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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; gioia</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>Ben Essere: “Come sto?”</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 13:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ti è mai capitato di sentire che non stai proprio male ma che vuoi e puoi stare meglio di come stai, però di non sapere come e cosa fare?
Tutti vogliono migliorare il proprio benessere ma a volte sappiamo praticamente cosa fare per migliorarlo.
Troppo spesso pensiamo al benessere come assenza di malattia, e questo è un grande errore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/ben-essere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1076" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/ben-essere-300x282.jpg" alt="ben essere" width="300" height="282" /></a>Ti è mai capitato di sentire che non stai proprio male ma che vuoi e puoi stare meglio di come stai, però di non sapere come e cosa fare?</p>
<p>Tutti vogliono migliorare il proprio benessere ma a volte sappiamo praticamente cosa fare per migliorarlo.</p>
<p><strong>Troppo spesso pensiamo al benessere come assenza di malattia</strong>, e questo è un grande errore.</p>
<p>La definizione proposta all’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, coinvolge ben cinque aree diverse della nostra vita : <strong>“Il benessere è lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il potenziale personale nella società.” </strong></p>
<p>Quindi:<strong> <u>stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale</u>. </strong></p>
<p>Ora, se &#8220;uno&#8221; è il minimo e &#8220;dieci&#8221; il massimo, in questo momento della tua vita, dove sei posizionato/a per ognuna di queste aree? Fatto?</p>
<p>Ora il passo successivo è capire che non è molto importante avere un alto grado di benessere in una o in alcune di queste aree<strong>, </strong><u>ma di armonizzarle</u>. E qui si apre una riflessione molto importante su un concetto che troppe volte ci sfugge: <strong><u>noi siamo un sistema, cioè un insieme di parti che interagiscono tra di loro e se cambi una singola parte non può che cambiare il tutto</u></strong><u>.</u></p>
<p>Infatti, il nostro modo di pensare determina il mio modo di vivere le emozioni; la nostra spiritualità determina il nostro modo di pensare e di vedere la vita e gli altri; le nostre emozioni influenzano e determinano lo stato fisico, e tutte assieme determinano il nostro modo di relazionarmi agli altri.</p>
<p>Questo è fondamentale perché siamo abituati a pensare che tutte queste parti siano assolutamente indipendenti.</p>
<p>Ora chiediti semplicemente quanto tempo e quante energie stai dedicando ad ogni singola area della tua vita ed infine, chiediti per ogni cosa che fai, quanto realmente questo sta contribuendo al tuo benessere.</p>
<p>Distingui fra le cose che contribuiscono realmente al tuo benessere e quelle che invece sono diventate abitudini, automatismi, cose che ripeti senza nemmeno sapere perché.</p>
<p>Riportare equilibrio nella nostra vita e liberarsi di tutto ciò che invece di agevolare il nostro cammino, è un peso che rende difficile il nostro benessere è un grande inizio per portare reali cambiamenti alla vita.</p>
<p>Buon cammino!</p>
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		<title>Superare gli ostacoli, riappropriarsi della felicità</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 08:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1059" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA-300x297.jpg" alt="POTERE-FELICITA" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.</p>
<p>Ciò a cui presti attenzione, crescerà, e se l’attenzione è focalizzata dal nostro vero sé, possiamo attrarre a noi ogni cosa. Le nostre intenzioni possono fluire dal nostro vero sé per trovare soddisfazione in ogni area della nostra vita.</p>
<p>Di solito le persone spendono un sacco di tempo e di energia per fare in modo che i loro desideri si realizzino, ma quello che realmente dà ad ogni desiderio il suo potere, è quanto sia fortemente connesso con la base dell’essere, il vero sé.</p>
<p>Il segreto delle antiche tradizioni di saggezza al mondo è che ogni singolo desiderio, non importa quanto piccolo, lavori per un unico fine, renderci più completi. Soltanto sentendoci integri e completi ci sentiremo soddisfatti. Tramite la meditazione entriamo in contatto con il desiderio primario della completezza, della felicità e della libertà.</p>
<p>Ci sono cose che intralciano la manifestazione del desiderio per ognuno di noi. Ansia, depressione, bassa autostima, relazioni tossiche… sotto l’influenza di queste cose il desiderio non fluisce in modo naturale, resta invischiato in problemi personali, dubbi, e complicazioni.</p>
<p>Altri ostacoli sono tutte le convinzioni profonde che lavorano contro di noi. Se siamo convinti che la vita debba essere una lotta, che le cose siano girate contro di noi, o che i desideri non possano avverarsi automaticamente, è molto difficile manifestare quello che vogliamo. Il nostro scetticismo andrà a creare un conflitto interiore. E’ quindi importante cominciare ad affrontare questi ostacoli, pur sapendo che non abbiamo bisogno di essere perfetti per manifestare i nostri desideri.</p>
<p>I desideri che vengono da una mente agitata, preoccupata e confusa, lotteranno per essere soddisfatti. Nella meditazione espandiamo la nostra consapevolezza; più questo accade e meno sforzo viene speso per produrre intenzioni che hanno successo. Dobbiamo permettere alle nostre intenzioni di fluire dal silenzio.</p>
<p>La società offre vari modi per migliorare le capacità di far sì che un desiderio diventi realtà: lavorare più duro, non mollare, seguire la propria passione… e così via. Ci sono anche vantaggi di cui non si parla, come nascere con un alto quoziente intellettivo o nell’agiatezza, che sono benefici solo per pochi; ma le tradizioni di saggezza guardano ad altro per il segreto di manifestare ciò che vuoi. La chiave è aumentare la consapevolezza, e questo fortunatamente è un percorso aperto a tutti.</p>
<p>Aumentando la consapevolezza, vedi in automatico più possibilità e ti si presentano soluzioni inaspettate. Non sei ristretto dai condizionamenti del passato, dai traumi e dai ricordi dolorosi. Ti alzi al di sopra del livello del problema, fino al livello della soluzione.</p>
<p>Nel quinto incontro del corso di visualizzazioni meditative che sto tenendo, è quello che viene fatto. Contattiamo la mente silenziosa, il luogo in cui sono contenute tutte le possibilità sotto forma di semi, per far emergere le soluzioni agli ostacoli che in quel momento possono influenzare il libero fluire delle energie.</p>
<p>Se sei interessato ad iscriverti ad un prossimo corso di visualizzazioni meditative o vuoi informazioni,</p>
<p>scrivimi l.schiona@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Gioia e tristezza</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2014 12:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando siamo nella gioia, è come essere in cima alla mo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando siamo nella gioia, è come essere in cima alla montagna e guardare ogni cosa dall&#8217;alto; tutto ci sembra bello e giusto. Sorridiamo dentro di noi anche senza apparente motivo. Poi succede qualcosa, spesso nemmeno sappiamo cosa, un&#8217;emozione disturbante entra in noi e ci troviamo di nuovo ai piedi della montagna. Risalire può sembrare difficile, avvilente, ed è più facile lasciarsi andare allo sconforto, all’inerzia. Il lamento diventa quasi un coccolarci. È qui che le brutte abitudini si insinuano facilmente.</p>
<p>In questi momenti può essere essenziale ripercorrere velocemente indietro il fiume delle nostre emozioni per capire cosa si è insinuato in noi, tanto da farci precipitare.</p>
<p>A volte è stato un gesto, un pensiero, una frase, qualcosa che ha fatto leva su una nostra paura, o su un nostro bisogno trascurato.</p>
<p>Capirlo, riconoscerlo, è come accogliere tra le nostre braccia un bambino piangente che ha bisogno di essere ascoltato, consolato, guidato. Parlare con questo nostro bambino interiore cambia la vibrazione dei nostri pensieri: da “vittime” torniamo ad essere i &#8220;gestori&#8221; della situazione.</p>
<p>E cosa succede se non riusciamo a capire il motivo per cui siamo entrati nella tristezza?</p>
<p>Quando la casa brucia, la prima cosa da fare è fuggire fuori; le domande sul perché dell’incendio le faremo dopo. Può essere che ci attardiamo un poco e ci lasciamo andare a un pianto, ma poi dobbiamo uscire. Rimanere dentro non ci aiuta, non ci serve, e corriamo il rischio di non essere più capaci di uscire da soli.</p>
<p>Patanjali nei suoi Yoga Sutra scrive: “Un pensiero disturbante? Poniti nel suo contrario.&#8221; Significa che un’emozione forte può essere contrastata solo con un’emozione altrettanto forte e contraria; quindi cerchiamo di rievocare qualcosa di gioioso, spostiamo i nostri pensieri su qualche cosa di bello, di elevato; cantiamo, anche se non ne abbiamo voglia, finché sentiamo che il lamento è diventato un canto.  La lettura di testi ispiranti, la meditazione o la contemplazione sono ottimi strumenti. Oppure andiamo a correre, stiamo in compagnia di persone positive, e in seguito parliamo con qualcuno che possa aiutarci.</p>
<p>In ogni caso, iniziamo da subito a ringraziare per ogni cosa che ci circonda. La gratitudine è l’antidoto per eccellenza della tristezza e della depressione. Non si può essere nella tristezza se siamo grati, e abbiamo sempre qualcosa per cui ringraziare. Anche se il problema che ci affligge è grande, ricordiamoci che è temporaneo e se lo trattiamo come un segnale, anch’esso è un veicolo per aiutarci a guadagnare nuovi e più alti livelli di comprensione, e quindi di felicità.</p>
<p>Il dono più grande che possiamo conquistare è la comprensione del chi siamo, del perché siamo qui e del dove dobbiamo arrivare. Questa è il mio parere.</p>
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		<title>Stati della mente</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jul 2014 17:09:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni volta che noi abbiamo un’esperienza, la nostra men [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni volta che noi abbiamo un’esperienza, la nostra mente è in uno di questi tre stati:</p>
<p>&#8211;       INCONSCIA: siamo completamente inconsapevoli, quindi sta agendo il nostro inconscio.</p>
<p>&#8211;       CONSAPEVOLE: siamo in uno stato consapevole, cosciente di quanto stiamo facendo.</p>
<p>&#8211;       CONSAPEVOLE DI SE STESSA: quando facciamo domande di riflessione su quanto stiamo facendo.</p>
<p>La mente compie sempre molteplici azioni molto complesse, sia che sia inconscia che consapevole ed altamente sviluppata.</p>
<p>Quando agiamo nella modalità inconscia il cervello è in grado di prendersi cura del corpo senza bisogno di istruzioni speciali e dettagliate, processando le informazioni dei cinque sensi per mantenerci consapevoli del mondo, sia esterno che interiore. Tutto quello che facciamo in questo stato è automatico, senza consapevolezza; questa è la modalità operativa che sostiene tutte le abitudini.</p>
<p>Quando noi ci vediamo compiere una determinata azione e ne siamo consapevoli, siamo in uno stato di consapevolezza.</p>
<p>Quando però cominciamo a porci delle domande o riflettiamo sui nostri comportamenti guardandoli da una prospettiva più ampia, e accettando che ci arrivino le risposte, ci stiamo muovendo nella direzione dell’autocoscienza. Quando siamo presenti a noi stessi iniziamo a mettere attenzione su colui che è consapevole, cioè il nostro sé, che è anche il luogo da cui provengono i valori, i significati, gli scopi, le risposte. L’autocoscienza ci fa muovere oltre quei processi neuronali vecchi e logori del cervello che sostengono le abitudini fisse e inconsapevoli.</p>
<p>Immagina una situazione in cui ti senti arrabbiato. In questo esempio, quando rispondi in modo automatico sei nell’aspetto inconscio; quando riconosci “io sono arrabbiato”, stai avendo un pensiero consapevole, ma chiedendoti da dove viene la rabbia, stai invitando nella situazione un comportamento autocosciente permettendoti di riconoscere uno schema di comportamento. Capisci che le vecchie abitudini si riferiscono al passato, ad esempio, e difficilmente ti sono ancora realmente utili. Cominci allora a fare passi per trascendere quelle risposte abituali.</p>
<p>Diventare autocoscienti apre la porta ad un ulteriore cambiamento, ci aiuta a compiere scelte migliori in ogni momento e a intrapprendere il &#8220;viaggio&#8221; per sviluppare il &#8220;ricordo di sé&#8221;, della nostra vera natura.  Mantra, meditazione, preghiera…servono ad  aiutarci a ricordare i nostri valori, i significati che diamo, gli scopi che ci siamo dati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “21 giorni di meditazione con Deepak Chopra” </em></p>
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		<title>Buon 1° d&#8217;Aprile :)</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2014 09:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il riso è il sole che scaccia l'inverno dal volto umano (Victor Hugo) e io aggiungo: e che sia accompagnato da un ti voglio bene  :)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il riso è il sole che scaccia l&#8217;inverno dal volto umano (Victor Hugo) e io aggiungo: e che sia accompagnato da un <strong><em>ti voglio bene</em></strong>  <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Il buon giorno si vede dal mattino</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/il-buon-giorno-si-vede-dal-mattino/</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Mar 2014 10:44:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sei partito/a con il piede giusto o il piede sbagliato?....]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/03/mattino_mipiace.jpg"><img class="size-medium wp-image-359 alignleft" alt="mattino_mipiace" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/03/mattino_mipiace-300x197.jpg" width="300" height="197" /></a> Oggi sei partito/a con &#8220;il piede giusto o il piede sbagliato?&#8221; La mia esperienza è che ogni giorno parte bene se io dedico un momento per guardare il sole che sorge ed esprimere un pensiero di gratitudine. Anche se tante cose possono andare male, abbiamo sempre qualcosa per cui essere grati. La gratitudine ci predispone alla gioia, e la gioia ci apre a nuove opportunità. Facciamo entrare il sole in noi&#8230;.e apriamoci alla vita che il nuovo giorno ci porta <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le proiezioni nostre alleate per smascherare l’ombra – parte 3</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 13:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ci scopriamo tormentati da certe caratteristiche [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ci scopriamo tormentati da certe caratteristiche altrui, è solo perché siamo entrati in contatto con qualcosa che appartiene a noi stessi.<br />
Noi possiamo scrutarci fin nei minimi dettagli prendendo nota di ciò che osserviamo negli altri.<br />
La proiezione è il nostro meccanismo automatico di difesa: invece di riconoscere in noi le cose che meno ci piacciono, le proiettiamo su qualcun altro (madre, padre, figli, amici, personaggio pubblico…).<br />
Le persone su cui proiettiamo detengono porzioni della nostra oscurità negata, nonché della luce che non abbiamo ancora rivendicato.<br />
Se riconosciamo il fenomeno, comprenderemo perché possiamo innamorarci all’istante di qualcuno e trovare assolutamente insopportabile qualcun altro.<br />
Potremmo cogliere la nostra remissività in nostra madre, la nostra avidità in nostro padre, la nostra pigrizia nel partner, il nostro moralismo nei politici corrotti…<br />
Sono le proiezioni che fanno sì che una persona sia giudicata in modo diverso da persone diverse.<br />
Reagiamo quando ci imbattiamo in qualcuno che riflette l’immagine di ciò che non vorremmo essere.<br />
Quando giudichiamo il nostro prossimo, non ci passa neppure per la mente che in realtà stiamo parlando di noi stessi.<br />
Ma una volta compreso il processo che ci spinge a concentrarci su determinati aspetti, possiamo incominciare a districare la matassa e fare un distinguo tra le nostre percezioni e l’abitudine a sputare sentenze sul prossimo.</p>
<p>Riconoscere le proprie proiezioni è un atto coraggioso ma anche un gesto di grande umiltà dal quale dobbiamo passare se vogliamo trovare la pace.<br />
Ammettere le proiezioni ci obbliga a riconoscere che siamo perfettamente in grado di fare tutto ciò che detestiamo nel nostro prossimo, anzi, spesso ci comportiamo nel medesimo modo.<br />
Qualsiasi caratteristica, comportamento o emozione susciti il più indignato rifiuto, alberga sicuramente da qualche parte nella profondità nella nostra psiche. Potrà anche manifestarsi in modo assolutamente diverso, ma la forza che ispira un certo comportamento abituale sarà in pratica la medesima.<br />
Talvolta identificare questa forza dominante può costituire una sfida impegnativa perché potremmo manifestare un comportamento diverso da quello della persona su cui stiamo proiettando, ma noi attraiamo nella nostra vita persone e incidenti che possono aiutarci a riconoscere e guarire l’aspetto che stiamo negando.</p>
<p>Ken Wilber, celebre filosofo e psicologo, ha fatto un distinguo: se una persona nel nostro ambiente “ci informa”, con ogni probabilità non stiamo proiettando; se invece “ci turba”, cioè se diventa immediatamente oggetto del nostro giudizio, e ci sentiamo coinvolti, è assai probabile che siamo vittime delle nostre proiezioni.</p>
<p>Finché non recuperiamo tutti gli aspetti del nostro essere che abbiamo proiettato, quello che abbiamo rifiutato di accettare continuerà a riemergere nella nostra esistenza tramite il nostro comportamento.<br />
Se non affrontiamo le problematiche della nostra ombra, le prime ad essere danneggiate sono le nostre relazioni, perché abbiamo eretto una muraglia difensiva, fatta di giudizio e condanna che ci acceca, impedendoci di vederle per ciò che sono realmente.<br />
Se però lo vogliamo, possiamo riconoscere fin d’ora che ciò che ci colpisce emotivamente è un segnale d’allarme, un indizio che ci mette sulle tracce della nostra ombra, un catalizzatore per la crescita grazie a cui abbiamo un’occasione di recuperare qualche aspetto nascosto di noi stessi.<br />
Qualsiasi porzione d’ombra riusciamo ad abbracciare, ci consentirà di sperimentare più amore, compassione, pace e una sensazione di maggiore libertà.<br />
Inoltre, le persone su cui stavamo proiettando subiscono un cambiamento perché le abbiamo liberate dal peso del nostro giudizio e vedendole per ciò che sono abbiamo fatto emergere una nuova realtà.<br />
In sostanza, dobbiamo arrivare ad una condizione in cui possiamo svelare, riconoscere ed abbracciare qualsiasi caratteristica in modo da non dover più proiettare sugli altri gli aspetti del nostro essere che non sappiamo accettare; così facendo potremo guardare gli altri con la lente grandangolare della compassione, anziché quella deformante delle proiezioni.<br />
Solo allora saremo liberi di amare noi stessi e gli altri.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “The Shadow Effect” – Debbie Ford</em></p>
<p>Articolo collegato a:</p>
<ul>
<li><a title="La nostra zona d’ombra – parte 1" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/la-nostra-zona-dombra-parte-1/">La nostra zona d’ombra – parte 1</a></li>
<li><a title="Abbracciare l’ombra – parte 2" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/abbracciare-lombra-parte-2/">Abbracciare l’ombra – parte 2</a></li>
</ul>
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		<title>La personalità. Conoscere sé stessi.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Oct 2013 20:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[condizionamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[La personalità è un’apparenza, non la centralità della  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La personalità è un’apparenza, non la centralità della persona, un compromesso tra quello che il soggetto crede e desidera, e quello che gli altri vogliono da lui. Le sue principali costituenti sono la genetica (ciò che ci è stato trasmesso con i geni), l’ambiente (e quindi le esperienze fatte) e il libero arbitrio che permette al soggetto di plasmare la propria personalità con creatività superando anche i limiti della genetica e i condizionamenti dell’ambiente.</p>
<p>Carl Gustav Jung sostiene che il comportamento dell&#8217;uomo non è condizionato soltanto dalla sua storia individuale e di membro della razza umana (casualità), ma anche dai suoi fini e dalle sue aspirazioni (teleologia). Sia il passato come realtà, sia il futuro come potenzialità, guidano il nostro comportamento presente. Jung sostiene che entrambi le posizioni sono necessarie per giungere a capire perfettamente la personalità. Il presente, infatti, è determinato non solo dal passato (casualità), ma anche dal futuro (teleologia). Un atteggiamento puramente casuale porta l&#8217;uomo alla disperazione perché lo rende prigioniero del passato. L&#8217;atteggiamento finalistico, invece, dà all&#8217;uomo un senso di speranza e uno scopo per cui vivere.<br />
Ad ognuno è data la possibilità di conoscere se stesso e di realizzarsi nella propria unicità. Realizzarsi vuol dire imparare ad essere la migliore versione di se stessi. Noi dobbiamo armonizzare i bisogni, i desideri e le istanze ideali. Ci sono bisogni che non possiamo negare, ci sono desideri che ci permettono l’evoluzione e poi ci sono le istanze ideali senza le quali l’uomo si appiattisce e si perde in quel circuito chiuso della psiche. La più alta istanza ideale è l’amore, e l’amore incomincia con la scoperta dell’altro, della sua unicità, individualità e libertà. Conoscere se stessi è il miglior modo per conoscere gli altri ed iniziare ad instaurare relazioni di qualità che producono soddisfazione e gioia.</p>
<p>Una buona immagine di sé, una comunicazione verbale e corporea senza incongruenze, e adeguata al contesto, una espressività libera e responsabile, la capacità di dare e ricevere apprezzamenti, così come rispondere in modo equilibrato a critiche e richieste, sono tutte caratteristiche che denotano un buon equibrio della persona e che facilitano le relazioni e lo scioglimento dei conflitti.</p>
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