<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ritrovare il sorriso &#187; condizionamenti</title>
	<atom:link href="https://www.ritrovareilsorriso.it/tag/condizionamenti/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ritrovareilsorriso.it</link>
	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
	<lastBuildDate>Wed, 31 Jul 2019 14:47:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Superare gli ostacoli, riappropriarsi della felicità</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/superare_gli_ostacoli/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/superare_gli_ostacoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 08:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[ostacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Visualizzazioni Meditative]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[Seminario]]></category>
		<category><![CDATA[serenità]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=1058</guid>
		<description><![CDATA[Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1059" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA-300x297.jpg" alt="POTERE-FELICITA" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.</p>
<p>Ciò a cui presti attenzione, crescerà, e se l’attenzione è focalizzata dal nostro vero sé, possiamo attrarre a noi ogni cosa. Le nostre intenzioni possono fluire dal nostro vero sé per trovare soddisfazione in ogni area della nostra vita.</p>
<p>Di solito le persone spendono un sacco di tempo e di energia per fare in modo che i loro desideri si realizzino, ma quello che realmente dà ad ogni desiderio il suo potere, è quanto sia fortemente connesso con la base dell’essere, il vero sé.</p>
<p>Il segreto delle antiche tradizioni di saggezza al mondo è che ogni singolo desiderio, non importa quanto piccolo, lavori per un unico fine, renderci più completi. Soltanto sentendoci integri e completi ci sentiremo soddisfatti. Tramite la meditazione entriamo in contatto con il desiderio primario della completezza, della felicità e della libertà.</p>
<p>Ci sono cose che intralciano la manifestazione del desiderio per ognuno di noi. Ansia, depressione, bassa autostima, relazioni tossiche… sotto l’influenza di queste cose il desiderio non fluisce in modo naturale, resta invischiato in problemi personali, dubbi, e complicazioni.</p>
<p>Altri ostacoli sono tutte le convinzioni profonde che lavorano contro di noi. Se siamo convinti che la vita debba essere una lotta, che le cose siano girate contro di noi, o che i desideri non possano avverarsi automaticamente, è molto difficile manifestare quello che vogliamo. Il nostro scetticismo andrà a creare un conflitto interiore. E’ quindi importante cominciare ad affrontare questi ostacoli, pur sapendo che non abbiamo bisogno di essere perfetti per manifestare i nostri desideri.</p>
<p>I desideri che vengono da una mente agitata, preoccupata e confusa, lotteranno per essere soddisfatti. Nella meditazione espandiamo la nostra consapevolezza; più questo accade e meno sforzo viene speso per produrre intenzioni che hanno successo. Dobbiamo permettere alle nostre intenzioni di fluire dal silenzio.</p>
<p>La società offre vari modi per migliorare le capacità di far sì che un desiderio diventi realtà: lavorare più duro, non mollare, seguire la propria passione… e così via. Ci sono anche vantaggi di cui non si parla, come nascere con un alto quoziente intellettivo o nell’agiatezza, che sono benefici solo per pochi; ma le tradizioni di saggezza guardano ad altro per il segreto di manifestare ciò che vuoi. La chiave è aumentare la consapevolezza, e questo fortunatamente è un percorso aperto a tutti.</p>
<p>Aumentando la consapevolezza, vedi in automatico più possibilità e ti si presentano soluzioni inaspettate. Non sei ristretto dai condizionamenti del passato, dai traumi e dai ricordi dolorosi. Ti alzi al di sopra del livello del problema, fino al livello della soluzione.</p>
<p>Nel quinto incontro del corso di visualizzazioni meditative che sto tenendo, è quello che viene fatto. Contattiamo la mente silenziosa, il luogo in cui sono contenute tutte le possibilità sotto forma di semi, per far emergere le soluzioni agli ostacoli che in quel momento possono influenzare il libero fluire delle energie.</p>
<p>Se sei interessato ad iscriverti ad un prossimo corso di visualizzazioni meditative o vuoi informazioni,</p>
<p>scrivimi l.schiona@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/superare_gli_ostacoli/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Serve la maschera?</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/serve-la-maschera/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/serve-la-maschera/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 09:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[inferiorità]]></category>
		<category><![CDATA[maschere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=1021</guid>
		<description><![CDATA[La maschera sicuramente può servire per ricoprire un ruolo, e svolge una funzione. Immagino ad esempio un poliziotto, un giudice, un avvocato, un medico… li vedo con la loro divisa e con gli atteggiamenti che sono consoni al lavoro che svolgono; ma...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/01/maschere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1023" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/01/maschere-300x280.jpg" alt="maschere" width="300" height="280" /></a>La maschera sicuramente può servire per ricoprire un ruolo, e svolge una funzione. Immagino ad esempio un poliziotto, un giudice, un avvocato, un medico… li vedo con la loro divisa e con gli atteggiamenti che sono consoni al lavoro che svolgono; ma poi, arrivati a casa, o con gli amici, quella maschera che rappresenta il ruolo, è auspicabile venga dismessa. Non credi?</p>
<p>E se la maschera invece continua ad essere indossata per nascondere debolezze, o sembrare quello che non si è? O per cercare di emulare qualcuno che si ritiene più apprezzabile?</p>
<p>Abbiamo imparato a credere che l&#8217;approvazione ci debba venire dall&#8217;esterno, dagli altri, ma (e non sono certo io l’unica a dirlo), la prima vera approvazione deve venire da dentro, da noi, dall’aderenza ai nostri valori e nel rispetto delle nostre potenzialità, qualità e anche limiti.</p>
<p>Che succede di solito:</p>
<ul>
<li>Si indossano maschere su maschere nel tentativo di corrispondere a quel modello che si ritiene possa essere considerato e approvato.</li>
<li>Questo genera un grande spreco di energia: che fatica essere ciò che non si è!</li>
<li>Il giudice interiore, sempre più inflessibile, catalogherà successi ed insuccessi con risultati spesso molto frustranti</li>
<li>Invidia, gelosia, rabbia, amarezza, saranno sempre in agguato: c’è sempre qualcuno che sembra migliore o che si mette più in luce nonostante tutti i nostri sforzi.</li>
<li>Si finisce con il non sapere più chi si è, e ciò che veramente conta in noi sembra perduto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendiamo ora in esame un altro aspetto. Immaginiamo che una persona si senta molto timida e insicura e desideri vincere questi aspetti. Ecco che in questo caso la maschera può diventare uno strumento importante, se utilizzato in modo consapevole e costruttivo, per superare i condizionamenti (non per nascondersi). Comportarsi &#8220;come se&#8221;, vivere come se avessimo già superato quel problema. E&#8217; falsità? No, in questo caso è progettualità.</p>
<p>All’inizio potrebbe essere difficile ma possiamo aiutarci con altri strumenti per facilitare il percorso. Uno di questi è la visualizzazione di quel “come se”, fatta in stato di rilassamento. La capacità di immaginare è una delle facoltà creative più potenti. Una volta risvegliata, educata e sviluppata appieno, in maniera luminosa e costruttiva, essa rende la persona sempre più capace di trasformarsi e realizzare i propri obiettivi e sogni. Infine potrebbero essere di grande aiuto alcuni incontri con un counselor e assumere degli specifici fiori di Bach.</p>
<p>Riassumendo, la maschera non è negativa di per sé, come sempre è l’utilizzo che ne facciamo a fare la differenza.</p>
<p>Cerchiamo di essere la nostra miglior versione (la nostra, non quella degli altri) perché è così che noi ci approveremo e saremo approvati.</p>
<p>Chiedi consiglio</p>
<p>Buon viaggio <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e buona giornata</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/serve-la-maschera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le cinque tipologie caratteriali</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 16:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=769</guid>
		<description><![CDATA[In bioenergetica le differenti strutture caratteriali v [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In bioenergetica le differenti strutture caratteriali vengono suddivise in cinque tipologie che presentano, come già detto dell’articolo precedente, diversi ingorghi energetici a diversi livelli del corpo, somatizzati sotto forma di tensioni croniche. L’analisi bioenergetica, ovvero la lettura del corpo, diventa elemento fondamentale per aiutare la persona sofferente a ripristinare il benessere.</p>
<p>Ricordo ancora, come già scritto, <em>che queste suddivisioni non classificano le persone ma aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</em></p>
<p>BREVE DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE</p>
<p>TIPOLOGIA CEREBRALE.</p>
<p>Il soggetto nella prima infanzia ha avuto l’impressione che il suo diritto di esistere fosse stato negato. Egli ha sviluppato quindi un’ansia particolarmente forte di essere accettato, di essere riconosciuto.</p>
<p>Senso ridotto della realtà. Raggelamento delle emozioni. Difficoltà ad esprimerle. Pensiero dissociato dal comportamento e dalle emozioni. Muscolature tesa e contratta. Persone razionali e intuitive.</p>
<p>La faccia può assomigliare a una maschera rigida e lo sguardo poco brillante, o assente, vuoto, scarsamente espressivo. Occhi piccoli, sfuggenti o freddi. Labbra strette e sottili. Forma corporea magra e contratta oppure minuta/contratta la parte alta e corpulenta/gonfia la parte bassa.</p>
<p>Le aree di maggior tensione si trovano alla base del cranio, nelle articolazioni, nei muscoli pelvici e nel diaframma. Le braccia possono ciondolare abbandonate lungo il corpo. Scarsa inspirazione d’aria che è accompagnata da una contrazione della cavità addominale.</p>
<p>Questa persona non è integrata con il suo corpo e vive continuamente una frattura tra la testa e il resto del corpo. Entrare in contatto con una personalità cerebrale non è facile se prima non si è stabilito un rapporto di fiducia. Questi soggetti hanno paura di entrare in contatto diretto con il proprio corpo a causa della sensazione conflittuale che tale contatto potrebbe risvegliare; ci vuole gradualità, per evitare che sia sopraffatto da emozioni così forti da non poter essere sopportate.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi nervoso – insonnia – allergie – spasmi – dismenorrea – coliti – cistite.</p>
<p>TIPOLOGIA DIPENDENTE.</p>
<p>Ha paura dell’isolamento, di essere abbandonato; tende ad avere un’inestinguibile sete di considerazione da parte degli altri. Ha difficoltà a reggersi in piedi, sia letteralmente che in senso metaforico. Tende ad appoggiarsi agli altri, non sa cavarsela da solo. Presenta un bisogno esagerato di contatto con gli altri da cui richiede calore ed aiuto. Può soffrire di un vuoto interiore.</p>
<p>Quel senso di vuoto può corrispondere alla sensazione di una “lunga attesa” frustrata. Il senso di privazione può essere dovuto alla mancanza di contatto con una figura materna sufficientemente affettuosa e protettiva.</p>
<p>Egli ha bisogno di essere circondato da un’attenzione calorosa che gli dia la sensazione di esistere e di essere considerato importante. Le sue richieste di amore tendono a essere illimitate. E’ soggetto a forti sbalzi d’umore, dalla depressione all’euforia.</p>
<p>Il corpo ha tendenza a curvarsi in avanti. Spesso ci sono dei segni d’immaturità fisica (corpo da ragazzino). E’ particolarmente debole nelle gambe e nelle braccia. E’ debole nel radicamento. Viso tondeggiante. Articolazioni deboli. Occhi grandi e teneri. Labbra morbide e rosee (a cuore). Spalle strette e spioventi. Forma corporea longilinea o arrotondata.</p>
<p>Deve recuperare la coscienza dei propri limiti anatomici, dei propri confini corporei per individuare dove incomincia il mondo esterno.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale medio-alta (irregolare nel tempo).</p>
<p>Braccia e gambe dovranno essere rinvigorite e l’energia dovrà discendere verso il basso: l&#8217;energia deve affluire verso mani e piedi e abbandonare le regioni del pensiero astratto.</p>
<p>Disturbi: stanchezza – depressione – disturbi respiratori – influenza – raffreddore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA SOTTOMESSA – COMPRESSA.</p>
<p>Il tipo sottomesso ha un atteggiamento di rinuncia all’affermazione dei propri diritti e necessità. La sua tendenza principale è la remissività. Persona che soffre e si lamenta ma essendo incapace di cambiare la situazione rimane remissiva.</p>
<p>Ad un livello più profondo sono nascoste tendenze e sentimenti di astio, ostilità e superiorità, ma il sottomesso ha paura di esternare questi sentimenti. La sua collera è così profonda che potrebbe manifestarsi in uno scoppio di aggressività dagli effetti dirompenti. Per questo motivo egli costruisce inconsciamente una struttura muscolare potente atta a ingabbiare la rabbia e l’aggressività.</p>
<p>La figura della madre è stata probabilmente soffocante (in particolare per il cibo e per l’evacuazione delle feci). Per questo il sottomesso è cresciuto col senso di essere schiacciato e di essere chiuso in trappola, che gli impedisce di sfogare la sua personalità. Sente di non essere mai stato libero di lasciarsi andare. Può essere che da bambino sia stato profondamente umiliato, talvolta con dei maltrattamenti fisici.</p>
<p>L’impressione generale della tipologia è di un corpo compresso.</p>
<p>Tende a piagnucolare e a lamentarsi per l’incapacità di liberare la tensione, cosa che gli procura la sensazione di esplodere. Al posto dell’aggressività, il compresso adotta un atteggiamento provocatorio; vuole impedire alla sua energia repressa di esplodere. La paura di una forte eccitazione genitale fa trattenere l’energia negli organi pelvici dove si blocca: tipico l’appiattimento delle natiche. L’energia non arriva pienamente nei punti periferici e si blocca a livello del collo, delle spalle e del bacino.</p>
<p>Rapporto con il corpo trascurato. Forma corporea robusta, compressa. Seno abbondante, tonico. Muscolatura abbondante. Spalle robuste. Peso medio-alto. Labbra chiuse e scure. Occhi normali o piccoli. Capelli robusti e grassi. Arti superiori robusti e forti. Arti inferiori tozzi e muscolosi.</p>
<p>Energia fisica alta; energia mentale media.</p>
<p>Questa tipologia dovrebbe osare ed esprimere in modo diretto le proprie necessità e far rifluire l&#8217;energia attraverso movimenti espressivi e liberatori.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ansia – dolori cervicali e lombari – emorroidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA DOMINANTE.</p>
<p>Ha un atteggiamento muscolare atto a respingere la paura del fallimento. Tale atteggiamento viene espresso rimanendo cronicamente in inspirazione (col petto alzato). Sente il bisogno di essere superiore a tutti in tutte le situazioni. Nega sentimenti ed emozioni. Investe energia sull’immagine da offrire al mondo esterno. Ha bisogno di dominare e controllare, di sentire che gli altri sono in suo potere.</p>
<p>Due diverse strutture caratteriali:</p>
<ul>
<li>dominante che aggredisce con prepotenza</li>
<li>dominante che ottiene il potere sugli altri attraverso la seduzione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impulso alla suzione è stato probabilmente inibito. Nella storia di questi individui generalmente c’è una figura parentale seducente che gli ha negato il suo amore costringendo il bambino a fingere di non provare per lei nessuna attenzione.</p>
<p>Il tipo dominante ha fame di potere a tal punto che quest’ultimo è diventato più importante del piacere.</p>
<p>Forma corporea espansa sopra, longilinea sotto; il seduttivo più uniformità sotto/sopra.</p>
<p>Forma del viso squadrata; il seduttivo squadrata ma morbida.</p>
<p>Occhi penetranti e duri; il seduttivo accattivanti e seduttivi.</p>
<p>Spalle larghe; il seduttivo ben conformate.</p>
<p>Torace gonfiato, atletico; il seduttivo, medio.</p>
<p>Punto vita sottile; il seduttivo ben disegnato.</p>
<p>Energia fisica medio/alta. Energia mentale alta.</p>
<p>La testa è sovraccarica di tensione: va ripristinato l’equilibrato fluire dell’energia bloccata nella parte alta del corpo, verso il basso.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi digestivi – mal di testa. Disturbi sessuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA RIGIDA.</p>
<p>Il tipo rigido sente il bisogno di controllare le proprie emozioni, di non lasciarsi coinvolgere in rapporti con gli altri. Il problema di questo carattere è la paura di doversi sottomettere, che per lui equivale alla morte. Tendenza al masochismo che si sforza di nascondere. Ambiziosi e attivi, vedono la passività come la possibilità di essere feriti. Sotto questo carattere rigido si possono trovare personalità fobiche e ossessive se la rigidità è molto forte. Questa tipologia ha una forte carica energetica che lo spinge ad affrontare la realtà ma non di viverla compiutamente. Sentono la forza dei sentimenti ma sono limitati nella possibilità di espressione.</p>
<p>Nell’infanzia di queste persone c’è l’inibizione a chiedere amore e a esprimere l’aggressività.</p>
<p>E’ come se fossero animati da un orgoglio troppo rigido per piegarsi. Tengono la testa sempre in posizione eretta e la schiena diritta: impressione di essere tutto d’un pezzo.</p>
<p>Struttura corporea ben proporzionata e armonica in tutte le sue parti. Forma del viso quadrata. Occhi pieni di luce carnagione con colore vivo. Questo carattere determina continua tensione dei muscoli lunghi del corpo.</p>
<p>Devono imparare a lasciarsi andare attraverso la respirazione che ristabilisce il fluire dell’energia. E’ anche necessario far accettare la possibilità di sconfitta come parte della vita, facendo imparare che il corpo può lasciarsi andare.</p>
<p>Energia fisica medio-alta; energia mentale medio-alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ipertensione – tachicardia – palpitazioni – vertigini – disturbi digestivi – gastrite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Lettura del corpo" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/">lettura del corpo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettura del corpo</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Personalità]]></category>
		<category><![CDATA[Salute]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[tensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=765</guid>
		<description><![CDATA[Come stai? Sto bene, grazie. Solamente dalle parole non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come stai? Sto bene, grazie.</p>
<p>Solamente dalle parole non si può capire se la persona dica o no la verità; spesso si dice quello che si vuole far credere.</p>
<p>Guardando però al linguaggio del corpo possiamo capire di più. Se la persona sta davvero bene, avrà un’espressione vivace, gli occhi luminosi, dei movimenti “vivi”, una voce vibrante, un portamento eretto. Il loro contrario o, ad esempio, una testa reclinata, le spalle curve, un torace incavato e un’andatura lenta riflettono sentimenti di pesantezza e frustrazione.</p>
<p>Molto spesso questi atteggiamenti che si assumono non sono il frutto di una situazione momentanea; sono il risultato di sentimenti predominanti che si sono espressi a lungo in una determinata postura, fino a diventare un’attitudine costante e un atteggiamento nei confronti della vita.</p>
<p>Secondo Lowen l’atteggiamento del corpo diventa per l’individuo la sua seconda natura e quindi parte del suo carattere.</p>
<p>Reich, psicanalista austriaco, fu il primo a prendere in considerazione l’identità funzionale tra psiche e corpo: identificò la corazza caratteriale e muscolare, cioè l’insieme di atteggiamenti tipici sviluppati dall’individuo, anche a livello corporeo, per bloccare le proprie emozioni, i propri desideri e le proprie sensazioni. Attraverso lo studio dei suoi casi, arrivò a capire che questa corazza era una forma di difesa che si era formata già nell’infanzia nel momento in cui era stata negata la soddisfazione di qualche impulso istintuale.</p>
<p>Reich comprese che ad una corazza psichica corrisponde una corazza somatica in quanto l’inibizione di emozioni si manifesta con crampi, tensioni e spasmi nel corpo.</p>
<p>Comprendendo come questi fossero meccanismi di protezione, la lettura del corpo divenne per Reich un modo per penetrare e comprendere il carattere e quindi la modalità con cui la persona reagisce agli eventi della vita, ovvero secondo il principio piacere-dispiacere.</p>
<p>Studiando i vari gruppi muscolari e gli organi che interagiscono nella manifestazione delle varie emozioni, Reich individua sette segmenti corporei dove nel tempo si struttura la corazza, o blocco energetico: segmento oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alexander Lowen, allievo di Reich, focalizzandosi sugli aspetti psichici e sulla loro espressione fisica, elabora la bionergetica, e concentra la sua attenzione sull’atteggiamento, sulla mimica, sulla gestualità, definendo una serie di esercizi fisici, respiratori e contatti corporei per realizzare un’integrazione tra corpo e mente.</p>
<p>Lo scopo è di rilassare la muscolatura, sciogliere i blocchi corporei, riportare in superficie le emozioni represse per restituire così al corpo e alla mente il normale flusso energetico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’orientamento di ogni individuo nella vita è di cercare il piacere e di sfuggire al dolore. Questa sequenza -ricerca del piacere-frustrazione–ansia–difesa– è uno schema che riassume i problemi che s’instaurano nella personalità. Più l’ansia è precoce e protratta nel tempo e più sono le difese che s’instaurano sia a livello psichico sia fisico andando a creare quelle tensioni muscolari che poi, divenute croniche e inconsce, formeranno una corazza caratteriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella persona sana ed equilibrata, psiche e corpo tendono a promuovere il benessere con scelte consapevoli; nella persona disturbata, queste due aree sono spesso in conflitto con la difficoltà a esprimere emozioni e sentimenti, limitando il benessere e la vitalità dell’organismo.</p>
<p>Ad esempio, se nell’infanzia un individuo si è visto negare la possibilità di chiedere aiuto, poiché segno di debolezza, svilupperà una serie di atteggiamenti, anche attraverso il controllo della muscolatura, con i quali si forzerà a dimostrarsi indipendente e autonomo e sceglierà solo quei rapporti dove tale autonomia è premiata.</p>
<p>All’inizio questo controllo di sé sarà consapevole e cosciente, al fine di evitare i problemi che l’hanno innescato, poi, ogni contrazione fisica diventerà cronica e anche a livello psichico l’emozione inizialmente e consapevolmente bloccata sarà inconsciamente inibita.</p>
<p>Questo fatto lo porterà nella vita a fare scelte che non lo espongano a situazioni che potrebbero fargli esprimere i sentimenti repressi, anche attraverso ulteriori difese come la negazione, la provocazione, la creazione di sensi di colpa, la malattia.</p>
<p>Lowen arrivò a definire e classificare cinque tipologie caratteriali con tendenze a sviluppare psicopatologie: schizoide, orale, psicopatico, masochista e rigido.</p>
<p>Francesco Padrini, ha ulteriormente ampliato e definito queste tipologie energetiche dando loro denominazioni diverse: cerebrale, dipendente, dominante, sottomessa e rigida.</p>
<p>Queste suddivisioni non classificano le persone ma ci aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Le cinque tipologie caratteriali" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/"><span id="sample-permalink" tabindex="-1"><span id="editable-post-name" title="Permalink temporaneo. Fare clic per modificare questa parte.">le-cinque tipologie caratteriali</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Morire d’amore</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/morire-damore/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/morire-damore/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 18:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamenti]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=724</guid>
		<description><![CDATA[Ci sono persone che nella coppia sono così sottomesse e [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono persone che nella coppia sono così sottomesse e dipendenti che soffrono veramente molto e non riescono mai a permettersi momenti di sereno abbandono. E’ questo il caso in cui la relazione è centrata sulla dipendenza e non sull’amore e sul rispetto, tanto che spesso, il suo carattere distruttivo renderebbe auspicabile una separazione.</p>
<p>Di fronte alla paura della solitudine, del vuoto, sono sempre di più le persone che si rifugiano in relazioni strette ed esclusive (con partner o genitori o figli), che diventano la causa di sofferenza, autodistruzione, svalutazione di sé. E’ il fenomeno della dipendenza affettiva o della co-dipendenza. L&#8217;amore verso l&#8217;altro presenta diverse caratteristiche delle dipendenze in generale, ma sviluppandosi nei confronti di una persona, è più difficile da riconoscere e da contrastare.</p>
<p>Il concetto di dipendenza affettiva corrisponde a quella che potremmo definire una vera e propria disfunzione del sé in cui il “rapporto d’amore” è vissuto come condizione stessa della propria esistenza. Si parla di “dipendenza” affettiva proprio per sottolineare il fatto che il soggetto ha “bisogno” dell’altro come di una vera e propria “droga”. La dipendenza affettiva presenta infatti le seguenti caratteristiche: il soggetto dipendente tende a star bene solo quando è in presenza della persona amata e tende ad aumentare le “dosi” di presenza/vicinanza della persona amata.</p>
<p>Di solito uno gioca la parte della vittima e l’altro del persecutore. Insieme soffrono, non si rispettano e non si amano ma, anche quando è evidente che il rapporto non funziona, non si separano e non viene messo in atto nessun cambiamento perché questo fa paura.</p>
<p>La persona con questa dipendenza affettiva si mette al servizio dell’altra e rinuncia ai propri diritti e ai propri bisogni. Il dipendente proiettata l’illusione della risoluzione dei propri problemi (che spesso hanno origine nei &#8220;vuoti affettivi&#8221; dell&#8217;infanzia) sul partner, il quale assume il ruolo di “salvatore”; egli diventa lo scopo della sua esistenza, e la sua assenza anche temporanea darà la sensazione al soggetto di non esistere (DuPont, 1998).</p>
<p>Proprio per questi motivi spesso questo tipo di personalità dipendente si sceglie partner &#8220;problematici&#8221;, portatori a loro volta di altri tipi di dipendenza. Ciò giustifica il negare i propri bisogni perchè l&#8217;altro deve essere aiutato. Ma è un aiuto &#8220;malato&#8221; in cui si diventa &#8220;co-dipendenti&#8221;.</p>
<p>Le persone dipendenti affettivamente, pur di mantenere e non rischiare di perdere l’oggetto amato, sono disposti a sacrificare qualsiasi bisogno o desiderio personale fino al punto di annullare il proprio sé. L’importanza attribuita all’oggetto d’amore spinge il dipendente affettivo a preservare il rapporto “sentimentale” a tutti costi.</p>
<p>Queste persone vivono costantemente nell’ansia di poter perdere la persona amata, evento considerato insopportabile e inconciliabile con il proseguo della propria vita.</p>
<p>In questa relazione senza speranza, insoddisfacente, umiliante e spesso autodistruttiva si sviluppa una vera e propria sintomatologia come ansia generalizzata, depressione, insonnia, inappetenza, malinconia, idee ossessive. Di solito c&#8217;è mancanza di rispetto, progetti di vita diversi, se non opposti, bisogni e desideri che non possono essere condivisi, oltre ad essere poco presenti momenti di unione profonda e di soddisfazione reciproca. Chi è affetto da dipendenza affettiva non riesce a cogliere e a beneficiare dell&#8217;amore nella sua profondità ed intimità. “Non posso vivere senza di lui/lei” non è una dichiarazione d’amore ma un’autorizzazione a far dipendere la propria vita dall&#8217;altro.</p>
<p>Si può guarire da questa relazione distruttiva? Si, si può!</p>
<p>Il primo passo per uscire dalla dipendenza affettiva è diventarne consapevoli, ossia riconoscere che siete coinvolti in questo tipo di problema. E’ importante poi liberarsi dell’incubo che senza l’altro non potete vivere e che se vi comporterete bene lui/lei vi amerà. Andate fino in fondo a queste paure. Occorre sfidare ciò che si teme, altrimenti sarete sempre ricattabili. Per uscire da un amore soffocante dovete cominciare a credere nel vostro valore e recuperare la vostra autonomia. Non lottate per liberarvi dell’altro, ma ritrovate dentro di voi la gioia di vivere, e l’altro vi apparirà come un inutile fardello.</p>
<p>Cominciate con il rompere qualche schema, o comportamento abituale, per riappropriarvi della vostra libertà di agire, e iniziate ad uscire dall&#8217;isolamento nel quale sicuramente vi trovate.</p>
<p>Spostate l’attenzione dai bisogni dell’altro ai vostri. Anche piccole cose ma iniziate a prendervi cura di voi stessi. Questo è l’inizio della “guarigione”; la dipendenza è la conseguenza della nostra incapacità di amarci ed amare la vita che viviamo.</p>
<p>Avete il diritto a una vita migliore, serena e soddisfacente; se l’altro ha problemi, deve assumersi la responsabilità di risolverli; non è egoismo, al contrario, assumendovi le responsabilità dell’altro impedite la sua crescita.</p>
<p>Il percorso da fare è quello di riappropriarvi della vostra interezza. Almaas [1999] scrive che le persone cercano l’altro per compensare le proprie mancanze e questo causa molta infelicità. Dovete capire ciò che ritenete vi manchi e reintegrarlo in voi anche se questo può costare fatica. In ogni caso bisogna smettere di cercare di compensare le proprie mancanze attraverso l’altro perché questo porta al pericolo di entrare in distruttive simbiosi con il partner.</p>
<p>Un altro passo determinante è l’acquisizione del valore del rispetto, per voi stessi e per gli altri. Che decidiate di separarvi o di restare assieme, non scendete a compromessi, non imbrogliatevi. Rispettare se stessi e gli altri significa desiderare senza pretendere; significa esprimersi con dignità e fermezza impegnandosi a ristabilire i giusti confini che rispettino e garantiscano la liberta di ognuno; significa anche accettare di perdere l’altro; significa non perdersi per i bisogni dell’altro; significa accettare anche la solitudine.</p>
<p>Il cambiamento infatti chiede di rischiare proprio ciò che fa più paura, la solitudine, ma se imparerete a dialogare con le vostre emozioni, troverete il coraggio di manifestarvi per quello che siete, vi prenderete cura dei vostri bisogni e imparerete anche ad accettare ciò che ora temete.</p>
<p>Questi sono solo brevi spunti per riflettere, il tema è molto ampio e sicuramente ciò che ho scritto non è esaustivo; il mio consiglio è cercare uno psicoterapeuta, un counselor o un gruppo di sostegno; è meglio essere umili e chiedere l’aiuto di un professionista perché non sempre possiamo farcela da soli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Alcuni contenuti sono stati liberamente tratti da: Franco Nanetti. “Gli itinerari dell&#8217;Amore e della Passione”.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/morire-damore/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Figlia del silenzio &#8211; film</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/figliadelsilenzio/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/figliadelsilenzio/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 31 May 2014 11:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Mi piace]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=708</guid>
		<description><![CDATA[Figlia del silenzio (titolo originale in inglese: The M [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="watch-description-text">
<p id="eow-description">Figlia del silenzio (titolo originale in inglese: The Memory Keeper&#8217;s Daughter) è un romanzo dell&#8217;autrice americana Kim Edwards che racconta la storia di un uomo che abbandona sua figlia appena nata, affetta da sindrome di Down.</p>
<p>Figlia del silenzio è un film che consiglio perchè fa riflettere molto.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/VV0G675rbcY?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/figliadelsilenzio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessione sull&#8217;infelicità</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sullinfelicita/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sullinfelicita/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 May 2014 14:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=682</guid>
		<description><![CDATA[Se abbiamo mal di pancia, non andiamo a mangiare tutto  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se abbiamo mal di pancia, non andiamo a mangiare tutto quello che ci dà piacere per farcela passare; cercheremo e cureremo la causa. Similmente, se siamo infelici, non serve rincorrere ogni cosa ci dia piacere (il beneficio sarebbe breve e insoddisfacente), dobbiamo prima capire e “curare” la causa.<br />
Non è sempre facile perché spesso questa risiede nel passato. Condizionamenti, illusioni, proiezioni, compensazioni, rivalse…è impressionante come si possa rimanere ingabbiati nel passato. La cosa positiva però è che anche se quanto è accaduto non si può modificare, gli esiti che proietta sul presente, sì!<br />
Quando una persona inizia il &#8220;viaggio alla riscoperta di sè”, è la nuova consapevolezza a modificare le cose.<br />
Ciò accade in più fasi:<br />
&#8211; la messa in evidenza di quanto e come un evento, persona o situazione, ci abbia influenzato<br />
&#8211; la rilettura dell’evento con un nuovo livello di coscienza<br />
&#8211; la messa in luce della qualità che in quella situazione ci ha permesso di non soccombere<br />
Infine, il processo raggiunge il massimo degli esiti positivi quando noi riusciamo a fare tesoro della qualità emersa e la facciamo diventare uno strumento di aiuto per il bene di altri.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sullinfelicita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Riflessione sulle relazioni speciali</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sulle-relazioni-speciali/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sulle-relazioni-speciali/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 May 2014 15:26:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamenti]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=697</guid>
		<description><![CDATA[Nelle nostre relazioni speciali tendiamo ad investire n [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Nelle nostre relazioni speciali tendiamo ad investire nell&#8217;altro una parte di noi che pensiamo non potrebbe esprimersi senza l&#8217;altro. Ad esempio un&#8217;emozione di sicurezza, o di dolcezza, o di passione, o di allegria. Queste emozioni sono nostre, ci appartengono, ma dato che è l&#8217;altro che ce le suscita, le attribuiamo all&#8217;altro, come se fosse l&#8217;altro a possederle. Diremo quindi che ci dà sicurezza, che è dolce, che ha passione, che è allegro.<br />
Ecco quindi che quando e se dovessimo separarci dall&#8217;altro, ci sentiremmo privati di una parte di noi; quella parte che abbiamo proiettato sull’altro. Riappropriarci di quanto ci appartiene è quello che definiamo &#8220;elaborazione del lutto”.</p>
<p>Ma ritengo ci sia un altro aspetto importante da prendere in considerazione: nel mondo degli opposti nel quale viviamo, dove la luce non può vivere senza il buio, noi andiamo all&#8217;amore per fuggire dall&#8217;odio; andiamo alla sicurezza per fuggire dall&#8217;insicurezza… ma entrambi gli opposti sono in noi.<br />
Ne deriva che, per esempio, se per fuggire da uno stato di insicurezza, abbiamo illusoriamente attribuito ad una persona la responsabilità di darci sicurezza, e questa persona ci delude, non solo piomberemo nell&#8217;emozione opposta, l&#8217;insicurezza e la paura, ma anche negli opposti di tutto quanto avevamo illusoriamente investito: amore/rancore, benessere/malessere, gioia/tristezza&#8230;</p>
<p>Per superare queste situazioni di dolore vuol dire fare un lavoro serio su di noi che ci permetta di conoscere i bisogni che proiettiamo sugli altri e, continuando nella ricerca interiore, porci al di sopra degli opposti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sulle-relazioni-speciali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Insicurezza stop!</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=666</guid>
		<description><![CDATA[Dieci piccole strategie per non permettere che le tue c [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dieci piccole strategie per non permettere che le tue convinzioni ti tengano in una condizione stagnante</strong>. Aggrapparti a ciò che un’esperienza passata ti ha indotto a credere, significa fuggire dalla realtà. Esiste soltanto quello che c’è adesso, e la verità del presente può non essere la verità del passato. Valuta il tuo comportamento non sulla base di ciò in cui credevi ieri ma sulla tua esperienza di oggi.</p>
<p><strong>1</strong> &#8211; Cerca, in maniera selettiva di sperimentare nuove cose, anche se sei tentato di mantenere le tue abitudini.</p>
<p><strong>2</strong> &#8211; Fai qualcosa di diverso, fosse anche solo cambiare strada. Comincia a correre qualcuno dei rischi che fanno uscire dalla routine. Prenditi ad esempio una vacanza fuori programma per fare una cosa che ti piace; per andare a un seminario o per andare da un amico che non vedi mai; chiedi un colloquio per essere assunto in un nuovo posto di lavoro; parla con una persona che hai evitato perché ti criticava; se non lo hai mai fatto, vai a una conferenza o a una mostra invece di passare la domenica nel solito modo.</p>
<p><strong>3</strong> &#8211; Immagina di avere a disposizione il denaro che ti serve e verifica se le tue fantasie sono realizzabili semplicemente eliminando la paura dell’ignoto</p>
<p><strong>4</strong> &#8211; Ogni volta in cui ti sorprendi a evitare ciò che non conosci, domandati: “Qual è la cosa peggiore che potrebbe capitarmi?”. È probabile che tu ti accorga che le paure sono sproporzionate rispetto alle conseguenze reali.</p>
<p><strong>5</strong> &#8211; Fa qualche cosa di sciocco, come andare a piedi nudi sull&#8217;erba o, se sei una persona che dà molta importanza al vestire, esci con un semplice abito senza curarti di essere perfettamente “agghindato”. Apriti a cose che non hai mai fatto perché erano sciocche o banali. Ricorda che la paura di sbagliare è assai spesso la paura di essere ridicolo o disapprovato. Se lasci che gli altri si tengano le loro opinioni, puoi incominciare a valutare il tuo comportamento secondo i tuoi, e non i loro, criteri di giudizio. Potrai vedere le tue capacità non come migliori o peggiori, ma semplicemente come le tue, diverse dagli altri.</p>
<p><strong>6</strong> &#8211; Tenta di fare qualcosa che hai sempre evitato di fare dicendo che “in questo non sono bravo”. Potresti trascorrere un pomeriggio a dipingere un quadro e divertirti un mondo. Se il risultato non sarà magistrale, non avrai fallito, avrai passato delle ore piacevoli.</p>
<p><strong>7</strong> &#8211; Nel momento in cui eviti qualcosa, prendi coscienza del fatto che stai evitando ciò che non conosci. Dialoga in quel momento con te stesso. Ripetiti che non c’è niente di male a scoprire cose nuove. La consapevolezza di una vita di routine è il primo passo per uscirne.</p>
<p><strong>8</strong> &#8211; Commetti deliberatamente qualche piccolo errore. Ti senti davvero sminuito come persona se perdi una partita a tennis o fai male quella determinata cosa? Oppure sei sempre una persona degna di rispetto che si è semplicemente divertito?</p>
<p><strong>9</strong> &#8211; Quando fai qualcosa, non farlo in modo automatico, fallo con attenzione; sii presente in quello che fai anche con tutti i tuoi sensi. La consapevolezza del momento presente te lo farà apprezzare molto di più, oppure ti farà capire che stai solo perdendo il tuo tempo.</p>
<p><strong>10</strong> &#8211; <strong>Giudica ciò che fai dal bene che provoca, in te e negli altri e abituati a vedere in ogni persona i tuoi stessi desideri, le tue stesse paure, anche se possono essere manifestate in modo diverso. Tutti vogliono essere felici, tutti vogliono essere amati, tutti vogliono essere riconosciuti come degni di esistere. Questo ti aiuterà ad avvicinarti ad ognuno di loro come fosse già parte della tua vita.</strong></p>
<p>Questi sono solo alcuni semplici suggerimenti per combattere in modo costruttivo la paura dell’ignoto, sicuramente ognuno può sperimentarne altri anche più creativi. L’intero processo inizia con una sincera analisi di noi stessi e delle dinamiche che mettiamo in campo per evitare ogni cambiamento; prosegue con la sfida al vecchio modo di agire per muoversi in direzioni nuove che ci aiutino a non stagnare, a essere più motivati, soddisfatti, e ad evolvere.</p>
<p>Leggi anche “<a title="Di sicurezza si può morire" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/">Di sicurezza si può morire</a>” e “<a title="Insicurezza allo specchio" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/">Insicurezza allo specchio</a>”</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Insicurezza allo specchio</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 11:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[nevrosi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=663</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni comportamenti dettati dal bisogno di sicurezza:  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni comportamenti dettati dal bisogno di sicurezza:</p>
<p>&#8211; Mangiare sempre le stesse cose, indossare sempre lo stesso tipo di abiti, leggere sempre gli stessi giornali o riviste</p>
<p>&#8211; Vivere sempre nello stesso luogo per paura di andare altrove</p>
<p>&#8211; Rifiutare di ascoltare idee che non si condividono anziché prendere in considerazione il punto di vista dell’altro</p>
<p>&#8211; Non esternare le nostre emozioni per che nell’aprirsi si possa essere feriti</p>
<p>&#8211; Vedere sempre nella fuga il sistema per proteggersi</p>
<p>&#8211; Temere di non saper fare bene una determinata cosa e, per questo, non farla</p>
<p>&#8211; Accettare un lavoro (o altro compito) sicuro, dove già si sa che si riuscirà bene, invece di competere in una cosa diversa ed, eventualmente, fallire</p>
<p>&#8211; Evitare chiunque sia stato definito “diverso”</p>
<p>&#8211; Tenersi l’impiego/lavoro anche se non piace per la paura di affrontare la grande incognita di un lavoro diverso</p>
<p>&#8211; Tenersi un matrimonio, una relazione, che chiaramente non funziona per il timore di vivere da soli</p>
<p>&#8211; Passare le ferie ogni anno nella stessa località per non correre rischi</p>
<p>&#8211; Fare ogni cosa in funzione della prestazione e non del piacere di farla a prescindere dal risultato</p>
<p>&#8211; Valutare le cose per il loro prezzo e come misura del proprio successo</p>
<p>&#8211; Darsi da fare per avere qualifiche e altri simboli di condizione sociale benché non ci piacciano</p>
<p>&#8211; Essere incapaci di cambiare programma quando si presenta un’alternativa interessante</p>
<p>&#8211; Preoccuparsi sempre del tempo e permettere che siano gli orologi a regolare la vita</p>
<p>&#8211; Non voler sentir parlare di attività nelle quali non ci si è mai cimentati e che si vivono come “strane” come ad esempio la meditazione, lo yoga&#8230;</p>
<p>&#8211; Stare sempre con lo stesso gruppo di amici e mai estendersi a persone differenti</p>
<p>&#8211; Andare a una festa con una persona e stare sempre solo con lei perché è più sicuro</p>
<p>&#8211; Tenersi in disparte e non partecipare ad una conversazione su argomenti dove non ci consideriamo abbastanza intelligenti, o dotati, o competenti</p>
<p>&#8211; Condannarsi se non si riesce in tutto ciò che si intraprende</p>
<p>La lista potrebbe continuare e ognuno potrebbe fare la sua, ma invece di compilare ancora nuove liste, potremmo solamente chiederci: <span style="text-decoration: underline;">vogliamo vivere ogni giorno come abbiamo vissuto il precedente senza possibilità di crescita?</span></p>
<p>A volte ci creiamo da soli le nostre sofferenze perché incapaci di pensare in modo sano. Se diventiamo capaci di guardare le cose con un’altra prospettiva, i nostri tormenti possono scomparire. E’ sempre il nostro atteggiamento mentale a determinare la qualità della nostra vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche “<a title="Di sicurezza si può morire" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/">Di sicurezza si può morire</a>” e “<a title="Insicurezza stop!" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/">Insicurezza stop!</a>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
