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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; Personalità</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>Serve la maschera?</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Jan 2018 09:59:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La maschera sicuramente può servire per ricoprire un ruolo, e svolge una funzione. Immagino ad esempio un poliziotto, un giudice, un avvocato, un medico… li vedo con la loro divisa e con gli atteggiamenti che sono consoni al lavoro che svolgono; ma...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/01/maschere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1023" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/01/maschere-300x280.jpg" alt="maschere" width="300" height="280" /></a>La maschera sicuramente può servire per ricoprire un ruolo, e svolge una funzione. Immagino ad esempio un poliziotto, un giudice, un avvocato, un medico… li vedo con la loro divisa e con gli atteggiamenti che sono consoni al lavoro che svolgono; ma poi, arrivati a casa, o con gli amici, quella maschera che rappresenta il ruolo, è auspicabile venga dismessa. Non credi?</p>
<p>E se la maschera invece continua ad essere indossata per nascondere debolezze, o sembrare quello che non si è? O per cercare di emulare qualcuno che si ritiene più apprezzabile?</p>
<p>Abbiamo imparato a credere che l&#8217;approvazione ci debba venire dall&#8217;esterno, dagli altri, ma (e non sono certo io l’unica a dirlo), la prima vera approvazione deve venire da dentro, da noi, dall’aderenza ai nostri valori e nel rispetto delle nostre potenzialità, qualità e anche limiti.</p>
<p>Che succede di solito:</p>
<ul>
<li>Si indossano maschere su maschere nel tentativo di corrispondere a quel modello che si ritiene possa essere considerato e approvato.</li>
<li>Questo genera un grande spreco di energia: che fatica essere ciò che non si è!</li>
<li>Il giudice interiore, sempre più inflessibile, catalogherà successi ed insuccessi con risultati spesso molto frustranti</li>
<li>Invidia, gelosia, rabbia, amarezza, saranno sempre in agguato: c’è sempre qualcuno che sembra migliore o che si mette più in luce nonostante tutti i nostri sforzi.</li>
<li>Si finisce con il non sapere più chi si è, e ciò che veramente conta in noi sembra perduto.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>Prendiamo ora in esame un altro aspetto. Immaginiamo che una persona si senta molto timida e insicura e desideri vincere questi aspetti. Ecco che in questo caso la maschera può diventare uno strumento importante, se utilizzato in modo consapevole e costruttivo, per superare i condizionamenti (non per nascondersi). Comportarsi &#8220;come se&#8221;, vivere come se avessimo già superato quel problema. E&#8217; falsità? No, in questo caso è progettualità.</p>
<p>All’inizio potrebbe essere difficile ma possiamo aiutarci con altri strumenti per facilitare il percorso. Uno di questi è la visualizzazione di quel “come se”, fatta in stato di rilassamento. La capacità di immaginare è una delle facoltà creative più potenti. Una volta risvegliata, educata e sviluppata appieno, in maniera luminosa e costruttiva, essa rende la persona sempre più capace di trasformarsi e realizzare i propri obiettivi e sogni. Infine potrebbero essere di grande aiuto alcuni incontri con un counselor e assumere degli specifici fiori di Bach.</p>
<p>Riassumendo, la maschera non è negativa di per sé, come sempre è l’utilizzo che ne facciamo a fare la differenza.</p>
<p>Cerchiamo di essere la nostra miglior versione (la nostra, non quella degli altri) perché è così che noi ci approveremo e saremo approvati.</p>
<p>Chiedi consiglio</p>
<p>Buon viaggio <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> e buona giornata</p>
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		<title>Le cinque tipologie caratteriali</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 16:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[In bioenergetica le differenti strutture caratteriali v [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In bioenergetica le differenti strutture caratteriali vengono suddivise in cinque tipologie che presentano, come già detto dell’articolo precedente, diversi ingorghi energetici a diversi livelli del corpo, somatizzati sotto forma di tensioni croniche. L’analisi bioenergetica, ovvero la lettura del corpo, diventa elemento fondamentale per aiutare la persona sofferente a ripristinare il benessere.</p>
<p>Ricordo ancora, come già scritto, <em>che queste suddivisioni non classificano le persone ma aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</em></p>
<p>BREVE DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE</p>
<p>TIPOLOGIA CEREBRALE.</p>
<p>Il soggetto nella prima infanzia ha avuto l’impressione che il suo diritto di esistere fosse stato negato. Egli ha sviluppato quindi un’ansia particolarmente forte di essere accettato, di essere riconosciuto.</p>
<p>Senso ridotto della realtà. Raggelamento delle emozioni. Difficoltà ad esprimerle. Pensiero dissociato dal comportamento e dalle emozioni. Muscolature tesa e contratta. Persone razionali e intuitive.</p>
<p>La faccia può assomigliare a una maschera rigida e lo sguardo poco brillante, o assente, vuoto, scarsamente espressivo. Occhi piccoli, sfuggenti o freddi. Labbra strette e sottili. Forma corporea magra e contratta oppure minuta/contratta la parte alta e corpulenta/gonfia la parte bassa.</p>
<p>Le aree di maggior tensione si trovano alla base del cranio, nelle articolazioni, nei muscoli pelvici e nel diaframma. Le braccia possono ciondolare abbandonate lungo il corpo. Scarsa inspirazione d’aria che è accompagnata da una contrazione della cavità addominale.</p>
<p>Questa persona non è integrata con il suo corpo e vive continuamente una frattura tra la testa e il resto del corpo. Entrare in contatto con una personalità cerebrale non è facile se prima non si è stabilito un rapporto di fiducia. Questi soggetti hanno paura di entrare in contatto diretto con il proprio corpo a causa della sensazione conflittuale che tale contatto potrebbe risvegliare; ci vuole gradualità, per evitare che sia sopraffatto da emozioni così forti da non poter essere sopportate.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi nervoso – insonnia – allergie – spasmi – dismenorrea – coliti – cistite.</p>
<p>TIPOLOGIA DIPENDENTE.</p>
<p>Ha paura dell’isolamento, di essere abbandonato; tende ad avere un’inestinguibile sete di considerazione da parte degli altri. Ha difficoltà a reggersi in piedi, sia letteralmente che in senso metaforico. Tende ad appoggiarsi agli altri, non sa cavarsela da solo. Presenta un bisogno esagerato di contatto con gli altri da cui richiede calore ed aiuto. Può soffrire di un vuoto interiore.</p>
<p>Quel senso di vuoto può corrispondere alla sensazione di una “lunga attesa” frustrata. Il senso di privazione può essere dovuto alla mancanza di contatto con una figura materna sufficientemente affettuosa e protettiva.</p>
<p>Egli ha bisogno di essere circondato da un’attenzione calorosa che gli dia la sensazione di esistere e di essere considerato importante. Le sue richieste di amore tendono a essere illimitate. E’ soggetto a forti sbalzi d’umore, dalla depressione all’euforia.</p>
<p>Il corpo ha tendenza a curvarsi in avanti. Spesso ci sono dei segni d’immaturità fisica (corpo da ragazzino). E’ particolarmente debole nelle gambe e nelle braccia. E’ debole nel radicamento. Viso tondeggiante. Articolazioni deboli. Occhi grandi e teneri. Labbra morbide e rosee (a cuore). Spalle strette e spioventi. Forma corporea longilinea o arrotondata.</p>
<p>Deve recuperare la coscienza dei propri limiti anatomici, dei propri confini corporei per individuare dove incomincia il mondo esterno.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale medio-alta (irregolare nel tempo).</p>
<p>Braccia e gambe dovranno essere rinvigorite e l’energia dovrà discendere verso il basso: l&#8217;energia deve affluire verso mani e piedi e abbandonare le regioni del pensiero astratto.</p>
<p>Disturbi: stanchezza – depressione – disturbi respiratori – influenza – raffreddore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA SOTTOMESSA – COMPRESSA.</p>
<p>Il tipo sottomesso ha un atteggiamento di rinuncia all’affermazione dei propri diritti e necessità. La sua tendenza principale è la remissività. Persona che soffre e si lamenta ma essendo incapace di cambiare la situazione rimane remissiva.</p>
<p>Ad un livello più profondo sono nascoste tendenze e sentimenti di astio, ostilità e superiorità, ma il sottomesso ha paura di esternare questi sentimenti. La sua collera è così profonda che potrebbe manifestarsi in uno scoppio di aggressività dagli effetti dirompenti. Per questo motivo egli costruisce inconsciamente una struttura muscolare potente atta a ingabbiare la rabbia e l’aggressività.</p>
<p>La figura della madre è stata probabilmente soffocante (in particolare per il cibo e per l’evacuazione delle feci). Per questo il sottomesso è cresciuto col senso di essere schiacciato e di essere chiuso in trappola, che gli impedisce di sfogare la sua personalità. Sente di non essere mai stato libero di lasciarsi andare. Può essere che da bambino sia stato profondamente umiliato, talvolta con dei maltrattamenti fisici.</p>
<p>L’impressione generale della tipologia è di un corpo compresso.</p>
<p>Tende a piagnucolare e a lamentarsi per l’incapacità di liberare la tensione, cosa che gli procura la sensazione di esplodere. Al posto dell’aggressività, il compresso adotta un atteggiamento provocatorio; vuole impedire alla sua energia repressa di esplodere. La paura di una forte eccitazione genitale fa trattenere l’energia negli organi pelvici dove si blocca: tipico l’appiattimento delle natiche. L’energia non arriva pienamente nei punti periferici e si blocca a livello del collo, delle spalle e del bacino.</p>
<p>Rapporto con il corpo trascurato. Forma corporea robusta, compressa. Seno abbondante, tonico. Muscolatura abbondante. Spalle robuste. Peso medio-alto. Labbra chiuse e scure. Occhi normali o piccoli. Capelli robusti e grassi. Arti superiori robusti e forti. Arti inferiori tozzi e muscolosi.</p>
<p>Energia fisica alta; energia mentale media.</p>
<p>Questa tipologia dovrebbe osare ed esprimere in modo diretto le proprie necessità e far rifluire l&#8217;energia attraverso movimenti espressivi e liberatori.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ansia – dolori cervicali e lombari – emorroidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA DOMINANTE.</p>
<p>Ha un atteggiamento muscolare atto a respingere la paura del fallimento. Tale atteggiamento viene espresso rimanendo cronicamente in inspirazione (col petto alzato). Sente il bisogno di essere superiore a tutti in tutte le situazioni. Nega sentimenti ed emozioni. Investe energia sull’immagine da offrire al mondo esterno. Ha bisogno di dominare e controllare, di sentire che gli altri sono in suo potere.</p>
<p>Due diverse strutture caratteriali:</p>
<ul>
<li>dominante che aggredisce con prepotenza</li>
<li>dominante che ottiene il potere sugli altri attraverso la seduzione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impulso alla suzione è stato probabilmente inibito. Nella storia di questi individui generalmente c’è una figura parentale seducente che gli ha negato il suo amore costringendo il bambino a fingere di non provare per lei nessuna attenzione.</p>
<p>Il tipo dominante ha fame di potere a tal punto che quest’ultimo è diventato più importante del piacere.</p>
<p>Forma corporea espansa sopra, longilinea sotto; il seduttivo più uniformità sotto/sopra.</p>
<p>Forma del viso squadrata; il seduttivo squadrata ma morbida.</p>
<p>Occhi penetranti e duri; il seduttivo accattivanti e seduttivi.</p>
<p>Spalle larghe; il seduttivo ben conformate.</p>
<p>Torace gonfiato, atletico; il seduttivo, medio.</p>
<p>Punto vita sottile; il seduttivo ben disegnato.</p>
<p>Energia fisica medio/alta. Energia mentale alta.</p>
<p>La testa è sovraccarica di tensione: va ripristinato l’equilibrato fluire dell’energia bloccata nella parte alta del corpo, verso il basso.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi digestivi – mal di testa. Disturbi sessuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA RIGIDA.</p>
<p>Il tipo rigido sente il bisogno di controllare le proprie emozioni, di non lasciarsi coinvolgere in rapporti con gli altri. Il problema di questo carattere è la paura di doversi sottomettere, che per lui equivale alla morte. Tendenza al masochismo che si sforza di nascondere. Ambiziosi e attivi, vedono la passività come la possibilità di essere feriti. Sotto questo carattere rigido si possono trovare personalità fobiche e ossessive se la rigidità è molto forte. Questa tipologia ha una forte carica energetica che lo spinge ad affrontare la realtà ma non di viverla compiutamente. Sentono la forza dei sentimenti ma sono limitati nella possibilità di espressione.</p>
<p>Nell’infanzia di queste persone c’è l’inibizione a chiedere amore e a esprimere l’aggressività.</p>
<p>E’ come se fossero animati da un orgoglio troppo rigido per piegarsi. Tengono la testa sempre in posizione eretta e la schiena diritta: impressione di essere tutto d’un pezzo.</p>
<p>Struttura corporea ben proporzionata e armonica in tutte le sue parti. Forma del viso quadrata. Occhi pieni di luce carnagione con colore vivo. Questo carattere determina continua tensione dei muscoli lunghi del corpo.</p>
<p>Devono imparare a lasciarsi andare attraverso la respirazione che ristabilisce il fluire dell’energia. E’ anche necessario far accettare la possibilità di sconfitta come parte della vita, facendo imparare che il corpo può lasciarsi andare.</p>
<p>Energia fisica medio-alta; energia mentale medio-alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ipertensione – tachicardia – palpitazioni – vertigini – disturbi digestivi – gastrite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Lettura del corpo" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/">lettura del corpo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini</em></p>
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		<title>Lettura del corpo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come stai? Sto bene, grazie. Solamente dalle parole non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come stai? Sto bene, grazie.</p>
<p>Solamente dalle parole non si può capire se la persona dica o no la verità; spesso si dice quello che si vuole far credere.</p>
<p>Guardando però al linguaggio del corpo possiamo capire di più. Se la persona sta davvero bene, avrà un’espressione vivace, gli occhi luminosi, dei movimenti “vivi”, una voce vibrante, un portamento eretto. Il loro contrario o, ad esempio, una testa reclinata, le spalle curve, un torace incavato e un’andatura lenta riflettono sentimenti di pesantezza e frustrazione.</p>
<p>Molto spesso questi atteggiamenti che si assumono non sono il frutto di una situazione momentanea; sono il risultato di sentimenti predominanti che si sono espressi a lungo in una determinata postura, fino a diventare un’attitudine costante e un atteggiamento nei confronti della vita.</p>
<p>Secondo Lowen l’atteggiamento del corpo diventa per l’individuo la sua seconda natura e quindi parte del suo carattere.</p>
<p>Reich, psicanalista austriaco, fu il primo a prendere in considerazione l’identità funzionale tra psiche e corpo: identificò la corazza caratteriale e muscolare, cioè l’insieme di atteggiamenti tipici sviluppati dall’individuo, anche a livello corporeo, per bloccare le proprie emozioni, i propri desideri e le proprie sensazioni. Attraverso lo studio dei suoi casi, arrivò a capire che questa corazza era una forma di difesa che si era formata già nell’infanzia nel momento in cui era stata negata la soddisfazione di qualche impulso istintuale.</p>
<p>Reich comprese che ad una corazza psichica corrisponde una corazza somatica in quanto l’inibizione di emozioni si manifesta con crampi, tensioni e spasmi nel corpo.</p>
<p>Comprendendo come questi fossero meccanismi di protezione, la lettura del corpo divenne per Reich un modo per penetrare e comprendere il carattere e quindi la modalità con cui la persona reagisce agli eventi della vita, ovvero secondo il principio piacere-dispiacere.</p>
<p>Studiando i vari gruppi muscolari e gli organi che interagiscono nella manifestazione delle varie emozioni, Reich individua sette segmenti corporei dove nel tempo si struttura la corazza, o blocco energetico: segmento oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alexander Lowen, allievo di Reich, focalizzandosi sugli aspetti psichici e sulla loro espressione fisica, elabora la bionergetica, e concentra la sua attenzione sull’atteggiamento, sulla mimica, sulla gestualità, definendo una serie di esercizi fisici, respiratori e contatti corporei per realizzare un’integrazione tra corpo e mente.</p>
<p>Lo scopo è di rilassare la muscolatura, sciogliere i blocchi corporei, riportare in superficie le emozioni represse per restituire così al corpo e alla mente il normale flusso energetico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’orientamento di ogni individuo nella vita è di cercare il piacere e di sfuggire al dolore. Questa sequenza -ricerca del piacere-frustrazione–ansia–difesa– è uno schema che riassume i problemi che s’instaurano nella personalità. Più l’ansia è precoce e protratta nel tempo e più sono le difese che s’instaurano sia a livello psichico sia fisico andando a creare quelle tensioni muscolari che poi, divenute croniche e inconsce, formeranno una corazza caratteriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella persona sana ed equilibrata, psiche e corpo tendono a promuovere il benessere con scelte consapevoli; nella persona disturbata, queste due aree sono spesso in conflitto con la difficoltà a esprimere emozioni e sentimenti, limitando il benessere e la vitalità dell’organismo.</p>
<p>Ad esempio, se nell’infanzia un individuo si è visto negare la possibilità di chiedere aiuto, poiché segno di debolezza, svilupperà una serie di atteggiamenti, anche attraverso il controllo della muscolatura, con i quali si forzerà a dimostrarsi indipendente e autonomo e sceglierà solo quei rapporti dove tale autonomia è premiata.</p>
<p>All’inizio questo controllo di sé sarà consapevole e cosciente, al fine di evitare i problemi che l’hanno innescato, poi, ogni contrazione fisica diventerà cronica e anche a livello psichico l’emozione inizialmente e consapevolmente bloccata sarà inconsciamente inibita.</p>
<p>Questo fatto lo porterà nella vita a fare scelte che non lo espongano a situazioni che potrebbero fargli esprimere i sentimenti repressi, anche attraverso ulteriori difese come la negazione, la provocazione, la creazione di sensi di colpa, la malattia.</p>
<p>Lowen arrivò a definire e classificare cinque tipologie caratteriali con tendenze a sviluppare psicopatologie: schizoide, orale, psicopatico, masochista e rigido.</p>
<p>Francesco Padrini, ha ulteriormente ampliato e definito queste tipologie energetiche dando loro denominazioni diverse: cerebrale, dipendente, dominante, sottomessa e rigida.</p>
<p>Queste suddivisioni non classificano le persone ma ci aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Le cinque tipologie caratteriali" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/"><span id="sample-permalink" tabindex="-1"><span id="editable-post-name" title="Permalink temporaneo. Fare clic per modificare questa parte.">le-cinque tipologie caratteriali</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Senso di inferiorità, volontà di prestigio e integrazione sociale</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/senso-di-inferiorita-volonta-di-prestigio-e-integrazione-sociale/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Mar 2014 19:47:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[volontà]]></category>

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		<description><![CDATA[Il senso di inferiorità (che non è un complesso fintant [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Il senso di inferiorità (che non è un complesso fintanto che non sia chiaramente nevrotico) è universale. Tutti lo possediamo perché siamo esseri umani.<br />
L’evoluzione della civiltà deve essere intesa, in una certa misura, come una sorte di compensazione, l’esito del grande sforzo dell’umanità per avere ragione della propria inferiorità.<br />
Dal momento che tutti abbiamo un senso di inferiorità, non lo si deve considerare come qualcosa di anomalo in sé. Al contrario, insieme alla volontà di prestigio, ci fornisce la principale fonte di energia motivazionale.<br />
Il problema sta nell’utilizzare questa energia non in uno sforzo egocentrico che distrugge la compagine sociale, bensì in un impegno costruttivo che contribuisce al benessere degli altri.<br />
Ciò non toglie che un senso di inferiorità eccessivo porti a comportamenti nevrotici, perché viene dato all’io un desiderio di potere più forte del normale.<br />
Più ci si sente inferiori, più disperatamente si lotterà per ottenere il predominio.<br />
Il senso di inferiorità e la volontà di prestigio sono semplicemente due aspetti della stessa pulsione presente nell’individuo.<br />
Possiamo pertanto dedurre che dietro una smodata ambizione si nasconda un profondo (anche se inconscio) senso di inferiorità.<br />
Quello che viene chiamato “complesso di superiorità” è quindi semplicemente l’altra faccia di un sottostante senso di inferiorità: poiché l’io si sente inferiore, assume una speciale facciata di superiorità e si assicura che tutti lo notino.<br />
In questo schema l’altrui umiliazione equivale al proprio innalzamento.<br />
Ecco il piacere del pettegolezzo!<br />
Tutti abbiamo sentito la tendenza a sminuire gli altri per accrescere il nostro prestigio personale.<br />
L’individuo normale, tiene sotto controllo questa tendenza e mira ad orientare il suo sforzo verso un ambito sociale; il nevrotico invece, lo orienta in senso antisociale e usa gli altri come “gradini”, muovendo così la guerra proprio a quella struttura a cui deve la propria esistenza.<br />
Occorre differenziare la normale lotta per il potere da quella nevrotica. Una normale ambizione deriva dalla forza, che è una funzione naturale dell’essere vivente; l’ambizione nevrotica deriva dalla debolezza e dall’insicurezza e trae soddisfazione dalla svalutazione degli altri e dal dominio su di essi.</p>
<p>Ciò fa capire che per una vita sana occorre coraggio. Quando riusciamo a trovare il coraggio, ci liberiamo dalla coazione del senso di inferiorità e non sentiamo più il bisogno di lottare contro gli altri.<br />
La paura è una grande devastatrice dei rapporti umani.<br />
Secondo il sistema adleriano, i più importanti valori, oltre al coraggio, sono l’interesse sociale e la cooperazione.<br />
Attraverso un’espressione di sé socialmente costruttiva, gli individui sono in grado di diventare completi e realizzati.</p>
<p>Ma l’individualità, va forse contro l’integrazione sociale?<br />
Per vivere con chi ci sta accanto spesso occorre inibire certe espressioni di individualità ma ad un livello più profondo non esiste incompatibilità: noi siamo uniti agli altri anche dentro di noi.</p>
<p>Come counselor ho potuto verificare che quanto maggiore è l’integrazione sociale raggiunta dal cliente, tanto più nell’insieme, egli realizzerà l’individualità unica che gli è propria.<br />
Da questo principio della personalità, l’integrazione sociale, ricaviamo l’importanza per il counselor di aiutare i clienti ad accettare di buon grado la responsabilità sociale, dargli il coraggio che lo libererà dalla coazione del senso di inferiorità, e aiutarlo a orientare i suoi sforzi verso scopi socialmente costruttivi.</p>
<p><em>Liberamente tratto da L’arte del counseling – Rollo May</em></p>
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