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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; paura</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>LE EMOZIONI, dominarle o farsi dominare? Parte 2</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 14:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Counseling]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di emozioni, dominarle o farsi dominare, sono entrambi eccessi che determinano uno squilibrio nella nostra vita...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/emozioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1092" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/emozioni-300x277.jpg" alt="emozioni" width="300" height="277" /></a>Quando parliamo di emozioni, dominarle o farsi dominare, sono entrambi eccessi che determinano uno squilibrio nella nostra vita.</p>
<p>Che cos’è un’emozione? <strong>Le emozioni sono energia.</strong> La parola energia deriva dal latino, “emovère (ex = fuori + movere = muovere)”, che indica <strong>un movimento dall’interno verso l’esterno</strong>.</p>
<p>Già questo ci fa capire che è un’energia che nasce dentro di noi e tende ad andare verso l’esterno.</p>
<p><strong>Tecnicamente un’emozione è uno stato mentale fisiologico. Qualcosa che produce delle variazioni sia mentali sia fisiologiche.</strong></p>
<p><strong>Le emozioni hanno diverse componenti</strong> che agiscono più o meno simultaneamente e <strong>la prima componente è proprio la COMPONENTE FISIOLOGICA</strong>.</p>
<p>L’emozione la senti localizzata nel corpo e produce una sensazione fisica. Il cuore che batte, o una stretta allo stomaco, le gambe che ci tremano, un senso di costrizione al petto, che siano positive o negative, <strong>la prima reazione che ci fanno provare è una reazione fisica.</strong></p>
<p>Un’altra delle componenti delle emozioni è quella COGNITIVA, che è la valutazione della sensazione che sentiamo; quindi interviene il pensiero.</p>
<p>Poi c’è un componente COMPORTAMENTALE. Vuol dire che ogni azione mi spinge a compiere un’azione. Ogni emozione prepara un COMPORTAMENTO. Per esempio fuggire o aggredire. La modificazione fisiologica mi da l’energia che serve per quel comportamento.</p>
<p>Per ultimo ma non non per ultimo, c’è la componente COMUNICATIVA. Cioè l’emozione si fa riconoscere, soprattutto dalla mimica facciale. Paul Ekman ha dimostrato con i suoi studi che in tutto il mondo la mimica facciale per esprimere le emozioni primarie è la stessa. Perché questo? Perché le emozioni sono comunicazione immediata.</p>
<p>Quindi, meraviglia, <strong>in modo immediato</strong> (non mediato dal ragionamento) <strong>noi abbiamo un’attivazione fisiologica, una valutazione cognitiva, una risposta comportamentale e una comunicazione verso gli altri. </strong></p>
<p>Qual è il problema allora?<strong> E’ quando noi iniziamo il nostro gioco di potere con le emozioni, cioè cerchiamo di DOMINARLE. </strong>E loro cosa fanno? Più cerchi di dominarle e più loro ti dominano. Dominarle equivale a negarle o cercare di tenerle sotto controllo razionalmente.</p>
<p>Immaginate che una buona parte di noi abbia una pentola a pressione che non fa mai sfiatare, dove mette le emozioni che vuole controllare; dopo mesi o anni di vita apparentemente calma, vissuta nell’incapacità di esprimere le proprie emozioni, cosa potrà succedere? In questa società i sintomi tipici sempre più diffusi sono ansia e attacchi di panico.</p>
<p>Dall’altro lato la libertà emotiva di rispondere ad ogni stimolo, ad ogni emozione, sempre e comunque senza gestirle….anche questa non è una bella vita!</p>
<p>Quindi i due eccessi: FARSI DOMINARE DALLE EMOZIONI e CERCARE DI DOMINARLE, determina uno squilibrio nella nostra vita.</p>
<p>QUANDO SONO FUNZIONALI LE EMOZIONI?</p>
<p>Quando so GESTIRLE, che non vuol dire dominarle o reprimerle ma:</p>
<p style="text-align: center;">SENTIRLE</p>
<p style="text-align: center;">ACCOGLIERLE</p>
<p style="text-align: center;">RICONOSCERLE</p>
<p style="text-align: center;">TRASCENDERLE</p>
<p style="text-align: left;">Ovvero sentirle e lasciare che quell’energia mi attraversi senza che mi conduca ad agire il solito comportamento. Vivere un’emozione non significa dargli un’espressione comportamentale tipica di quell’emozione.</p>
<p>Es. paura = fuga  &#8211;   rabbia = aggressività</p>
<p><strong><u>Tanti sono i problemi con le emozioni ma due sono molto importanti:</u></strong></p>
<p><strong><u>NON RICONOSCERLE:</u></strong>  Non potendo avere una valutazione cognitiva di ciò che non so cosa sia, qualunque sia la mia emozione, finisce che sfocia nella paura o nel terrore.</p>
<p>Il secondo errore è quello di <strong><u>AVERE UNA SOLA RISPOSTA COMPORTAMENTALE:</u></strong><u></u> avere cioè un unico modo di chiudere il processo di quell’emozione.</p>
<p>Bene, di emozioni parleremo ancora, per ora fermiamoci qua. Alla prossima <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Sette punti sulla PAURA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 14:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[Meditazione]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>

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		<description><![CDATA[La paura è una sentinella, ha lo scopo importante di pr [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La paura è una sentinella, ha lo scopo importante di predisporci a reagire prontamente davanti a un pericolo; ma se non se ne va e la persona continua a focalizzarsi solo sul pericolo togliendosi così la libertà di vivere?</p>
<p>Quando si ha paura i pensieri negativi sorgono automatici e l’attenzione si focalizza solo su notizie e memorie che sembrano confermare l’evento temuto.</p>
<p>Paura e ansia si intrecciano e nasce la tendenza a fare previsioni catastrofiche, inevitabili, irreparabili.</p>
<p>Diventa difficile elaborare scenari alternativi.</p>
<p>Questo restringe il campo di azione e impedisce la verifica delle credenze negative, la messa in atto di azioni volte a fronteggiare la situazione, e anche a sapere cosa fare nel caso in cui il così temuto evento si dovesse realmente verificare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa fare quindi? Umilmente suggerisco sette punti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 &#8211; Un aiuto prima di tutto ci viene dalla natura con i suoi Fiori di Bach, australiani ecc. ma anche dall’omeopatia, che possono ridurre ansia e paura;</p>
<p>2 – poi, da soli o con un aiuto, è necessario elaborare quanto è successo per definire nuove strategie mentali e comportamentali. L’ansiogeno “ignoto” deve diventare il “sapere cosa fare” per fronteggiare la difficile situazione contando anche sulle proprie risorse disponibili.</p>
<p>3 – la paura di solito è “un gomitolo” di paure: vediamo di prenderle in esame ad una ad una; diventano più risolvibili.</p>
<p>4 – una soluzione per incanalare positivamente l’energia della paura potrebbe anche essere il promuovere comportamenti attivi come assistenza e volontariato alle persone che hanno più bisogno di noi.</p>
<p>5 – la respirazione è la cerniera che divide il nostro mondo fisico da quello psichico: impariamo a osservare e a guidare il nostro respiro. Questo predispone alla calma.</p>
<p>6 – e se l’onda di paura arriva…non fuggiamo, rimaniamo lì, ascoltiamola senza volerla trattenere. Come un bimbo piangente ha bisogno di essere accolta e consolata. E’ un’onda, poi scende.</p>
<p>7 – ultimo, ma non ultimo, è di grande importanza l’aver acquisito la capacità di dominare la mente. Incominciamo subito, i sistemi possono essere molti e diversi; per me, la madre di tutte le tecniche è la meditazione. Quello che ci dona non è solo il dominio delle nostre emozioni ma anche la scoperta di noi stessi, dello scopo del nostro esistere, e della contestualizzazione con tutte le cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una sana preoccupazione predispone ad un attivo cambiamento, rimanere invece incastrati nei pensieri negativi porta all’incapacità di agire e a invalidare la propria vita.</p>
<p>Insicurezza, paura, instabilità, impermanenza, morte, sono tutte maestre per chi vuole penetrare la Verità e scoprire l’Amore.</p>
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		<title>Figlia del silenzio &#8211; film</title>
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		<pubDate>Sat, 31 May 2014 11:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Figlia del silenzio (titolo originale in inglese: The M [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="watch-description-text">
<p id="eow-description">Figlia del silenzio (titolo originale in inglese: The Memory Keeper&#8217;s Daughter) è un romanzo dell&#8217;autrice americana Kim Edwards che racconta la storia di un uomo che abbandona sua figlia appena nata, affetta da sindrome di Down.</p>
<p>Figlia del silenzio è un film che consiglio perchè fa riflettere molto.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="500" height="375" src="https://www.youtube.com/embed/VV0G675rbcY?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
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		<title>Insicurezza stop!</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2014 11:30:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Dieci piccole strategie per non permettere che le tue c [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dieci piccole strategie per non permettere che le tue convinzioni ti tengano in una condizione stagnante</strong>. Aggrapparti a ciò che un’esperienza passata ti ha indotto a credere, significa fuggire dalla realtà. Esiste soltanto quello che c’è adesso, e la verità del presente può non essere la verità del passato. Valuta il tuo comportamento non sulla base di ciò in cui credevi ieri ma sulla tua esperienza di oggi.</p>
<p><strong>1</strong> &#8211; Cerca, in maniera selettiva di sperimentare nuove cose, anche se sei tentato di mantenere le tue abitudini.</p>
<p><strong>2</strong> &#8211; Fai qualcosa di diverso, fosse anche solo cambiare strada. Comincia a correre qualcuno dei rischi che fanno uscire dalla routine. Prenditi ad esempio una vacanza fuori programma per fare una cosa che ti piace; per andare a un seminario o per andare da un amico che non vedi mai; chiedi un colloquio per essere assunto in un nuovo posto di lavoro; parla con una persona che hai evitato perché ti criticava; se non lo hai mai fatto, vai a una conferenza o a una mostra invece di passare la domenica nel solito modo.</p>
<p><strong>3</strong> &#8211; Immagina di avere a disposizione il denaro che ti serve e verifica se le tue fantasie sono realizzabili semplicemente eliminando la paura dell’ignoto</p>
<p><strong>4</strong> &#8211; Ogni volta in cui ti sorprendi a evitare ciò che non conosci, domandati: “Qual è la cosa peggiore che potrebbe capitarmi?”. È probabile che tu ti accorga che le paure sono sproporzionate rispetto alle conseguenze reali.</p>
<p><strong>5</strong> &#8211; Fa qualche cosa di sciocco, come andare a piedi nudi sull&#8217;erba o, se sei una persona che dà molta importanza al vestire, esci con un semplice abito senza curarti di essere perfettamente “agghindato”. Apriti a cose che non hai mai fatto perché erano sciocche o banali. Ricorda che la paura di sbagliare è assai spesso la paura di essere ridicolo o disapprovato. Se lasci che gli altri si tengano le loro opinioni, puoi incominciare a valutare il tuo comportamento secondo i tuoi, e non i loro, criteri di giudizio. Potrai vedere le tue capacità non come migliori o peggiori, ma semplicemente come le tue, diverse dagli altri.</p>
<p><strong>6</strong> &#8211; Tenta di fare qualcosa che hai sempre evitato di fare dicendo che “in questo non sono bravo”. Potresti trascorrere un pomeriggio a dipingere un quadro e divertirti un mondo. Se il risultato non sarà magistrale, non avrai fallito, avrai passato delle ore piacevoli.</p>
<p><strong>7</strong> &#8211; Nel momento in cui eviti qualcosa, prendi coscienza del fatto che stai evitando ciò che non conosci. Dialoga in quel momento con te stesso. Ripetiti che non c’è niente di male a scoprire cose nuove. La consapevolezza di una vita di routine è il primo passo per uscirne.</p>
<p><strong>8</strong> &#8211; Commetti deliberatamente qualche piccolo errore. Ti senti davvero sminuito come persona se perdi una partita a tennis o fai male quella determinata cosa? Oppure sei sempre una persona degna di rispetto che si è semplicemente divertito?</p>
<p><strong>9</strong> &#8211; Quando fai qualcosa, non farlo in modo automatico, fallo con attenzione; sii presente in quello che fai anche con tutti i tuoi sensi. La consapevolezza del momento presente te lo farà apprezzare molto di più, oppure ti farà capire che stai solo perdendo il tuo tempo.</p>
<p><strong>10</strong> &#8211; <strong>Giudica ciò che fai dal bene che provoca, in te e negli altri e abituati a vedere in ogni persona i tuoi stessi desideri, le tue stesse paure, anche se possono essere manifestate in modo diverso. Tutti vogliono essere felici, tutti vogliono essere amati, tutti vogliono essere riconosciuti come degni di esistere. Questo ti aiuterà ad avvicinarti ad ognuno di loro come fosse già parte della tua vita.</strong></p>
<p>Questi sono solo alcuni semplici suggerimenti per combattere in modo costruttivo la paura dell’ignoto, sicuramente ognuno può sperimentarne altri anche più creativi. L’intero processo inizia con una sincera analisi di noi stessi e delle dinamiche che mettiamo in campo per evitare ogni cambiamento; prosegue con la sfida al vecchio modo di agire per muoversi in direzioni nuove che ci aiutino a non stagnare, a essere più motivati, soddisfatti, e ad evolvere.</p>
<p>Leggi anche “<a title="Di sicurezza si può morire" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/cose-la-sicurezza/">Di sicurezza si può morire</a>” e “<a title="Insicurezza allo specchio" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/">Insicurezza allo specchio</a>”</p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
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		<title>Di sicurezza si può morire</title>
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		<pubDate>Fri, 16 May 2014 09:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per tutta la vita sentiamo messaggi che esaltano la cer [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per tutta la vita sentiamo messaggi che esaltano la certezza, siamo incoraggiati a rimanere su ciò che si conosce e a stare lontani dallo “sconosciuto”. Cerchiamo di capire quando e quanto, questo ci condiziona e ci porta a evitare esperienze nuove o addirittura ad andare incontro alle persone senza pregiudizi.</p>
<p>Aprirsi a nuove esperienze vuol dire abbandonare l’idea che è meglio tollerare “il solito” piuttosto che accogliere l’incertezza di cambiarlo. In realtà spesso è la routine, il tedio del “sempre uguale”, che ci impoverisce e ci manda in frantumi. Se vediamo che stiamo perdendo interesse per la vita, è il caso che iniziamo a porci delle domande.</p>
<p>Chiediamoci se il nostro comportamento ci allontana da tutto ciò che è insolito o semplicemente diverso da noi. Ad esempio, omosessuali, travestiti, handicappati, ritardati mentali, poveretti… ci fanno forse paura? Ci provocano insicurezza e cerchiamo di evitarli perché non sappiamo come comportarci con loro?</p>
<p>Esaminiamo la nostra spontaneità e se sappiamo aprirci a qualcosa di nuovo o se rimaniamo rigidamente chiusi in un comportamento consueto perché più sicuro. Per molte persone è davvero difficile essere genuinamente spontanei. Il pensare con la propria testa non sembra essere molto incoraggiato, molti si allineano a ciò che viene detto loro e, rispondendo rigidamente alle aspettative, non prendono mai iniziative contrarie.</p>
<p>Alla base ci sta il pregiudizio e quindi la rigidità. Il pregiudizio è un giudizio dato a priori che disprezza e rifiuta persone, idee o attività e che, di fatto, ci dice di stare lontani da ciò che non è conosciuto o da chi non è come noi, per evitare fastidi. In realtà i pregiudizi lavorano contro di noi, ci impediscono di scoprire cose e persone nuove e diverse. Se non ci si fida di niente e di nessuno, significa in realtà che non ci fidiamo di noi stessi quando siamo fuori dal mondo in cui siamo avvezzi e che ci dà sicurezza.</p>
<p>Cos’è la sicurezza? Una vita pianificata e programmata che ci dia la garanzia che tutto vada sempre bene fino al momento in cui andremo felicemente in pensione? Dato che sicurezza significa sapere sempre cosa sta per succedere, non è che tutto questo programma ci impedisca di vivere il presente? La sicurezza intesa come garanzie esterne, quali il denaro, una casa, un compagno/a, un lavoro, la bellezza… finché siamo su questa terra non l’avremo mai. Rimanere bloccati all’interno di questo tipo di sicurezza porta alla stagnazione, quindi niente crescita.</p>
<p>Vi è però un altro tipo di sicurezza che vale la pena di perseguire, ed è la sicurezza interiore che consiste nella fiducia in se stessi, nel sapere che qualsiasi cosa accada, si saprà farvi fronte. Questa è l’unica vera sicurezza durevole. Le cose potranno anche andare male, come perdere il denaro, la casa o tutto ciò a noi più caro, ma non perderemo la testa e il senso del nostro valore; e se le sfide che la vita ci presenta, le sentiamo superiori alle nostre possibilità, ancora di più è nella nostra consapevolezza che dobbiamo investire fino a raggiungere una chiara visione del nostro scopo nella vita. Se ci sapremo porre in maniera costruttiva ed evolutiva, non solo trasformeremo la nostra visione interiore, ma anche il mondo intorno a noi.</p>
<p>Cerchiamo di non cadere nel tranello della sicurezza esterna perché ci toglie la capacità di vivere, crescere, realizzarci.</p>
<p>Essere liberi da questa falsa sicurezza è comunque difficile se ci portiamo dentro un’altra convinzione che ci viene inculcata fin dall’infanzia; quella che dobbiamo avere successo a tutti i costi altrimenti non siamo nessuno, e quindi viviamo nel perenne timore di sbagliare e di essere criticati. Se in base al nostro criterio di valutazione, e non quello altrui, dovessimo fallire in qualche cosa, non dobbiamo sbagliare nell’assimilare quell’errore alla stima di noi. Non riuscire in uno sforzo non significa fallire come persona ma semplicemente che in quel dato momento e situazione non siamo riusciti nell’intento. Forse che un gatto quando non riesce a prendere un topolino penserà di avere fallito? No, riproverà un’altra volta. Volere a tutti i costi avere successo è la paralisi. Tendiamo pure alla perfezione ma non permettiamo che diventi un aspetto di noi che ci tiene ai “margini del campo”. Ricordiamoci che è sbagliando, e poi correggendoci, che impariamo di più. Quello che dobbiamo ricordare è di porre attenzione a non ottenere mai nulla con le forzature e inoltre, cercando sempre di beneficare tutti con le nostre azioni. Se danneggiamo qualcuno, quel male inferto ricadrà su di noi.</p>
<p>Leggi anche “<a title="Insicurezza allo specchio" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-allo-specchio/">Insicurezza allo specchio</a>” e “<a title="Insicurezza stop!" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/insicurezza-stop/">Insicurezza stop!</a>”</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Le vostre zone erronee” – Wayne W. Dyer</em></p>
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		<title>La paura</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-paura/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 14:34:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La più antica e potente emozione umana è la paura; è un [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/paure1.jpg"><img class="size-medium wp-image-557 alignleft" alt="paure1" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/paure1-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>La più antica e potente emozione umana è la paura; è un&#8217;emozione dominata dall’istinto di sopravvivenza ed è necessaria perché è un meccanismo di difesa che ci permette di avere coscienza di un pericolo e quindi di mettere in atto risposte per evitarne le conseguenze.</p>
<p>Quando però la paura non è più scatenata dalla percezione di un reale pericolo, allora perde la sua funzione primaria e diventa l&#8217;espressione di uno stato mentale, il prodotto della nostra immaginazione, che ci fa temere cose che ancora non si sono realizzate e forse non si realizzeranno mai. La paura si trasforma così in una delle emozioni più pericolose e distruttive. Crea nemici, ci tiene in una perenne posizione di difesa o di attacco, ci rende manipolabili, congela le nostre relazioni e la nostra progettualità, ci impedisce di vedere…ci impedisce anche di amare!</p>
<p>La cosa bella però, è che anche in questo caso assolve un compito, quello di mostrarci le nostre “oscure prigioni interiori” affinché noi possiamo iniziare un percorso per illuminarle e dissolverle.</p>
<p>Riconoscere le nostre paure significa diventare consapevoli della nostra vulnerabilità e fragilità, ma anche farci scoprire la forza del nostro vero sé. La paura può essere curata e il cambiamento inizia sempre dal riconoscerla e dall’accettarla. Con la guida di una persona esperta possiamo poi contrapporre, con la pratica della visualizzazione meditativa, immagini e impressioni positive, che ci ricolleghino a dimensioni più elevate della coscienza.</p>
<p>Dove e quando c’è gratitudine per la vita, per la vita come dono e come ricerca inesauribile di senso, prevale il desiderio di fare di ogni accadimento uno strumento per la nostra evoluzione.</p>
<p>Infine consideriamo che, anche se ignorata o rimossa, la prima vera paura da affrontare e da cui originano tutte le altre, è la paura della morte. Dare un senso alla morte, è dare un senso alla vita.</p>
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