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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; malessere</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>Relazioni malsane</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jul 2019 14:31:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La vita di coppia ha sicuramente delle difficoltà e richiede impegno e a volte sacrifici per trovare armonia, tuttavia quando ci sentiamo prosciugate emotivamente e fisicamente, qualche domanda è bene farsela.
Come possiamo capire se la relazione che stiamo vivendo è malsana?]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/07/2black-and-white-brick-wall-close-up-629586.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1100" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/07/2black-and-white-brick-wall-close-up-629586-300x294.jpg" alt="2black-and-white-brick-wall-close-up-629586" width="300" height="294" /></a>La vita di coppia ha sicuramente delle difficoltà e richiede impegno e a volte sacrifici per trovare armonia, tuttavia quando ci sentiamo prosciugate emotivamente e fisicamente, qualche domanda è bene farsela.</p>
<p><strong>Come possiamo capire se la relazione che stiamo vivendo è malsana?</strong></p>
<p><strong><em>1- Non stiamo bene:</em></strong> stress, dormiamo male, ci sentiamo stanche, scontrose. Può esserci mal di testa e apatia. <strong>Portiamo i problemi su lavoro e a volte riversiamo il nostro umore sugli amici</strong>.</p>
<p><strong><em>2- Non ci sentiamo considerate, cerchiamo l’approvazione del compagno ma lo giustifichiamo quando questo non accade</em></strong>, <strong>sminuendo così i nostri bisogni </strong></p>
<p><strong><em>3- Emotivamente è tutto un su e giù perché in fondo percepiamo che non siamo in sintonia con il compagno</em></strong>. Ci assalgono incertezze e dubbi.</p>
<p><strong><em>4- I nostri bisogni e desideri e non vengono considerati, anzi, il comportamento del nostro compagno ci fa sentire “sgaliate” e in colpa a chiedere. La nostra autostima è a terra.</em></strong></p>
<p><strong><em>5- Aumenta il senso di solitudine e di impotenza</em></strong></p>
<p><strong>6- Sentiamo che siamo bloccate e che non cresciamo né come persona, né come coppia ma non vediamo vie di uscita. </strong></p>
<p><strong>7- Tutto quello che prima ci faceva felici ora sembra diventare senza interesse e non sappiamo più cosa vogliamo e cosa è giusto per noi. </strong></p>
<p><strong><em>8- Nella relazione prevalgono criticità, insoddisfazione, insicurezza, ansia, paura</em></strong>.</p>
<p>Le motivazioni per cui ci troviamo in questa situazione disfunzionale possono essere molti, dall’aver trovato una persona manipolatrice al mettere in atto noi un copione disfunzionale inconscio appreso nella famiglia di origine. Quindi è importante vedere la relazione per quello che è ma anche capire e riconoscere le proprie dinamiche.</p>
<p>Ci vuole coraggio, ma allontanarsi da situazioni che ci danneggiano e non ci corrispondono più è un bisogno fondamentale.</p>
<p>Il mio compito è portare la persona che chiede il mio aiuto a eliminare i blocchi che la congelano in una situazione insoddisfacente, per poi portarla a visualizzare ciò che desidera raggiungere ed affiancarla nel cambiamento.</p>
<p>Photo by Rene Asmussen</p>
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		<title>Le Malattie come Linguaggio del Corpo</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2016 13:19:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicosomatica olistica]]></category>
		<category><![CDATA[consapevolezza]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Concezione psicosomatica olistica: rapporto non di causa ma di sincronicità.
Si serve del metodo analogico per cogliere il legame di senso di fenomeni apparentemente distanti tra di loro come mente e corpo, energia e materia.
Il simbolo diviene il tramite di questo processo e consente di cogliere il lato nascosto delle cose inaccessibili alla coscienza. Il simbolo ci permette...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Concezione psicosomatica olistica: rapporto non di causa ma di sincronicità.</p>
<p>Si serve del metodo analogico per cogliere il legame di senso di fenomeni apparentemente distanti tra di loro come mente e corpo, energia e materia.</p>
<p>Il simbolo diviene il tramite di questo processo e consente di cogliere il lato nascosto delle cose inaccessibili alla coscienza.</p>
<p>Il simbolo ci permette di avvicinarci a ciò che per la logica della coscienza egoica è ineffabile.</p>
<p>Bateson: “<em>non vi è separazione tra la comunicazione numerica e analogica, fra inconscio personale e collettivo. Fra la psiche e il corpo, ma tutte queste strutture ripetono, a livelli di diversa quantificazione i ‘momenti informativi’ dell’esistere utilizzando le strutture a loro più adatte</em>.”</p>
<p>Il linguaggio del corpo è quindi lo stesso linguaggio dell’inconscio che si muove per analogia e simboli.</p>
<p>Osservare il corpo significa rintracciare il linguaggio specifico di ciascun organo che rimanda a un insieme di significati universali.</p>
<p>L’uomo ha le radici nell’inconscio collettivo e il suo corpo è depositario di archetipi che hanno la loro rappresentazione in miti, riti, immagini e storicamente determinati.</p>
<p>Capire questo linguaggio è capire il nostro corpo e i messaggi che ci manda per riappropriarci del benessere e dell&#8217;armonia.</p>
<p>Counseling e Naturopatia per RitrovareilSorriso <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Riflessione sull&#8217;indecisione</title>
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		<pubDate>Mon, 19 May 2014 14:13:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[In momenti difficili come questi, spesso anche le decis [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In momenti difficili come questi, spesso anche le decisioni da prendere sembrano molto difficili. Vorremmo avere subito le idee chiare e soprattutto vorremmo essere sicuri che ciò che scegliamo sia il meglio. L’incertezza, l’indecisione, ci fa &#8220;tendere come corde di violino”.<br />
Per fare delle scelte consapevoli, decidere subito e in modo impulsivo o sotto l’effetto di forti emozioni non è consigliabile; aspettare e accogliere un po’ di indecisione è necessario e utile per permetterci di valutare la situazione o di consultare qualcuno. Uno degli aspetti che io mi premuro di valutare è che la mia scelta non faccia del male a nessuno, meglio se oltre a me fa del bene anche ad altri.<br />
Dopo aver visto pro e contro, ci vuole la forza e il coraggio di fare la nostra scelta e, qualunque sia il problema che dobbiamo affrontare, con serenità e fiducia, dire a noi stessi che abbiamo fatto il meglio di quanto ci era possibile…quindi, archiviamo!</p>
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		<title>Emozioni, impulsi e auto-osservazione</title>
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		<pubDate>Wed, 07 May 2014 16:27:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ogniqualvolta ci accorgiamo della presenza di elementi  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogniqualvolta ci accorgiamo della presenza di elementi non desiderabili in noi, ad esempio emozioni, emotive o affettive, e impulsi che non sono sotto il nostro controllo, possiamo valutare di sottoporli con attenzione alla nostra analisi critica. Il grado di dominio che la nostra mente riesce ad esercitare varia a seconda del tipo psicologico e di altre caratteristiche individuali, ma in ogni caso la mente può esercitare un certo grado di influenza, la quale può essere accresciuta con l’uso deliberato e l’allenamento.</p>
<p>Senza voler paralizzare emozioni, sentimenti e impulsi, incoraggiamoci ad utilizzare la mente per l’osservazione e la discriminazione. E’ utile riconoscere la natura irrazionale dei nostri impulsi e delle nostre emozioni e valutare i vantaggi o i danni, per noi e per gli altri, prodotti dalla loro manifestazione. Il senso di responsabilità derivante da tale riconoscimento, e anche soltanto la paura delle conseguenze nocive, suscita emozioni, sentimenti e impulsi opposti, che tendono a neutralizzare o controbilanciare in qualche misura quelli originali.</p>
<p>L’auto-osservazione è una pratica molto utile che permette, esercitandoci ripetutamente, di diventare capaci di inserire tra gli impulsi e le azioni un intervallo di riflessione sull’origine, la natura e le conseguenze dei propri impulsi. Il loro riconoscimento, e soprattutto la previsione dei loro effetti, ci rende capaci di acquisire un crescente dominio di noi.</p>
<p>Dominio non vuol dire repressione né soppressione. Gli impulsi non devono venir condannati, o suscitare sensi di paura e di colpa. Il dominio deve produrre un’opportuna direzione, regolazione e trasmutazione delle energie impulsive e delle emozioni. Esso ne consente l’espressione in modi innocui o, meglio, utili e costruttivi. La pausa riflessiva dà il tempo necessario per farlo.</p>
<p>L’analogia con l’acqua può aiutare a comprendere il processo che possiamo mettere in atto.</p>
<p>1 – Costruire degli argini a torrenti e fiumi per contenere il flusso delle acque.</p>
<p>2 &#8211; Costruire serbatoi e bacini capaci di contenere una parte dell’acqua in eccesso.</p>
<p>3 &#8211; Segue l’utilizzazione di quest’acqua: per irrigare i terreni oppure per mettere in moto macchine che generino energia elettrica che sarà poi impiegata in mille modi.</p>
<p>Quest’ultimo punto corrisponde alla trasmutazione e utilizzazione delle energie psichiche.</p>
<p>Nelle sedute di counseling aiuto il cliente a formulare il suo ideale da raggiungere; lo aiuto poi a scorgere le tappe successive necessarie per attuarlo; quindi a concentrarsi sui compiti immediati da svolgere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #000080;"><em>Liberamente tratto da “Principi e metodi della psocosintesi terapeutica” R. Assagioli</em></span></p>
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		<title>Verso la “guarigione”</title>
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		<pubDate>Fri, 02 May 2014 16:18:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’inizio di una relazione di counseling chiedo sempre [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>All’inizio di una relazione di counseling chiedo sempre, e aiuto a definire, qual è il motivo per cui la persona ha chiesto il mio aiuto e cosa dovrebbe raggiungere, o cosa dovrebbe succedere, affinché possa dire di essere felice. Sembrerà strano ma nella maggior parte dei casi, la risposta è confusa; la persona può non capire perché sta male o attribuire la colpa a cose esterne a sé. Il problema è sempre prima di tutto dentro di noi e, se disconosciuto, continuerà a generare instabilità, stato di conflitto, nevrosi.</p>
<p>Spesso le persone mi dicono il vero motivo per cui stanno male senza nemmeno accorgersene. La loro attenzione è concentrata su qualcos’altro e non riescono a vedere.</p>
<p>Io guardo, vedo, sento, ascolto, percepisco, rilevo, rifletto, propongo….faccio quello che la persona il quel momento non è in grado di fare. Ecco perché è così importante quello che nel counseling è chiamato “ascolto empatico”.</p>
<p>La paura ad esempio è una delle componenti più striscianti tra quelle che si nascondono sotto mentite spoglie. La rabbia che scoppia dentro, è paura. La depressione, può essere una paura covata a lungo. Un comportamento indifferente e apatico, può nascondere una paura non riconosciuta o soffocata. La paura dell’abbandono, del giudizio, della povertà, dell’insicurezza, della solitudine, della vecchiaia e spesso, della morte, è causa di molte nevrosi.</p>
<p>Un&#8217;altra “lente deformante” è costituita dalle convinzioni profonde che la persona non sa nemmeno di avere: “non merito niente”, “non valgo niente”, “se non mi sposo non sarò felice”, “non si può vivere da soli”, “bisogna avere l’approvazione”… e tante altre. Per non parlare poi dei tanti pregiudizi. Un evento potrebbe essere neutro o leggermente disturbante per una persona e totalmente distruttivo per un’altra. Non è l’evento in sé che genera il problema, ma è come la persona lo percepisce in funzione delle proprie convinzioni inconsce.</p>
<p>Ultimamente ho potuto anche sperimentare come problemi attribuiti a famiglia e lavoro, nascondessero invece una tensione spirituale; era il risveglio di nuove energie e di bisogni più profondi.</p>
<p>Ecco perché anche l’obiettivo da raggiungere non è sempre subito chiaramente definito: può essere confuso, sconnesso con la realtà, irrealizzabile, illusorio o nascosto sotto un falso obiettivo.</p>
<p>Quando la persona inizia ad avere una chiara visione della situazione, degli obiettivi da raggiungere, dello scopo e delle azioni da compiere, il procedere diventa veloce; anche se non è ancora alla “guarigione”, la persona inizia a sorridere, si sente più leggera, è motivata e pian piano emergono le qualità e le risorse che erano state inibite.</p>
<p>Sempre di più capisco che conoscere noi stessi dovrebbe essere la nostra priorità.</p>
<p><em>Esperienze di counseling &#8211; Luisa Schiona</em></p>
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		<title>La rassegnazione</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/la-rassegnazione/</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Apr 2014 07:25:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La rassegnazione è nostra nemica.  Assenza di coraggio, [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La rassegnazione è nostra nemica.  Assenza di coraggio, conformismo, dipendenza, fino a perderci nell’oblio dell’apatia, dell’anestesia, dell’amnesia. Rende tutto opaco, separandoci dalla nostra natura che è evoluzione, realizzazione. Tutto viene procrastinato, le nostre aspirazioni accantonate, e la paura di fallire ci impedisce di rischiare e di metterci alla prova. L’opinione degli altri diventa più importante della nostra e invece di sostenere la nostra unicità, preferiamo conformarci alla maggioranza in un’illusoria forma di rassicurazione. Rinunciamo così ad attingere alle nostre risorse e al nostro potere personale, e facciamo dipendere dagli eventi esterni, dalle circostanze e dagli altri, il nostro equilibrio, la nostra serenità.</p>
<p>In questa situazione nella quale ci siamo persi, anche solo fare silenzio e ascoltarci sembra diventato impossibile. Domande banali come “chi sono?”, “cosa voglio?”, “cosa mi piace fare?”, sono condizionate o soffocate da desideri indotti da un sistema che ci vuole “sudditi”. Aumenta la paura di “ritrovarci” come se facendolo dovessimo affrontare un dolore nascosto che non possiamo permetterci di far emergere. La parola d’ordine diventa “teniamo duro”! E’ di nuovo la paura che protegge assurdamente il raggiungimento del nostro potere.</p>
<p>Quando pian piano invece cominciamo ad accogliere quei piccoli sprazzi di verità che affiorano, quelle piccole vocine interiori che ci mandano dei segnali, possiamo iniziare un percorso di risalita e cominciare a riappropriarci della nostra vera natura.</p>
<p>E’ importante che noi iniziamo osservando come il presente sia in qualche modo il ritratto di pensieri e convinzioni del passato; questo ci permette di capire come noi possiamo intervenire nel futuro andando a modificare oggi, nel presente, i nostri atteggiamenti, pensieri e convinzioni. Il passato non possiamo modificarlo, possiamo solo coglierne gli insegnamenti e accettarlo, togliendogli così la virulenza che ancora opera in noi, e ripartire!&#8230;alla ricerca della nostra miglior versione di noi stessi!</p>
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		<title>Quando le circostanze esterne non sono più gestibili</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2014 09:47:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Al giorno d’oggi ci è viene insegnato ad avere fiducia  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/13.jpg"><img class="size-medium wp-image-562 alignleft" alt="13" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/04/13-300x199.jpg" width="300" height="199" /></a>Al giorno d’oggi ci è viene insegnato ad avere fiducia nella tecnologia e nelle scienze e che con una combinazione di denaro e determinazione, le circostanze possono essere modificabili. In realtà prima o poi tutti ci scopriamo impreparati e impotenti di fronte a certi accadimenti.</p>
<p>La mia esperienza personale e di counselor mi mostra come quando le circostanze esterne non sono più gestibili, tutto quello che è stato appreso sul piano razionale non  aiuta più e le persone si sentono impotenti, la loro fiducia vacilla e perdono ogni punto di riferimento. Alcune si dichiarano religiose ma anche la fede in Dio, quando non è stata addirittura negata per rabbia,  non sembra dare loro conforto e guida. Cresce in loro un vuoto che chiama di essere colmato ma non si sa con cosa, e ritornano domande che sembrano essere cadute di moda: chi sono, da dove vengo, perché mi succede questo?</p>
<p>In un’epoca in cui l’esperienza diretta è sostituita da un’ideologia, le persone si appoggiano a dogmi e dottrine, ma questo non le aiuta nel vero momento di difficoltà. Totalmente impegnate nell’esteriorità e completamente dimentiche della loro reale natura, anche quando hanno professato un credo non lo hanno realmente realizzato.</p>
<p>La conoscenza dovrebbe essere affiancata da un metodo; conoscenza e metodo devono portare all’esperienza diretta, perché è solamente attraverso questa che può esserci realizzazione. Quando, anche solo per un fugace momento, noi realizziamo la nostra natura spirituale, ecco che conoscenza, metodo e esperienza diventano i nostri strumenti per affrontare la vita.</p>
<p>Personalmente ho trovato nella scienza dello Yoga e nella meditazione un ottimo strumento per conoscere noi stessi, la nostra centralità e portare quindi la conoscenza sul piano dell’esperienza. Questo non vuol dire che uno debba cambiare religione, può praticare anche un laico, avrà comunque dei grandi benefici. L’importante è attingere da fonte certa.</p>
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		<title>Le proiezioni nostre alleate per smascherare l’ombra – parte 3</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/le-proiezioni-nostre-alleate-per-smascherare-lombra-parte-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 13:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[tendenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ci scopriamo tormentati da certe caratteristiche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci scopriamo tormentati da certe caratteristiche altrui, è solo perché siamo entrati in contatto con qualcosa che appartiene a noi stessi.<br />
Noi possiamo scrutarci fin nei minimi dettagli prendendo nota di ciò che osserviamo negli altri.<br />
La proiezione è il nostro meccanismo automatico di difesa: invece di riconoscere in noi le cose che meno ci piacciono, le proiettiamo su qualcun altro (madre, padre, figli, amici, personaggio pubblico…).<br />
Le persone su cui proiettiamo detengono porzioni della nostra oscurità negata, nonché della luce che non abbiamo ancora rivendicato.<br />
Se riconosciamo il fenomeno, comprenderemo perché possiamo innamorarci all’istante di qualcuno e trovare assolutamente insopportabile qualcun altro.<br />
Potremmo cogliere la nostra remissività in nostra madre, la nostra avidità in nostro padre, la nostra pigrizia nel partner, il nostro moralismo nei politici corrotti…<br />
Sono le proiezioni che fanno sì che una persona sia giudicata in modo diverso da persone diverse.<br />
Reagiamo quando ci imbattiamo in qualcuno che riflette l’immagine di ciò che non vorremmo essere.<br />
Quando giudichiamo il nostro prossimo, non ci passa neppure per la mente che in realtà stiamo parlando di noi stessi.<br />
Ma una volta compreso il processo che ci spinge a concentrarci su determinati aspetti, possiamo incominciare a districare la matassa e fare un distinguo tra le nostre percezioni e l’abitudine a sputare sentenze sul prossimo.</p>
<p>Riconoscere le proprie proiezioni è un atto coraggioso ma anche un gesto di grande umiltà dal quale dobbiamo passare se vogliamo trovare la pace.<br />
Ammettere le proiezioni ci obbliga a riconoscere che siamo perfettamente in grado di fare tutto ciò che detestiamo nel nostro prossimo, anzi, spesso ci comportiamo nel medesimo modo.<br />
Qualsiasi caratteristica, comportamento o emozione susciti il più indignato rifiuto, alberga sicuramente da qualche parte nella profondità nella nostra psiche. Potrà anche manifestarsi in modo assolutamente diverso, ma la forza che ispira un certo comportamento abituale sarà in pratica la medesima.<br />
Talvolta identificare questa forza dominante può costituire una sfida impegnativa perché potremmo manifestare un comportamento diverso da quello della persona su cui stiamo proiettando, ma noi attraiamo nella nostra vita persone e incidenti che possono aiutarci a riconoscere e guarire l’aspetto che stiamo negando.</p>
<p>Ken Wilber, celebre filosofo e psicologo, ha fatto un distinguo: se una persona nel nostro ambiente “ci informa”, con ogni probabilità non stiamo proiettando; se invece “ci turba”, cioè se diventa immediatamente oggetto del nostro giudizio, e ci sentiamo coinvolti, è assai probabile che siamo vittime delle nostre proiezioni.</p>
<p>Finché non recuperiamo tutti gli aspetti del nostro essere che abbiamo proiettato, quello che abbiamo rifiutato di accettare continuerà a riemergere nella nostra esistenza tramite il nostro comportamento.<br />
Se non affrontiamo le problematiche della nostra ombra, le prime ad essere danneggiate sono le nostre relazioni, perché abbiamo eretto una muraglia difensiva, fatta di giudizio e condanna che ci acceca, impedendoci di vederle per ciò che sono realmente.<br />
Se però lo vogliamo, possiamo riconoscere fin d’ora che ciò che ci colpisce emotivamente è un segnale d’allarme, un indizio che ci mette sulle tracce della nostra ombra, un catalizzatore per la crescita grazie a cui abbiamo un’occasione di recuperare qualche aspetto nascosto di noi stessi.<br />
Qualsiasi porzione d’ombra riusciamo ad abbracciare, ci consentirà di sperimentare più amore, compassione, pace e una sensazione di maggiore libertà.<br />
Inoltre, le persone su cui stavamo proiettando subiscono un cambiamento perché le abbiamo liberate dal peso del nostro giudizio e vedendole per ciò che sono abbiamo fatto emergere una nuova realtà.<br />
In sostanza, dobbiamo arrivare ad una condizione in cui possiamo svelare, riconoscere ed abbracciare qualsiasi caratteristica in modo da non dover più proiettare sugli altri gli aspetti del nostro essere che non sappiamo accettare; così facendo potremo guardare gli altri con la lente grandangolare della compassione, anziché quella deformante delle proiezioni.<br />
Solo allora saremo liberi di amare noi stessi e gli altri.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “The Shadow Effect” – Debbie Ford</em></p>
<p>Articolo collegato a:</p>
<ul>
<li><a title="La nostra zona d’ombra – parte 1" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/la-nostra-zona-dombra-parte-1/">La nostra zona d’ombra – parte 1</a></li>
<li><a title="Abbracciare l’ombra – parte 2" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/abbracciare-lombra-parte-2/">Abbracciare l’ombra – parte 2</a></li>
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		<title>La nostra zona d’ombra – parte 1</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Feb 2014 12:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Per trovare il coraggio di condurre una vita autentica  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Per trovare il coraggio di condurre una vita autentica dobbiamo addentrarci nei luoghi oscuri del nostro sé meno autentico.<br />
Dal profondo della nostra psiche l’ombra esercita un potere enorme sulla nostra vita.<br />
Determina ciò che possiamo e non possiamo fare, ciò da cui saremmo attratti e ciò che eviteremo; i motivi che ci spingono ad amare certe persone e a criticarne altre.<br />
L’ombra ci assegna dei ruoli predestinati che interpretiamo supinamente in qualsiasi aspetto della nostra vita, dal lavoro all’amore.<br />
Ecco perché smascherarla e comprenderla è assolutamente indispensabile.<br />
La forza dell’ombra, che ci spinge a fare cose che non vorremmo, può essere riconosciuta solo esponendola alla luce della nostra consapevolezza.<br />
L’esplorazione del nostro lato oscuro è la via alla comprensione del perché agiamo in modo incoerente rispetto alle aspirazioni della nostra mente conscia.<br />
In passato abbiamo vissuto momenti in cui il dolore emotivo era troppo forte per poterlo sopportare, così lo abbiamo represso, cacciandolo nell’oscurità dell’ombra.<br />
La nostra ombra è sempre connessa ad uno specifico evento traumatico o a una combinazione di momenti dolorosi.<br />
La nostra ombra è nata probabilmente quando eravamo giovanissimi, prima ancora che la nostra capacità di raziocinio si fosse sviluppata abbastanza per filtrare i messaggi provenienti dalle persone che si prendevano cura di noi, o dal mondo in generale.<br />
I messaggi negativi penetrano nel subconscio e vi si installano come virus alterando la nostra percezione di noi stessi e provocando il blocco di tutti quegli aspetti della nostra personalità che per qualche motivo abbiamo ritenuto inaccettabili.<br />
Per assicurarci la sopravvivenza emotiva, abbiamo sistematicamente nascosto il nostro vero sé ogniqualvolta un nostro atteggiamento ha incontrato dure critiche o suscitato punizioni ingiustificate.<br />
Giorno dopo giorno, senza nemmeno accorgercene, abbiamo eretto dei muri per difenderci, ma oscurando la nostra vera natura.<br />
Genitori, insegnanti, amici e a società nel suo complesso ci hanno insegnato che per meritarci amore ed accettazione dovevamo adeguarci a certi copioni predefiniti.<br />
Ci siamo così resi conto che alcuni tratti comportamentali erano criticati, o comunque ritenuti indegni di amore ed accettazione, mentre altri venivano colmati di attenzioni. Da quel momento abbiamo preso le distanze da qualsiasi aspetto della nostra personalità che non si adeguasse agli standard ideali.<br />
Alla fine ci siamo completamente identificati con il personaggio interiore che ci sembrava più accettabile nel nostro ambiente sociale.<br />
La cosa più incredibile è che, sebbene il ruolo che ci siamo assegnati sia privo di gioia, ce lo teniamo stretto.<br />
Cercando di esprimere soltanto gli aspetti che riteniamo socialmente accettabili, reprimiamo alcune delle nostre peculiarità più preziose e interessanti.<br />
Solo in presenza del nostro sé più completo, libero da qualsiasi censura, potremo comprendere la nostra totalità e unicità, uscendo finalmente da un interminabile conflitto interiore.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “The Shadow Effect” – Debbie Ford</em></p>
<p>Articolo collegato a:</p>
<ul>
<li><a title="Abbracciare l’ombra – parte 2" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/abbracciare-lombra-parte-2/">Abbracciare l’ombra – parte 2</a></li>
<li><a title="Le proiezioni nostre alleate per smascherare l’ombra – parte 3" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/le-proiezioni-nostre-alleate-per-smascherare-lombra-parte-3/">Le proiezioni nostre alleate per smascherare l’ombra – parte 3</a></li>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il fallimento immaginato</title>
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		<pubDate>Sat, 18 May 2013 17:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Le immagini interiori sono la matrice dell’azione, sono [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le immagini interiori sono la matrice dell’azione, sono il seme di quel che si manifesta all’esterno. Se uno intimamente pensa: “E’ inutile, non ce la farò mai, sono fatto così, quando mai riuscirò a vincere le mie tendenze!” inevitabilmente andrà incontro ad un fallimento: il fallimento immaginato diventa reale, perché siamo noi che modifichiamo e creiamo la nostra realtà con i nostri pensieri, con la potenza della visualizzazione, con l’energetica del desiderio o della paura, con l’immagine che ci siamo fatta di noi stessi.</p>
<p><em>Liberamente tratto da: Come accedere alle profondità della mente? www.marcoferrini.net</em></p>
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