sulle tracce della nostra ombra, un catalizzatore per la crescita grazie a cui abbiamo un’occasione di recuperare qualche aspetto nascosto di noi stessi.<br />
Qualsiasi porzione d’ombra riusciamo ad abbracciare, ci consentirà di sperimentare più amore, compassione, pace e una sensazione di maggiore libertà.<br />
Inoltre, le persone su cui stavamo proiettando subiscono un cambiamento perché le abbiamo liberate dal peso del nostro giudizio e vedendole per ciò che sono abbiamo fatto emergere una nuova realtà.<br />
In sostanza, dobbiamo arrivare ad una condizione in cui possiamo svelare, riconoscere ed abbracciare qualsiasi caratteristica in modo da non dover più proiettare sugli altri gli aspetti del nostro essere che non sappiamo accettare; così facendo potremo guardare gli altri con la lente grandangolare della compassione, anziché quella deformante delle proiezioni.<br />
Solo allora saremo liberi di amare noi stessi e gli altri.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “The Shadow Effect” – Debbie Ford</em></p>
<p>Articolo collegato a:</p>
<ul>
<li><a title="La nostra zona d’ombra – parte 1" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/la-nostra-zona-dombra-parte-1/">La nostra zona d’ombra – parte 1</a></li>
<li><a title="Abbracciare l’ombra – parte 2" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/abbracciare-lombra-parte-2/">Abbracciare l’ombra – parte 2</a></li>
</ul>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/le-proiezioni-nostre-alleate-per-smascherare-lombra-parte-3/feed/</wfw:commentRss>
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