<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Ritrovare il sorriso &#187; sicurezza</title>
	<atom:link href="https://www.ritrovareilsorriso.it/tag/sicurezza/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.ritrovareilsorriso.it</link>
	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
	<lastBuildDate>Wed, 31 Jul 2019 14:47:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=4.2.38</generator>
	<item>
		<title>Riflessione sull&#8217;indecisione</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sullindecisione/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sullindecisione/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 14:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[malessere]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tensioni]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=688</guid>
		<description><![CDATA[In momenti difficili come questi, spesso anche le decis [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In momenti difficili come questi, spesso anche le decisioni da prendere sembrano molto difficili. Vorremmo avere subito le idee chiare e soprattutto vorremmo essere sicuri che ciò che scegliamo sia il meglio. L’incertezza, l’indecisione, ci fa &#8220;tendere come corde di violino”.<br />
Per fare delle scelte consapevoli, decidere subito e in modo impulsivo o sotto l’effetto di forti emozioni non è consigliabile; aspettare e accogliere un po’ di indecisione è necessario e utile per permetterci di valutare la situazione o di consultare qualcuno. Uno degli aspetti che io mi premuro di valutare è che la mia scelta non faccia del male a nessuno, meglio se oltre a me fa del bene anche ad altri.<br />
Dopo aver visto pro e contro, ci vuole la forza e il coraggio di fare la nostra scelta e, qualunque sia il problema che dobbiamo affrontare, con serenità e fiducia, dire a noi stessi che abbiamo fatto il meglio di quanto ci era possibile…quindi, archiviamo!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/riflessione-sullindecisione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Insicurezza stop!</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=666</guid>
		<description><![CDATA[Dieci piccole strategie per non permettere che le tue c [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dieci piccole strategie per non permettere che le tue convinzioni ti tengano in una condizione stagnante</strong>. Aggrapparti a ciò che un’esperienza passata ti ha indotto a credere, significa fuggire dalla realtà. Esiste soltanto quello che c’è adesso, e la verità del presente può non essere la verità del passato. Valuta il tuo comportamento non sulla base di ciò in cui credevi ieri ma sulla tua esperienza di oggi.</p>
<p><strong>1</strong> &#8211; Cerca, in maniera selettiva di sperimentare nuove cose, anche se sei tentato di mantenere le tue abitudini.</p>
<p><strong>2</strong> &#8211; Fai qualcosa di diverso, fosse anche solo cambiare strada. Comincia a correre qualcuno dei rischi che fanno uscire dalla routine. Prenditi ad esempio una vacanza fuori programma per fare una cosa che ti piace; per andare a un seminario o per andare da un amico che non vedi mai; chiedi un colloquio per essere assunto in un nuovo posto di lavoro; parla con una persona che hai evitato perché ti criticava; se non lo hai mai fatto, vai a una conferenza o a una mostra invece di passare la domenica nel solito modo.</p>
<p><strong>3</strong> &#8211; Immagina di avere a disposizione il denaro che ti serve e verifica se le tue fantasie sono realizzabili semplicemente eliminando la paura dell’ignoto</p>
<p><strong>4</strong> &#8211; Ogni volta in cui ti sorprendi a evitare ciò che non conosci, domandati: “Qual è la cosa peggiore che potrebbe capitarmi?”. È probabile che tu ti accorga che le paure sono sproporzionate rispetto alle conseguenze reali.</p>
<p><strong>5</strong> &#8211; Fa qualche cosa di sciocco, come andare a piedi nudi sull&#8217;erba o, se sei una persona che dà molta importanza al vestire, esci con un semplice abito senza curarti di essere perfettamente “agghindato”. Apriti a cose che non hai mai fatto perché erano sciocche o banali. Ricorda che la paura di sbagliare è assai spesso la paura di essere ridicolo o disapprovato. Se lasci che gli altri si tengano le loro opinioni, puoi incominciare a valutare il tuo comportamento secondo i tuoi, e non i loro, criteri di giudizio. Potrai vedere le tue capacità non come migliori o peggiori, ma semplicemente come le tue, diverse dagli altri.</p>
<p><strong>6</strong> &#8211; Tenta di fare qualcosa che hai sempre evitato di fare dicendo che “in questo non sono bravo”. Potresti trascorrere un pomeriggio a dipingere un quadro e divertirti un mondo. Se il risultato non sarà magistrale, non avrai fallito, avrai passato delle ore piacevoli.</p>
<p><strong>7</strong> &#8211; Nel momento in cui eviti qualcosa, prendi coscienza del fatto che stai evitando ciò che non conosci. Dialoga in quel momento con te stesso. Ripetiti che non c’è niente di male a scoprire cose nuove. La consapevolezza di una vita di routine è il primo passo per uscirne.</p>
<p><strong>8</strong> &#8211; Commetti deliberatamente qualche piccolo errore. Ti senti davvero sminuito come persona se perdi una partita a tennis o fai male quella determinata cosa? Oppure sei sempre una persona degna di rispetto che si è semplicemente divertito?</p>
<p><strong>9</strong> &#8211; Quando fai qualcosa, non farlo in modo automatico, fallo con attenzione; sii presente in quello che fai anche con tutti i tuoi sensi. La consapevolezza del momento presente te lo farà apprezzare molto di più, oppure ti farà capire che stai solo perdendo il tuo tempo.</p>
<p><strong>10</strong> &#8211; <strong>Giudica ciò che fai dal bene che provoca, in te e negli altri e abituati a vedere in ogni persona i tuoi stessi desideri, le tue stesse paure, anche se possono essere manifestate in modo diverso. Tutti vogliono essere felici, tutti vogliono essere amati, tutti vogliono essere riconosciuti come degni di esistere. Questo ti aiuterà ad avvicinarti ad ognuno di loro come fosse già parte della tua vita.</strong></p>
<p>Questi sono solo alcuni semplici suggerimenti per combattere in modo costruttivo la paura dell’ignoto, sicuramente ognuno può sperimentarne altri anche più creativi. L’intero processo inizia con una sincera analisi di noi stessi e delle dinamiche che mettiamo in campo per evitare ogni cambiamento; prosegue con la sfida al vecchio modo di agire per muoversi in direzioni nuove che ci aiutino a non stagnare, a essere più motivati, soddisfatti, e ad evolvere.</p>
<p>Leggi anche “<a title="Di sicurezza si può morire" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/">Di sicurezza si può morire</a>” e “<a title="Insicurezza allo specchio" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/">Insicurezza allo specchio</a>”</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Insicurezza allo specchio</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 May 2014 11:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamenti]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[nevrosi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=663</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni comportamenti dettati dal bisogno di sicurezza:  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni comportamenti dettati dal bisogno di sicurezza:</p>
<p>&#8211; Mangiare sempre le stesse cose, indossare sempre lo stesso tipo di abiti, leggere sempre gli stessi giornali o riviste</p>
<p>&#8211; Vivere sempre nello stesso luogo per paura di andare altrove</p>
<p>&#8211; Rifiutare di ascoltare idee che non si condividono anziché prendere in considerazione il punto di vista dell’altro</p>
<p>&#8211; Non esternare le nostre emozioni per che nell’aprirsi si possa essere feriti</p>
<p>&#8211; Vedere sempre nella fuga il sistema per proteggersi</p>
<p>&#8211; Temere di non saper fare bene una determinata cosa e, per questo, non farla</p>
<p>&#8211; Accettare un lavoro (o altro compito) sicuro, dove già si sa che si riuscirà bene, invece di competere in una cosa diversa ed, eventualmente, fallire</p>
<p>&#8211; Evitare chiunque sia stato definito “diverso”</p>
<p>&#8211; Tenersi l’impiego/lavoro anche se non piace per la paura di affrontare la grande incognita di un lavoro diverso</p>
<p>&#8211; Tenersi un matrimonio, una relazione, che chiaramente non funziona per il timore di vivere da soli</p>
<p>&#8211; Passare le ferie ogni anno nella stessa località per non correre rischi</p>
<p>&#8211; Fare ogni cosa in funzione della prestazione e non del piacere di farla a prescindere dal risultato</p>
<p>&#8211; Valutare le cose per il loro prezzo e come misura del proprio successo</p>
<p>&#8211; Darsi da fare per avere qualifiche e altri simboli di condizione sociale benché non ci piacciano</p>
<p>&#8211; Essere incapaci di cambiare programma quando si presenta un’alternativa interessante</p>
<p>&#8211; Preoccuparsi sempre del tempo e permettere che siano gli orologi a regolare la vita</p>
<p>&#8211; Non voler sentir parlare di attività nelle quali non ci si è mai cimentati e che si vivono come “strane” come ad esempio la meditazione, lo yoga&#8230;</p>
<p>&#8211; Stare sempre con lo stesso gruppo di amici e mai estendersi a persone differenti</p>
<p>&#8211; Andare a una festa con una persona e stare sempre solo con lei perché è più sicuro</p>
<p>&#8211; Tenersi in disparte e non partecipare ad una conversazione su argomenti dove non ci consideriamo abbastanza intelligenti, o dotati, o competenti</p>
<p>&#8211; Condannarsi se non si riesce in tutto ciò che si intraprende</p>
<p>La lista potrebbe continuare e ognuno potrebbe fare la sua, ma invece di compilare ancora nuove liste, potremmo solamente chiederci: <span style="text-decoration: underline;">vogliamo vivere ogni giorno come abbiamo vissuto il precedente senza possibilità di crescita?</span></p>
<p>A volte ci creiamo da soli le nostre sofferenze perché incapaci di pensare in modo sano. Se diventiamo capaci di guardare le cose con un’altra prospettiva, i nostri tormenti possono scomparire. E’ sempre il nostro atteggiamento mentale a determinare la qualità della nostra vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi anche “<a title="Di sicurezza si può morire" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/">Di sicurezza si può morire</a>” e “<a title="Insicurezza stop!" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/">Insicurezza stop!</a>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Di sicurezza si può morire</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 16 May 2014 09:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamenti]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Conoscenza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[inferiorità]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=656</guid>
		<description><![CDATA[Per tutta la vita sentiamo messaggi che esaltano la cer [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutta la vita sentiamo messaggi che esaltano la certezza, siamo incoraggiati a rimanere su ciò che si conosce e a stare lontani dallo “sconosciuto”. Cerchiamo di capire quando e quanto, questo ci condiziona e ci porta a evitare esperienze nuove o addirittura ad andare incontro alle persone senza pregiudizi.</p>
<p>Aprirsi a nuove esperienze vuol dire abbandonare l’idea che è meglio tollerare “il solito” piuttosto che accogliere l’incertezza di cambiarlo. In realtà spesso è la routine, il tedio del “sempre uguale”, che ci impoverisce e ci manda in frantumi. Se vediamo che stiamo perdendo interesse per la vita, è il caso che iniziamo a porci delle domande.</p>
<p>Chiediamoci se il nostro comportamento ci allontana da tutto ciò che è insolito o semplicemente diverso da noi. Ad esempio, omosessuali, travestiti, handicappati, ritardati mentali, poveretti… ci fanno forse paura? Ci provocano insicurezza e cerchiamo di evitarli perché non sappiamo come comportarci con loro?</p>
<p>Esaminiamo la nostra spontaneità e se sappiamo aprirci a qualcosa di nuovo o se rimaniamo rigidamente chiusi in un comportamento consueto perché più sicuro. Per molte persone è davvero difficile essere genuinamente spontanei. Il pensare con la propria testa non sembra essere molto incoraggiato, molti si allineano a ciò che viene detto loro e, rispondendo rigidamente alle aspettative, non prendono mai iniziative contrarie.</p>
<p>Alla base ci sta il pregiudizio e quindi la rigidità. Il pregiudizio è un giudizio dato a priori che disprezza e rifiuta persone, idee o attività e che, di fatto, ci dice di stare lontani da ciò che non è conosciuto o da chi non è come noi, per evitare fastidi. In realtà i pregiudizi lavorano contro di noi, ci impediscono di scoprire cose e persone nuove e diverse. Se non ci si fida di niente e di nessuno, significa in realtà che non ci fidiamo di noi stessi quando siamo fuori dal mondo in cui siamo avvezzi e che ci dà sicurezza.</p>
<p>Cos’è la sicurezza? Una vita pianificata e programmata che ci dia la garanzia che tutto vada sempre bene fino al momento in cui andremo felicemente in pensione? Dato che sicurezza significa sapere sempre cosa sta per succedere, non è che tutto questo programma ci impedisca di vivere il presente? La sicurezza intesa come garanzie esterne, quali il denaro, una casa, un compagno/a, un lavoro, la bellezza… finché siamo su questa terra non l’avremo mai. Rimanere bloccati all’interno di questo tipo di sicurezza porta alla stagnazione, quindi niente crescita.</p>
<p>Vi è però un altro tipo di sicurezza che vale la pena di perseguire, ed è la sicurezza interiore che consiste nella fiducia in se stessi, nel sapere che qualsiasi cosa accada, si saprà farvi fronte. Questa è l’unica vera sicurezza durevole. Le cose potranno anche andare male, come perdere il denaro, la casa o tutto ciò a noi più caro, ma non perderemo la testa e il senso del nostro valore; e se le sfide che la vita ci presenta, le sentiamo superiori alle nostre possibilità, ancora di più è nella nostra consapevolezza che dobbiamo investire fino a raggiungere una chiara visione del nostro scopo nella vita. Se ci sapremo porre in maniera costruttiva ed evolutiva, non solo trasformeremo la nostra visione interiore, ma anche il mondo intorno a noi.</p>
<p>Cerchiamo di non cadere nel tranello della sicurezza esterna perché ci toglie la capacità di vivere, crescere, realizzarci.</p>
<p>Essere liberi da questa falsa sicurezza è comunque difficile se ci portiamo dentro un’altra convinzione che ci viene inculcata fin dall’infanzia; quella che dobbiamo avere successo a tutti i costi altrimenti non siamo nessuno, e quindi viviamo nel perenne timore di sbagliare e di essere criticati. Se in base al nostro criterio di valutazione, e non quello altrui, dovessimo fallire in qualche cosa, non dobbiamo sbagliare nell’assimilare quell’errore alla stima di noi. Non riuscire in uno sforzo non significa fallire come persona ma semplicemente che in quel dato momento e situazione non siamo riusciti nell’intento. Forse che un gatto quando non riesce a prendere un topolino penserà di avere fallito? No, riproverà un’altra volta. Volere a tutti i costi avere successo è la paralisi. Tendiamo pure alla perfezione ma non permettiamo che diventi un aspetto di noi che ci tiene ai “margini del campo”. Ricordiamoci che è sbagliando, e poi correggendoci, che impariamo di più. Quello che dobbiamo ricordare è di porre attenzione a non ottenere mai nulla con le forzature e inoltre, cercando sempre di beneficare tutti con le nostre azioni. Se danneggiamo qualcuno, quel male inferto ricadrà su di noi.</p>
<p>Leggi anche “<a title="Insicurezza allo specchio" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/">Insicurezza allo specchio</a>” e “<a title="Insicurezza stop!" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/">Insicurezza stop!</a>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Esercizio per evocare la serenità</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/esercizio-per-evocare-la-serenita/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/esercizio-per-evocare-la-serenita/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2014 17:43:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Esercizi]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=595</guid>
		<description><![CDATA[Qualsiasi problema noi abbiamo, qualsiasi decisione dob [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Qualsiasi problema noi abbiamo, qualsiasi decisione dobbiamo prendere, qualsiasi scelta o azione sia da intraprendere, la prima cosa da fare è di assicurarci di essere in uno stato di tranquillità emozionale. Tensioni, paure, nervosismi, rabbia, fanno sì che noi agiamo <span style="text-decoration: underline;">contro qualcuno</span> o <span style="text-decoration: underline;">contro qualcosa</span> e non <span style="text-decoration: underline;">per noi</span>.</p>
<p>I problemi non scappano, ci aspetteranno, ma intanto noi possiamo prepararci a gestirli.</p>
<p>Vi scrivo oggi un esercizio utile per evocare la serenità. Si può fare in un qualsiasi posto tranquillo, all’aperto o in casa, con una musica rilassante o con il canto degli uccellini.</p>
<p>Assumete un atteggiamento fisico rilassato, cercando di lasciar andare ogni tensione muscolare. Visualizzando il percorso del vostro respiro, respirate lentamente e ritmicamente.</p>
<p>Con l’inspirazione individuate le zone di tensione, con l’espirazione scioglietele; se qualche rigidità rimane, accettatela.</p>
<p>Ora esprimete la serenità con un sorriso; immaginatevi mentre lo fate; riflettete sulla sensazione di serenità, sul suo valore e sulla sua utilità. Desideratela. Ripetete dentro di voi la parola, fatela crescere e percepitela come energia che si diffonde in tutto il vostro corpo, lasciatevi andare e apprezzatela. Godetevi questa emozione.</p>
<p>Immaginate un luogo di totale pace, come ad esempio un limpido lago di montagna, e visualizzatevi nel gesto di portarlo nella vostra mente. La sua calma energia di serenità è espansiva e si diffonde dentro di voi e tutto intorno a voi.</p>
<p>Con questa emozione dentro di voi, immaginate ora di rimanere perfettamente calmi nella circostanza che di solito tende ad agitarvi. Vedetevi e sentitevi calmi e sereni nel gestire quella situazione. Immaginatevi sorridenti nell’atto di risolvere ogni problematica, in totale armonia e per il bene di tutti.</p>
<p>Quando lo desiderate, lasciate questo vostro luogo interiore, ma prima di riprendere contatto con il vostro respiro e la realtà esteriore, proponetevi di rimanere sereni tutta la giornata, qualunque cosa accada, di essere un esempio di serenità e di irradiarla intorno a voi.</p>
<p>Questo esercizio è utile per contrastare un’emozione disturbante ma affinchè si consolidi, vi consiglio di farlo più volte; l’ideale per andare a modificare il piano mentale è di farlo ogni giorno per ventun giorni. Più precise saranno le immagine che riuscirete a evocare (con colori, suoni, profumi, persone) e più riuscirete a modificare la vostra realtà. Inoltre, dopo averlo fatto più volte, sarà molto facile giungere ad uno stato di serenita; basterà evocarlo con il pensiero e tutto il processo si metterà in moto.</p>
<p>Se vi fa piacere, condividete qui le vostre esperienze. Un abbraccio virtuale <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Luisa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da testi e insegnamenti di: Marco Ferrini e Roberto Assaggioli</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/esercizio-per-evocare-la-serenita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rassegnazione</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-rassegnazione/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-rassegnazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 07:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Evoluzione]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[malessere]]></category>
		<category><![CDATA[potenziale]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[volontà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=583</guid>
		<description><![CDATA[La rassegnazione è nostra nemica.  Assenza di coraggio, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La rassegnazione è nostra nemica.  Assenza di coraggio, conformismo, dipendenza, fino a perderci nell’oblio dell’apatia, dell’anestesia, dell’amnesia. Rende tutto opaco, separandoci dalla nostra natura che è evoluzione, realizzazione. Tutto viene procrastinato, le nostre aspirazioni accantonate, e la paura di fallire ci impedisce di rischiare e di metterci alla prova. L’opinione degli altri diventa più importante della nostra e invece di sostenere la nostra unicità, preferiamo conformarci alla maggioranza in un’illusoria forma di rassicurazione. Rinunciamo così ad attingere alle nostre risorse e al nostro potere personale, e facciamo dipendere dagli eventi esterni, dalle circostanze e dagli altri, il nostro equilibrio, la nostra serenità.</p>
<p>In questa situazione nella quale ci siamo persi, anche solo fare silenzio e ascoltarci sembra diventato impossibile. Domande banali come “chi sono?”, “cosa voglio?”, “cosa mi piace fare?”, sono condizionate o soffocate da desideri indotti da un sistema che ci vuole “sudditi”. Aumenta la paura di “ritrovarci” come se facendolo dovessimo affrontare un dolore nascosto che non possiamo permetterci di far emergere. La parola d’ordine diventa “teniamo duro”! E’ di nuovo la paura che protegge assurdamente il raggiungimento del nostro potere.</p>
<p>Quando pian piano invece cominciamo ad accogliere quei piccoli sprazzi di verità che affiorano, quelle piccole vocine interiori che ci mandano dei segnali, possiamo iniziare un percorso di risalita e cominciare a riappropriarci della nostra vera natura.</p>
<p>E’ importante che noi iniziamo osservando come il presente sia in qualche modo il ritratto di pensieri e convinzioni del passato; questo ci permette di capire come noi possiamo intervenire nel futuro andando a modificare oggi, nel presente, i nostri atteggiamenti, pensieri e convinzioni. Il passato non possiamo modificarlo, possiamo solo coglierne gli insegnamenti e accettarlo, togliendogli così la virulenza che ancora opera in noi, e ripartire!&#8230;alla ricerca della nostra miglior versione di noi stessi!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-rassegnazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Paura del giudizio, bisogno di approvazione</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/paura-del-giudizio-bisogno-di-approvazione/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/paura-del-giudizio-bisogno-di-approvazione/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2014 14:52:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[inferiorità]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tensioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=444</guid>
		<description><![CDATA[Cosa penserà? Cosa dirà? Che figura ci faccio? Piaccio? Siamo stati condizionati ad avere bisogno di approvazione fin dai primi anni di vita. Già da bambini abbiamo scoperto il potere che il giudizio positivo rappresenta per la nostra autostima, di come ci gratifichi e allontani da noi dolore e frustrazione. Il giudizio altrui si può trasformare così in un bisogno. Certo, sentirsi biasimare può far male ed è quindi facile essere portati ad agire in modo da farsi approvare, ma così facendo rendiamo le opinioni degli altri più importanti delle nostre. È Una trappola!...e diventa sempre più impegnativo soddisfare le aspettative altrui...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa penserà? Cosa dirà? Che figura ci faccio? Piaccio? Siamo stati condizionati ad avere bisogno di approvazione fin dai primi anni di vita. Già da bambini abbiamo scoperto il potere che il giudizio positivo rappresenta per la nostra autostima, di come ci gratifichi e allontani da noi dolore e frustrazione. Il giudizio altrui si può trasformare così in un bisogno. Certo, sentirsi biasimare può far male ed è quindi facile essere portati ad agire in modo da farsi approvare, ma così facendo rendiamo le opinioni degli altri più importanti delle nostre. È Una trappola!&#8230;e diventa sempre più impegnativo soddisfare le aspettative altrui.</p>
<p>Il desiderio di approvazione non è di per se negativo, lo diventa quando è un’esigenza, quando se non raccogliamo consensi andiamo in stallo e ci sentiamo frustrati e infelici.</p>
<p>Alla base c’è la paura di non essere “riconociuti”, di essere emarginati e rifiutati ed è questo che può portare ad aderire senza discriminazione a tutte le condizioni che il gruppo impone, recitando parti che non sono nostre.</p>
<p>Può succedere che modifichiamo la nostra convinzione o quello che stavamo dicendo perché qualcuno mostra di disapprovare; può essere che aduliamo per essere accettati; oppure diventiamo incapaci di dire di no. Un’altra manifestazione di questo bisogno è scusarsi di continuo, oppure comportarsi da anticonformisti per attirare l’attenzione. Il risultato però è che ci sentiremo sempre più soli.</p>
<p>Entriamo in un circolo vizioso: più cerchiamo l’approvazione degli altri &gt; più siamo mascherati &gt; più ci sentiamo soli &gt; più ci sentiamo insignificanti &gt; più abbiamo paura del giudizio &gt; più abbiamo bisogno dell’altrui approvazione…..e il circolo ricomincia.</p>
<p>Vivere in funzione della paura del giudizio altrui equivale a far morire la propria personalità che non può rivelarsi perché sottoposta a continui travestimenti. Inoltre diventa difficile, forse impossibile, entrare in contatto con noi stessi e con gli altri e capire di cosa abbiamo realmente bisogno. Diventiamo diffidenti, sempre sulle difensive, giudichiamo e ci giudichiamo. Alla base di questo infatti c’è sempre la presenza di un implacabile “giudice interiore” che confronta il nostro comportamento con modelli esterni di riferimento…e ci condanna!</p>
<p>Un&#8217;altra emozione che si può manifestare quando c’è l’esposizione di sé all’osservazione degli altri e la paura del fallimento, è la vergogna. Consiste nel timore di fallire nell’apparire agli altri per come si vorrebbe e di non essere in grado di presentare una buona immagine di sé secondo i propri parametri. Il mantenimento della vergogna è la paura del giudizio dell’altro. Paura e vergogna si auto-nutrono! Generano senso di inadeguatezza, la sensazione di avere qualcosa che non va, di non essere sufficientemente adeguati o degni di essere amati. Possono condurci verso stili di vita caratterizzati da attegiamenti di insicurezza, o al contrario compensati da falsa sicurezza; da timidezza e distacco dagli altri, o da eccessiva dedizione al lavoro.</p>
<p>Come uscire da questa gabbia? Innanzi tutto dobbiamo imparare a rilassarci e a gestire l’ansia. Dobbiamo considerare che anche volendo, non possiamo piacere e accontentare tutti; ci sarà sempre almeno un cinquanta per cento di persone che non sarà d’accordo con quanto diciamo o facciamo. Consapevoli di questo possiamo non avvilirci e non percepire il dissenso come un rifiuto di noi stessi.</p>
<p>Ci sono poi molte tecniche per imparare a gestire le critiche, una è di rispondere con frasi che incomincino con “tu”. Esempio: “tu ti stai arrabbiando e credi che io dovrei fare come dici tu”. Questo permette di non perdere di vista che la disapprovazione è affar suo, non nostro. Un altro modo può essere di rispondere semplicemente con un “grazie, ci penserò” che chiude ogni conflittualità. Inoltre, consiglio sempre di riflettere e di valutare se la persona che ci critica sta proiettando su di noi i suoi problemi (vedi articolo del blog sulle proiezioni).</p>
<p>Decidere di agire in armonia con noi stessi, riporta a noi la responsabilità delle nostre scelte e del modello di riferimento che vogliamo assumere, perché gli errori che possiamo fare, e la loro gravità, vengono determinati in base al sistema di credenze che possediamo e che potrebbero essere condizionate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/paura-del-giudizio-bisogno-di-approvazione/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La personalità. Conoscere sé stessi.</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-personalita-conoscere-se-stessi/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-personalita-conoscere-se-stessi/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 20:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[gioia]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=198</guid>
		<description><![CDATA[La personalità è un’apparenza, non la centralità della  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La personalità è un’apparenza, non la centralità della persona, un compromesso tra quello che il soggetto crede e desidera, e quello che gli altri vogliono da lui. Le sue principali costituenti sono la genetica (ciò che ci è stato trasmesso con i geni), l’ambiente (e quindi le esperienze fatte) e il libero arbitrio che permette al soggetto di plasmare la propria personalità con creatività superando anche i limiti della genetica e i condizionamenti dell’ambiente.</p>
<p>Carl Gustav Jung sostiene che il comportamento dell&#8217;uomo non è condizionato soltanto dalla sua storia individuale e di membro della razza umana (casualità), ma anche dai suoi fini e dalle sue aspirazioni (teleologia). Sia il passato come realtà, sia il futuro come potenzialità, guidano il nostro comportamento presente. Jung sostiene che entrambi le posizioni sono necessarie per giungere a capire perfettamente la personalità. Il presente, infatti, è determinato non solo dal passato (casualità), ma anche dal futuro (teleologia). Un atteggiamento puramente casuale porta l&#8217;uomo alla disperazione perché lo rende prigioniero del passato. L&#8217;atteggiamento finalistico, invece, dà all&#8217;uomo un senso di speranza e uno scopo per cui vivere.<br />
Ad ognuno è data la possibilità di conoscere se stesso e di realizzarsi nella propria unicità. Realizzarsi vuol dire imparare ad essere la migliore versione di se stessi. Noi dobbiamo armonizzare i bisogni, i desideri e le istanze ideali. Ci sono bisogni che non possiamo negare, ci sono desideri che ci permettono l’evoluzione e poi ci sono le istanze ideali senza le quali l’uomo si appiattisce e si perde in quel circuito chiuso della psiche. La più alta istanza ideale è l’amore, e l’amore incomincia con la scoperta dell’altro, della sua unicità, individualità e libertà. Conoscere se stessi è il miglior modo per conoscere gli altri ed iniziare ad instaurare relazioni di qualità che producono soddisfazione e gioia.</p>
<p>Una buona immagine di sé, una comunicazione verbale e corporea senza incongruenze, e adeguata al contesto, una espressività libera e responsabile, la capacità di dare e ricevere apprezzamenti, così come rispondere in modo equilibrato a critiche e richieste, sono tutte caratteristiche che denotano un buon equibrio della persona e che facilitano le relazioni e lo scioglimento dei conflitti.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-personalita-conoscere-se-stessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le relazioni tra conflitti e condizionamenti</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/relazioni-conflitti/</link>
		<comments>https://www.ritrovareilsorriso.it/relazioni-conflitti/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 13:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[attaccamenti]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[gelosia]]></category>
		<category><![CDATA[invidia]]></category>
		<category><![CDATA[malessere]]></category>
		<category><![CDATA[nevrosi]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>
		<category><![CDATA[rabbia]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ritrovareilsorriso.it/?p=158</guid>
		<description><![CDATA[I rapporti umani non sono facili e non sempre sono font [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>I rapporti umani non sono facili e non sempre sono fonte di soddisfazione e di gioia come si vorrebbe, anzi, proprio dalle relazioni possono scaturire i conflitti più dolorosi. Eppure l’essere umano ha bisogno di relazioni, ha bisogno degli altri. Gli altri esercitano una grande influenza nella formazione della nostra personalità e sono in gran parte la fonte della nostra ispirazione. Anche per esperienza personale sappiamo come ciascuno di noi utilizza gli altri come cardini; noi ruotiamo intorno ai nostri nemici, non meno che intorno ai nostri amici. Aristotele diceva che “l’uomo è un animale sociale, non può esistere senza gli altri”, perde anche la cognizione di sé.<br />
Ognuno di noi lotta per raggiungere la felicità ed ha bisogni, desideri e aspirazioni tra cui quella di amare ed essere amati. Perché allora così tanta conflittualità? Adler, allievo di Freud, sostiene che nell’ego (quello che chiamiamo “io”) degli individui esiste il bisogno irrefrenabile di ottenere la supremazia sugli altri, di conquistare una posizione di sicurezza e prestigio che non possa essere minacciata. È quindi sempre in uno stato di tensione e possibile conflitto. Questa personalità conflittuogena, Freud la definisce come “la somma dei contenuti psichici con i quali il soggetto si identifica”.<br />
Ognuno di noi fa delle esperienze sulla base delle quali creiamo un’immagine inconscia di noi; questa immagine genera a sua volta delle convinzioni profonde attraverso le quali noi vedremo e agiremo nel mondo.  Infatti la nostra visione delle cose non è oggettiva, ma il frutto della nostra esperienza e quindi della nostra personalità. Un bambino ad esempio che nei primi anni di vita abbia vissuto esperienze di solitudine e dolore vivrà da adulto le relazioni in modo diverso da uno che invece sia vissuto in un ambiente accogliente e rassicurante. Ne consegue che ognuno di noi fa scelte condizionate con comportamenti che pensiamo liberi ma che sono per la maggior parte dettati da spinte inconsce.<br />
Alcune delle cause condizionanti che non permettono lo sviluppo di buone relazioni sono dovute ad esperienze negative che hanno generato ansia e dolore; a cattivi apprendimenti di comportamenti in  famiglia; ad educazioni troppo rigide e non valorizzanti la persona; a convinzioni disfunzionali e pensieri irrazionali con occlusione a vedute molteplici. La persona può diventare aggressiva, invadente, totalmente accentrata su di sé, critica e giudicante; oppure passiva, eccessivamente accondiscendente e con atteggiamenti di chiusura.<br />
Esistono due categorie di conflitti: i conflitti  intrapersonali e i conflitti interpersonali. I primi, interni all&#8217;individuo, relativi alla persona con sé stessa, sono una delle cause più frequenti di malessere e generano in breve tempo conflitti interpersonali, e quindi nelle relazioni, anche perché, quando la persona sta male sviluppa la tendenza a proiettare sugli altri la causa del proprio malessere.<br />
I problemi più difficili da risolvere sono proprio quelli con noi stessi perché spesso non sappiamo di averli in quanto creati da atteggiamenti quasi sempre inconsci. La loro origine è una frammentazione o una discordanza tra le varie funzioni della personalità. Quando c’è una discrasia tra l’immagine di noi che abbiamo introiettato e quella che vogliamo o dobbiamo far apparire all’esterno, emozioni, sentimenti, sensazioni, immaginazioni, volontà…non sono bene coordinate ed entrano in conflitto. L’esito è la nevrosi. È il caso di attaccamenti morbosi o di insicurezze e paure che si manifestano all’esterno con atteggiamenti autoritari oppure con manifestazioni di gelosia, invidia, rabbia o comportamenti maniacali.<br />
I disturbi della personalità vivono di vantaggi collaterali: schemi rigidi e ritualità apparentemente sembrano consentire una certa sicurezza, ma è un inganno che il soggetto risolverà (di solito per l’intensa sofferenza) quando deciderà di affrontare la paura del cambiamento ed intraprenderà il viaggio verso la conoscenza di sé, della sua vera identità. Andare a scoprire e a modificare l’immagine dell’io porterà alla comprensione e al superamento di tendenze inconsce generatrici di tensioni e di errate compensazioni. L’immagine dell’Io stabilisce i limiti dell’individuo; se si modifica tale immagine variano di conseguenza anche le potenzialità e le capacità soggettive.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Io e gli altri nel gioco della vita” M. Ferrini</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.ritrovareilsorriso.it/relazioni-conflitti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
