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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; Emozioni</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>LE EMOZIONI, dominarle o farsi dominare? Parte 2</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Jun 2019 14:49:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando parliamo di emozioni, dominarle o farsi dominare, sono entrambi eccessi che determinano uno squilibrio nella nostra vita...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/emozioni.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1092" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/emozioni-300x277.jpg" alt="emozioni" width="300" height="277" /></a>Quando parliamo di emozioni, dominarle o farsi dominare, sono entrambi eccessi che determinano uno squilibrio nella nostra vita.</p>
<p>Che cos’è un’emozione? <strong>Le emozioni sono energia.</strong> La parola energia deriva dal latino, “emovère (ex = fuori + movere = muovere)”, che indica <strong>un movimento dall’interno verso l’esterno</strong>.</p>
<p>Già questo ci fa capire che è un’energia che nasce dentro di noi e tende ad andare verso l’esterno.</p>
<p><strong>Tecnicamente un’emozione è uno stato mentale fisiologico. Qualcosa che produce delle variazioni sia mentali sia fisiologiche.</strong></p>
<p><strong>Le emozioni hanno diverse componenti</strong> che agiscono più o meno simultaneamente e <strong>la prima componente è proprio la COMPONENTE FISIOLOGICA</strong>.</p>
<p>L’emozione la senti localizzata nel corpo e produce una sensazione fisica. Il cuore che batte, o una stretta allo stomaco, le gambe che ci tremano, un senso di costrizione al petto, che siano positive o negative, <strong>la prima reazione che ci fanno provare è una reazione fisica.</strong></p>
<p>Un’altra delle componenti delle emozioni è quella COGNITIVA, che è la valutazione della sensazione che sentiamo; quindi interviene il pensiero.</p>
<p>Poi c’è un componente COMPORTAMENTALE. Vuol dire che ogni azione mi spinge a compiere un’azione. Ogni emozione prepara un COMPORTAMENTO. Per esempio fuggire o aggredire. La modificazione fisiologica mi da l’energia che serve per quel comportamento.</p>
<p>Per ultimo ma non non per ultimo, c’è la componente COMUNICATIVA. Cioè l’emozione si fa riconoscere, soprattutto dalla mimica facciale. Paul Ekman ha dimostrato con i suoi studi che in tutto il mondo la mimica facciale per esprimere le emozioni primarie è la stessa. Perché questo? Perché le emozioni sono comunicazione immediata.</p>
<p>Quindi, meraviglia, <strong>in modo immediato</strong> (non mediato dal ragionamento) <strong>noi abbiamo un’attivazione fisiologica, una valutazione cognitiva, una risposta comportamentale e una comunicazione verso gli altri. </strong></p>
<p>Qual è il problema allora?<strong> E’ quando noi iniziamo il nostro gioco di potere con le emozioni, cioè cerchiamo di DOMINARLE. </strong>E loro cosa fanno? Più cerchi di dominarle e più loro ti dominano. Dominarle equivale a negarle o cercare di tenerle sotto controllo razionalmente.</p>
<p>Immaginate che una buona parte di noi abbia una pentola a pressione che non fa mai sfiatare, dove mette le emozioni che vuole controllare; dopo mesi o anni di vita apparentemente calma, vissuta nell’incapacità di esprimere le proprie emozioni, cosa potrà succedere? In questa società i sintomi tipici sempre più diffusi sono ansia e attacchi di panico.</p>
<p>Dall’altro lato la libertà emotiva di rispondere ad ogni stimolo, ad ogni emozione, sempre e comunque senza gestirle….anche questa non è una bella vita!</p>
<p>Quindi i due eccessi: FARSI DOMINARE DALLE EMOZIONI e CERCARE DI DOMINARLE, determina uno squilibrio nella nostra vita.</p>
<p>QUANDO SONO FUNZIONALI LE EMOZIONI?</p>
<p>Quando so GESTIRLE, che non vuol dire dominarle o reprimerle ma:</p>
<p style="text-align: center;">SENTIRLE</p>
<p style="text-align: center;">ACCOGLIERLE</p>
<p style="text-align: center;">RICONOSCERLE</p>
<p style="text-align: center;">TRASCENDERLE</p>
<p style="text-align: left;">Ovvero sentirle e lasciare che quell’energia mi attraversi senza che mi conduca ad agire il solito comportamento. Vivere un’emozione non significa dargli un’espressione comportamentale tipica di quell’emozione.</p>
<p>Es. paura = fuga  &#8211;   rabbia = aggressività</p>
<p><strong><u>Tanti sono i problemi con le emozioni ma due sono molto importanti:</u></strong></p>
<p><strong><u>NON RICONOSCERLE:</u></strong>  Non potendo avere una valutazione cognitiva di ciò che non so cosa sia, qualunque sia la mia emozione, finisce che sfocia nella paura o nel terrore.</p>
<p>Il secondo errore è quello di <strong><u>AVERE UNA SOLA RISPOSTA COMPORTAMENTALE:</u></strong><u></u> avere cioè un unico modo di chiudere il processo di quell’emozione.</p>
<p>Bene, di emozioni parleremo ancora, per ora fermiamoci qua. Alla prossima <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Sai gestire le tue emozioni? Riflettiamo. Parte 1</title>
		<link>https://www.ritrovareilsorriso.it/gestire-le-emozioni-parte-1/</link>
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		<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 07:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Di seguito vengono fornite una serie di domande che servono per promuovere una riflessione personale. PRIMA RIFLESSIONE
Ti chiedo di prenderti 10 minuti solo tuoi e con carta e penna scrivi le emozioni che...]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/clamp-clips-close-up-160824.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1081" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/clamp-clips-close-up-160824-300x152.jpg" alt="clamp-clips-close-up-160824" width="300" height="152" /></a>Di seguito vengono fornite una serie di domande che servono per promuovere una riflessione personale.</p>
<p><strong>PRIMA RIFLESSIONE</strong></p>
<p>Ti chiedo di prenderti 10 minuti solo tuoi e con carta e penna scrivi le emozioni che prevalentemente provi.</p>
<p>Rivedi un po&#8217; le tue giornate e vedi quali sono le emozioni che tendenzialmente provi.</p>
<p><strong>SECONDA RIFLESSIONE </strong></p>
<p>Quindi ti invito a pensare quali sono le persone, le situazioni, i luoghi, i tempi in cui tu sperimenti queste emozioni. Quali sono le situazioni scatenanti per te?</p>
<p><strong>TERZA RIFLESSIONE </strong></p>
<p>Quando hai rintracciato e scritto le situazioni che scatenano in te delle emozioni specifiche, avrai probabilmente attribuito la responsabilità, e probabilmente anche la colpa delle tue emozioni a persone o situazioni esterne; ora devi modificare queste frasi scrivendole in modo leggermente diverso, anzi, sostanzialmente diverso.</p>
<p>La nuova frase dovrà innanzitutto iniziare con “quando” e individuare solo la specifica situazione, momento, e poi individuare il comportamento preciso e finire con: “io provo la specifica emozione”.</p>
<p>Esempio: se la frase è “mio marito mi fa arrabbiare”, diventa “quando mio marito alza la voce io provo rabbia”.</p>
<p>La differenza è abissale perché dire che mio marito mi fa arrabbiare significa dire che io non posso farci nulla, è lui che mi fa arrabbiare. O lui cambia atteggiamento oppure io non posso fare altro, non posso che provare rabbia. Dire invece che quando alza la voce io reagisco con rabbia, significa acquisire potere e capire che quando lui alza la voce io posso reagire anche in maniera diversa, con un’altra emozione. Sono io il responsabile delle mie reazioni.</p>
<p><strong>QUARTA RIFLESSIONE </strong></p>
<p>Ora poniti la domanda, per ognuna delle situazioni individuate: &#8220;Da oggi, come mi piacerebbe reagire quando accade questa cosa?&#8221;<strong><br />
</strong></p>
<p>Esempio: <strong>Quando mio padre alza la voce, da oggi come voglio reagire? Finora ho reagito con rabbia, da oggi, voglio…</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ecco cosa significa prendersi la responsabilità dei propri stati, della propria vita. Ti invito quindi a passare alla pratica, a fare più volte gli esercizi, e farlo per ogni situazione in cui ti senti “vittima” degli eventi o di persone esterne.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Esercizio di visualizzazione: </strong>dopo esserti rilassata profondamente, visualizza il comportamento che da oggi vuoi assumere e percepisci la nuova emozione relativa.</p>
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		<title>Ben Essere: “Come sto?”</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Jun 2019 13:05:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[Ti è mai capitato di sentire che non stai proprio male ma che vuoi e puoi stare meglio di come stai, però di non sapere come e cosa fare?
Tutti vogliono migliorare il proprio benessere ma a volte sappiamo praticamente cosa fare per migliorarlo.
Troppo spesso pensiamo al benessere come assenza di malattia, e questo è un grande errore.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/ben-essere.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1076" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2019/06/ben-essere-300x282.jpg" alt="ben essere" width="300" height="282" /></a>Ti è mai capitato di sentire che non stai proprio male ma che vuoi e puoi stare meglio di come stai, però di non sapere come e cosa fare?</p>
<p>Tutti vogliono migliorare il proprio benessere ma a volte sappiamo praticamente cosa fare per migliorarlo.</p>
<p><strong>Troppo spesso pensiamo al benessere come assenza di malattia</strong>, e questo è un grande errore.</p>
<p>La definizione proposta all’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, coinvolge ben cinque aree diverse della nostra vita : <strong>“Il benessere è lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il potenziale personale nella società.” </strong></p>
<p>Quindi:<strong> <u>stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale</u>. </strong></p>
<p>Ora, se &#8220;uno&#8221; è il minimo e &#8220;dieci&#8221; il massimo, in questo momento della tua vita, dove sei posizionato/a per ognuna di queste aree? Fatto?</p>
<p>Ora il passo successivo è capire che non è molto importante avere un alto grado di benessere in una o in alcune di queste aree<strong>, </strong><u>ma di armonizzarle</u>. E qui si apre una riflessione molto importante su un concetto che troppe volte ci sfugge: <strong><u>noi siamo un sistema, cioè un insieme di parti che interagiscono tra di loro e se cambi una singola parte non può che cambiare il tutto</u></strong><u>.</u></p>
<p>Infatti, il nostro modo di pensare determina il mio modo di vivere le emozioni; la nostra spiritualità determina il nostro modo di pensare e di vedere la vita e gli altri; le nostre emozioni influenzano e determinano lo stato fisico, e tutte assieme determinano il nostro modo di relazionarmi agli altri.</p>
<p>Questo è fondamentale perché siamo abituati a pensare che tutte queste parti siano assolutamente indipendenti.</p>
<p>Ora chiediti semplicemente quanto tempo e quante energie stai dedicando ad ogni singola area della tua vita ed infine, chiediti per ogni cosa che fai, quanto realmente questo sta contribuendo al tuo benessere.</p>
<p>Distingui fra le cose che contribuiscono realmente al tuo benessere e quelle che invece sono diventate abitudini, automatismi, cose che ripeti senza nemmeno sapere perché.</p>
<p>Riportare equilibrio nella nostra vita e liberarsi di tutto ciò che invece di agevolare il nostro cammino, è un peso che rende difficile il nostro benessere è un grande inizio per portare reali cambiamenti alla vita.</p>
<p>Buon cammino!</p>
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		<title>Superare gli ostacoli, riappropriarsi della felicità</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Mar 2019 08:59:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1059" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2017/03/POTERE-FELICITA-300x297.jpg" alt="POTERE-FELICITA" width="300" height="297" /></a></p>
<p>Se vogliamo che un sogno si trasformi in realtà, ci vuole ben di più che sognare, e non può essere una fuga dalla realtà. La mente deve focalizzarsi in modo speciale usando il potere dell’intenzione.</p>
<p>Ciò a cui presti attenzione, crescerà, e se l’attenzione è focalizzata dal nostro vero sé, possiamo attrarre a noi ogni cosa. Le nostre intenzioni possono fluire dal nostro vero sé per trovare soddisfazione in ogni area della nostra vita.</p>
<p>Di solito le persone spendono un sacco di tempo e di energia per fare in modo che i loro desideri si realizzino, ma quello che realmente dà ad ogni desiderio il suo potere, è quanto sia fortemente connesso con la base dell’essere, il vero sé.</p>
<p>Il segreto delle antiche tradizioni di saggezza al mondo è che ogni singolo desiderio, non importa quanto piccolo, lavori per un unico fine, renderci più completi. Soltanto sentendoci integri e completi ci sentiremo soddisfatti. Tramite la meditazione entriamo in contatto con il desiderio primario della completezza, della felicità e della libertà.</p>
<p>Ci sono cose che intralciano la manifestazione del desiderio per ognuno di noi. Ansia, depressione, bassa autostima, relazioni tossiche… sotto l’influenza di queste cose il desiderio non fluisce in modo naturale, resta invischiato in problemi personali, dubbi, e complicazioni.</p>
<p>Altri ostacoli sono tutte le convinzioni profonde che lavorano contro di noi. Se siamo convinti che la vita debba essere una lotta, che le cose siano girate contro di noi, o che i desideri non possano avverarsi automaticamente, è molto difficile manifestare quello che vogliamo. Il nostro scetticismo andrà a creare un conflitto interiore. E’ quindi importante cominciare ad affrontare questi ostacoli, pur sapendo che non abbiamo bisogno di essere perfetti per manifestare i nostri desideri.</p>
<p>I desideri che vengono da una mente agitata, preoccupata e confusa, lotteranno per essere soddisfatti. Nella meditazione espandiamo la nostra consapevolezza; più questo accade e meno sforzo viene speso per produrre intenzioni che hanno successo. Dobbiamo permettere alle nostre intenzioni di fluire dal silenzio.</p>
<p>La società offre vari modi per migliorare le capacità di far sì che un desiderio diventi realtà: lavorare più duro, non mollare, seguire la propria passione… e così via. Ci sono anche vantaggi di cui non si parla, come nascere con un alto quoziente intellettivo o nell’agiatezza, che sono benefici solo per pochi; ma le tradizioni di saggezza guardano ad altro per il segreto di manifestare ciò che vuoi. La chiave è aumentare la consapevolezza, e questo fortunatamente è un percorso aperto a tutti.</p>
<p>Aumentando la consapevolezza, vedi in automatico più possibilità e ti si presentano soluzioni inaspettate. Non sei ristretto dai condizionamenti del passato, dai traumi e dai ricordi dolorosi. Ti alzi al di sopra del livello del problema, fino al livello della soluzione.</p>
<p>Nel quinto incontro del corso di visualizzazioni meditative che sto tenendo, è quello che viene fatto. Contattiamo la mente silenziosa, il luogo in cui sono contenute tutte le possibilità sotto forma di semi, per far emergere le soluzioni agli ostacoli che in quel momento possono influenzare il libero fluire delle energie.</p>
<p>Se sei interessato ad iscriverti ad un prossimo corso di visualizzazioni meditative o vuoi informazioni,</p>
<p>scrivimi l.schiona@gmail.com</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sette punti sulla PAURA</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2016 14:18:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Crisi]]></category>
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		<description><![CDATA[La paura è una sentinella, ha lo scopo importante di pr [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La paura è una sentinella, ha lo scopo importante di predisporci a reagire prontamente davanti a un pericolo; ma se non se ne va e la persona continua a focalizzarsi solo sul pericolo togliendosi così la libertà di vivere?</p>
<p>Quando si ha paura i pensieri negativi sorgono automatici e l’attenzione si focalizza solo su notizie e memorie che sembrano confermare l’evento temuto.</p>
<p>Paura e ansia si intrecciano e nasce la tendenza a fare previsioni catastrofiche, inevitabili, irreparabili.</p>
<p>Diventa difficile elaborare scenari alternativi.</p>
<p>Questo restringe il campo di azione e impedisce la verifica delle credenze negative, la messa in atto di azioni volte a fronteggiare la situazione, e anche a sapere cosa fare nel caso in cui il così temuto evento si dovesse realmente verificare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa fare quindi? Umilmente suggerisco sette punti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>1 &#8211; Un aiuto prima di tutto ci viene dalla natura con i suoi Fiori di Bach, australiani ecc. ma anche dall’omeopatia, che possono ridurre ansia e paura;</p>
<p>2 – poi, da soli o con un aiuto, è necessario elaborare quanto è successo per definire nuove strategie mentali e comportamentali. L’ansiogeno “ignoto” deve diventare il “sapere cosa fare” per fronteggiare la difficile situazione contando anche sulle proprie risorse disponibili.</p>
<p>3 – la paura di solito è “un gomitolo” di paure: vediamo di prenderle in esame ad una ad una; diventano più risolvibili.</p>
<p>4 – una soluzione per incanalare positivamente l’energia della paura potrebbe anche essere il promuovere comportamenti attivi come assistenza e volontariato alle persone che hanno più bisogno di noi.</p>
<p>5 – la respirazione è la cerniera che divide il nostro mondo fisico da quello psichico: impariamo a osservare e a guidare il nostro respiro. Questo predispone alla calma.</p>
<p>6 – e se l’onda di paura arriva…non fuggiamo, rimaniamo lì, ascoltiamola senza volerla trattenere. Come un bimbo piangente ha bisogno di essere accolta e consolata. E’ un’onda, poi scende.</p>
<p>7 – ultimo, ma non ultimo, è di grande importanza l’aver acquisito la capacità di dominare la mente. Incominciamo subito, i sistemi possono essere molti e diversi; per me, la madre di tutte le tecniche è la meditazione. Quello che ci dona non è solo il dominio delle nostre emozioni ma anche la scoperta di noi stessi, dello scopo del nostro esistere, e della contestualizzazione con tutte le cose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una sana preoccupazione predispone ad un attivo cambiamento, rimanere invece incastrati nei pensieri negativi porta all’incapacità di agire e a invalidare la propria vita.</p>
<p>Insicurezza, paura, instabilità, impermanenza, morte, sono tutte maestre per chi vuole penetrare la Verità e scoprire l’Amore.</p>
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		<title>Le feste natalizie&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2015 10:14:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il periodo delle feste natalizie qualche volta porta co [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2016/02/natale_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-873" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2016/02/natale_n-300x212.jpg" alt="natale_n" width="300" height="212" /></a>Il periodo delle feste natalizie qualche volta porta con sé nostalgia, tristezza, solitudine o il riaccendersi di dissidi familiari. Fuggite da tutto questo, è veleno! Non nutritelo, impegnatevi a combatterlo anche con un&#8217;arma potente, il ridere di noi, con noi, con tutti. Anche se all&#8217;inizio sarà forzato&#8230;.ridete, sorridete&#8230;e amate!&#8230;c&#8217;è bisogno di voi, c&#8217;è bisogno di tutti per rendere migliore la vita</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Gioia e tristezza</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2014 12:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando siamo nella gioia, è come essere in cima alla mo [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Quando siamo nella gioia, è come essere in cima alla montagna e guardare ogni cosa dall&#8217;alto; tutto ci sembra bello e giusto. Sorridiamo dentro di noi anche senza apparente motivo. Poi succede qualcosa, spesso nemmeno sappiamo cosa, un&#8217;emozione disturbante entra in noi e ci troviamo di nuovo ai piedi della montagna. Risalire può sembrare difficile, avvilente, ed è più facile lasciarsi andare allo sconforto, all’inerzia. Il lamento diventa quasi un coccolarci. È qui che le brutte abitudini si insinuano facilmente.</p>
<p>In questi momenti può essere essenziale ripercorrere velocemente indietro il fiume delle nostre emozioni per capire cosa si è insinuato in noi, tanto da farci precipitare.</p>
<p>A volte è stato un gesto, un pensiero, una frase, qualcosa che ha fatto leva su una nostra paura, o su un nostro bisogno trascurato.</p>
<p>Capirlo, riconoscerlo, è come accogliere tra le nostre braccia un bambino piangente che ha bisogno di essere ascoltato, consolato, guidato. Parlare con questo nostro bambino interiore cambia la vibrazione dei nostri pensieri: da “vittime” torniamo ad essere i &#8220;gestori&#8221; della situazione.</p>
<p>E cosa succede se non riusciamo a capire il motivo per cui siamo entrati nella tristezza?</p>
<p>Quando la casa brucia, la prima cosa da fare è fuggire fuori; le domande sul perché dell’incendio le faremo dopo. Può essere che ci attardiamo un poco e ci lasciamo andare a un pianto, ma poi dobbiamo uscire. Rimanere dentro non ci aiuta, non ci serve, e corriamo il rischio di non essere più capaci di uscire da soli.</p>
<p>Patanjali nei suoi Yoga Sutra scrive: “Un pensiero disturbante? Poniti nel suo contrario.&#8221; Significa che un’emozione forte può essere contrastata solo con un’emozione altrettanto forte e contraria; quindi cerchiamo di rievocare qualcosa di gioioso, spostiamo i nostri pensieri su qualche cosa di bello, di elevato; cantiamo, anche se non ne abbiamo voglia, finché sentiamo che il lamento è diventato un canto.  La lettura di testi ispiranti, la meditazione o la contemplazione sono ottimi strumenti. Oppure andiamo a correre, stiamo in compagnia di persone positive, e in seguito parliamo con qualcuno che possa aiutarci.</p>
<p>In ogni caso, iniziamo da subito a ringraziare per ogni cosa che ci circonda. La gratitudine è l’antidoto per eccellenza della tristezza e della depressione. Non si può essere nella tristezza se siamo grati, e abbiamo sempre qualcosa per cui ringraziare. Anche se il problema che ci affligge è grande, ricordiamoci che è temporaneo e se lo trattiamo come un segnale, anch’esso è un veicolo per aiutarci a guadagnare nuovi e più alti livelli di comprensione, e quindi di felicità.</p>
<p>Il dono più grande che possiamo conquistare è la comprensione del chi siamo, del perché siamo qui e del dove dobbiamo arrivare. Questa è il mio parere.</p>
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		<title>Le cinque tipologie caratteriali</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 16:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conoscersi]]></category>
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		<description><![CDATA[In bioenergetica le differenti strutture caratteriali v [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>In bioenergetica le differenti strutture caratteriali vengono suddivise in cinque tipologie che presentano, come già detto dell’articolo precedente, diversi ingorghi energetici a diversi livelli del corpo, somatizzati sotto forma di tensioni croniche. L’analisi bioenergetica, ovvero la lettura del corpo, diventa elemento fondamentale per aiutare la persona sofferente a ripristinare il benessere.</p>
<p>Ricordo ancora, come già scritto, <em>che queste suddivisioni non classificano le persone ma aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</em></p>
<p>BREVE DESCRIZIONE DELLE TIPOLOGIE</p>
<p>TIPOLOGIA CEREBRALE.</p>
<p>Il soggetto nella prima infanzia ha avuto l’impressione che il suo diritto di esistere fosse stato negato. Egli ha sviluppato quindi un’ansia particolarmente forte di essere accettato, di essere riconosciuto.</p>
<p>Senso ridotto della realtà. Raggelamento delle emozioni. Difficoltà ad esprimerle. Pensiero dissociato dal comportamento e dalle emozioni. Muscolature tesa e contratta. Persone razionali e intuitive.</p>
<p>La faccia può assomigliare a una maschera rigida e lo sguardo poco brillante, o assente, vuoto, scarsamente espressivo. Occhi piccoli, sfuggenti o freddi. Labbra strette e sottili. Forma corporea magra e contratta oppure minuta/contratta la parte alta e corpulenta/gonfia la parte bassa.</p>
<p>Le aree di maggior tensione si trovano alla base del cranio, nelle articolazioni, nei muscoli pelvici e nel diaframma. Le braccia possono ciondolare abbandonate lungo il corpo. Scarsa inspirazione d’aria che è accompagnata da una contrazione della cavità addominale.</p>
<p>Questa persona non è integrata con il suo corpo e vive continuamente una frattura tra la testa e il resto del corpo. Entrare in contatto con una personalità cerebrale non è facile se prima non si è stabilito un rapporto di fiducia. Questi soggetti hanno paura di entrare in contatto diretto con il proprio corpo a causa della sensazione conflittuale che tale contatto potrebbe risvegliare; ci vuole gradualità, per evitare che sia sopraffatto da emozioni così forti da non poter essere sopportate.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi nervoso – insonnia – allergie – spasmi – dismenorrea – coliti – cistite.</p>
<p>TIPOLOGIA DIPENDENTE.</p>
<p>Ha paura dell’isolamento, di essere abbandonato; tende ad avere un’inestinguibile sete di considerazione da parte degli altri. Ha difficoltà a reggersi in piedi, sia letteralmente che in senso metaforico. Tende ad appoggiarsi agli altri, non sa cavarsela da solo. Presenta un bisogno esagerato di contatto con gli altri da cui richiede calore ed aiuto. Può soffrire di un vuoto interiore.</p>
<p>Quel senso di vuoto può corrispondere alla sensazione di una “lunga attesa” frustrata. Il senso di privazione può essere dovuto alla mancanza di contatto con una figura materna sufficientemente affettuosa e protettiva.</p>
<p>Egli ha bisogno di essere circondato da un’attenzione calorosa che gli dia la sensazione di esistere e di essere considerato importante. Le sue richieste di amore tendono a essere illimitate. E’ soggetto a forti sbalzi d’umore, dalla depressione all’euforia.</p>
<p>Il corpo ha tendenza a curvarsi in avanti. Spesso ci sono dei segni d’immaturità fisica (corpo da ragazzino). E’ particolarmente debole nelle gambe e nelle braccia. E’ debole nel radicamento. Viso tondeggiante. Articolazioni deboli. Occhi grandi e teneri. Labbra morbide e rosee (a cuore). Spalle strette e spioventi. Forma corporea longilinea o arrotondata.</p>
<p>Deve recuperare la coscienza dei propri limiti anatomici, dei propri confini corporei per individuare dove incomincia il mondo esterno.</p>
<p>Energia fisica scarsa; energia mentale medio-alta (irregolare nel tempo).</p>
<p>Braccia e gambe dovranno essere rinvigorite e l’energia dovrà discendere verso il basso: l&#8217;energia deve affluire verso mani e piedi e abbandonare le regioni del pensiero astratto.</p>
<p>Disturbi: stanchezza – depressione – disturbi respiratori – influenza – raffreddore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA SOTTOMESSA – COMPRESSA.</p>
<p>Il tipo sottomesso ha un atteggiamento di rinuncia all’affermazione dei propri diritti e necessità. La sua tendenza principale è la remissività. Persona che soffre e si lamenta ma essendo incapace di cambiare la situazione rimane remissiva.</p>
<p>Ad un livello più profondo sono nascoste tendenze e sentimenti di astio, ostilità e superiorità, ma il sottomesso ha paura di esternare questi sentimenti. La sua collera è così profonda che potrebbe manifestarsi in uno scoppio di aggressività dagli effetti dirompenti. Per questo motivo egli costruisce inconsciamente una struttura muscolare potente atta a ingabbiare la rabbia e l’aggressività.</p>
<p>La figura della madre è stata probabilmente soffocante (in particolare per il cibo e per l’evacuazione delle feci). Per questo il sottomesso è cresciuto col senso di essere schiacciato e di essere chiuso in trappola, che gli impedisce di sfogare la sua personalità. Sente di non essere mai stato libero di lasciarsi andare. Può essere che da bambino sia stato profondamente umiliato, talvolta con dei maltrattamenti fisici.</p>
<p>L’impressione generale della tipologia è di un corpo compresso.</p>
<p>Tende a piagnucolare e a lamentarsi per l’incapacità di liberare la tensione, cosa che gli procura la sensazione di esplodere. Al posto dell’aggressività, il compresso adotta un atteggiamento provocatorio; vuole impedire alla sua energia repressa di esplodere. La paura di una forte eccitazione genitale fa trattenere l’energia negli organi pelvici dove si blocca: tipico l’appiattimento delle natiche. L’energia non arriva pienamente nei punti periferici e si blocca a livello del collo, delle spalle e del bacino.</p>
<p>Rapporto con il corpo trascurato. Forma corporea robusta, compressa. Seno abbondante, tonico. Muscolatura abbondante. Spalle robuste. Peso medio-alto. Labbra chiuse e scure. Occhi normali o piccoli. Capelli robusti e grassi. Arti superiori robusti e forti. Arti inferiori tozzi e muscolosi.</p>
<p>Energia fisica alta; energia mentale media.</p>
<p>Questa tipologia dovrebbe osare ed esprimere in modo diretto le proprie necessità e far rifluire l&#8217;energia attraverso movimenti espressivi e liberatori.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ansia – dolori cervicali e lombari – emorroidi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA DOMINANTE.</p>
<p>Ha un atteggiamento muscolare atto a respingere la paura del fallimento. Tale atteggiamento viene espresso rimanendo cronicamente in inspirazione (col petto alzato). Sente il bisogno di essere superiore a tutti in tutte le situazioni. Nega sentimenti ed emozioni. Investe energia sull’immagine da offrire al mondo esterno. Ha bisogno di dominare e controllare, di sentire che gli altri sono in suo potere.</p>
<p>Due diverse strutture caratteriali:</p>
<ul>
<li>dominante che aggredisce con prepotenza</li>
<li>dominante che ottiene il potere sugli altri attraverso la seduzione.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’impulso alla suzione è stato probabilmente inibito. Nella storia di questi individui generalmente c’è una figura parentale seducente che gli ha negato il suo amore costringendo il bambino a fingere di non provare per lei nessuna attenzione.</p>
<p>Il tipo dominante ha fame di potere a tal punto che quest’ultimo è diventato più importante del piacere.</p>
<p>Forma corporea espansa sopra, longilinea sotto; il seduttivo più uniformità sotto/sopra.</p>
<p>Forma del viso squadrata; il seduttivo squadrata ma morbida.</p>
<p>Occhi penetranti e duri; il seduttivo accattivanti e seduttivi.</p>
<p>Spalle larghe; il seduttivo ben conformate.</p>
<p>Torace gonfiato, atletico; il seduttivo, medio.</p>
<p>Punto vita sottile; il seduttivo ben disegnato.</p>
<p>Energia fisica medio/alta. Energia mentale alta.</p>
<p>La testa è sovraccarica di tensione: va ripristinato l’equilibrato fluire dell’energia bloccata nella parte alta del corpo, verso il basso.</p>
<p>Tendenza alle malattie: disturbi digestivi – mal di testa. Disturbi sessuali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>TIPOLOGIA RIGIDA.</p>
<p>Il tipo rigido sente il bisogno di controllare le proprie emozioni, di non lasciarsi coinvolgere in rapporti con gli altri. Il problema di questo carattere è la paura di doversi sottomettere, che per lui equivale alla morte. Tendenza al masochismo che si sforza di nascondere. Ambiziosi e attivi, vedono la passività come la possibilità di essere feriti. Sotto questo carattere rigido si possono trovare personalità fobiche e ossessive se la rigidità è molto forte. Questa tipologia ha una forte carica energetica che lo spinge ad affrontare la realtà ma non di viverla compiutamente. Sentono la forza dei sentimenti ma sono limitati nella possibilità di espressione.</p>
<p>Nell’infanzia di queste persone c’è l’inibizione a chiedere amore e a esprimere l’aggressività.</p>
<p>E’ come se fossero animati da un orgoglio troppo rigido per piegarsi. Tengono la testa sempre in posizione eretta e la schiena diritta: impressione di essere tutto d’un pezzo.</p>
<p>Struttura corporea ben proporzionata e armonica in tutte le sue parti. Forma del viso quadrata. Occhi pieni di luce carnagione con colore vivo. Questo carattere determina continua tensione dei muscoli lunghi del corpo.</p>
<p>Devono imparare a lasciarsi andare attraverso la respirazione che ristabilisce il fluire dell’energia. E’ anche necessario far accettare la possibilità di sconfitta come parte della vita, facendo imparare che il corpo può lasciarsi andare.</p>
<p>Energia fisica medio-alta; energia mentale medio-alta.</p>
<p>Tendenza alle malattie: ipertensione – tachicardia – palpitazioni – vertigini – disturbi digestivi – gastrite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Lettura del corpo" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/lettura-del-corpo/">lettura del corpo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini</em></p>
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		<title>Lettura del corpo</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2014 15:14:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come stai? Sto bene, grazie. Solamente dalle parole non [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Come stai? Sto bene, grazie.</p>
<p>Solamente dalle parole non si può capire se la persona dica o no la verità; spesso si dice quello che si vuole far credere.</p>
<p>Guardando però al linguaggio del corpo possiamo capire di più. Se la persona sta davvero bene, avrà un’espressione vivace, gli occhi luminosi, dei movimenti “vivi”, una voce vibrante, un portamento eretto. Il loro contrario o, ad esempio, una testa reclinata, le spalle curve, un torace incavato e un’andatura lenta riflettono sentimenti di pesantezza e frustrazione.</p>
<p>Molto spesso questi atteggiamenti che si assumono non sono il frutto di una situazione momentanea; sono il risultato di sentimenti predominanti che si sono espressi a lungo in una determinata postura, fino a diventare un’attitudine costante e un atteggiamento nei confronti della vita.</p>
<p>Secondo Lowen l’atteggiamento del corpo diventa per l’individuo la sua seconda natura e quindi parte del suo carattere.</p>
<p>Reich, psicanalista austriaco, fu il primo a prendere in considerazione l’identità funzionale tra psiche e corpo: identificò la corazza caratteriale e muscolare, cioè l’insieme di atteggiamenti tipici sviluppati dall’individuo, anche a livello corporeo, per bloccare le proprie emozioni, i propri desideri e le proprie sensazioni. Attraverso lo studio dei suoi casi, arrivò a capire che questa corazza era una forma di difesa che si era formata già nell’infanzia nel momento in cui era stata negata la soddisfazione di qualche impulso istintuale.</p>
<p>Reich comprese che ad una corazza psichica corrisponde una corazza somatica in quanto l’inibizione di emozioni si manifesta con crampi, tensioni e spasmi nel corpo.</p>
<p>Comprendendo come questi fossero meccanismi di protezione, la lettura del corpo divenne per Reich un modo per penetrare e comprendere il carattere e quindi la modalità con cui la persona reagisce agli eventi della vita, ovvero secondo il principio piacere-dispiacere.</p>
<p>Studiando i vari gruppi muscolari e gli organi che interagiscono nella manifestazione delle varie emozioni, Reich individua sette segmenti corporei dove nel tempo si struttura la corazza, o blocco energetico: segmento oculare, orale, cervicale, toracico, diaframmatico, addominale e pelvico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alexander Lowen, allievo di Reich, focalizzandosi sugli aspetti psichici e sulla loro espressione fisica, elabora la bionergetica, e concentra la sua attenzione sull’atteggiamento, sulla mimica, sulla gestualità, definendo una serie di esercizi fisici, respiratori e contatti corporei per realizzare un’integrazione tra corpo e mente.</p>
<p>Lo scopo è di rilassare la muscolatura, sciogliere i blocchi corporei, riportare in superficie le emozioni represse per restituire così al corpo e alla mente il normale flusso energetico.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’orientamento di ogni individuo nella vita è di cercare il piacere e di sfuggire al dolore. Questa sequenza -ricerca del piacere-frustrazione–ansia–difesa– è uno schema che riassume i problemi che s’instaurano nella personalità. Più l’ansia è precoce e protratta nel tempo e più sono le difese che s’instaurano sia a livello psichico sia fisico andando a creare quelle tensioni muscolari che poi, divenute croniche e inconsce, formeranno una corazza caratteriale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nella persona sana ed equilibrata, psiche e corpo tendono a promuovere il benessere con scelte consapevoli; nella persona disturbata, queste due aree sono spesso in conflitto con la difficoltà a esprimere emozioni e sentimenti, limitando il benessere e la vitalità dell’organismo.</p>
<p>Ad esempio, se nell’infanzia un individuo si è visto negare la possibilità di chiedere aiuto, poiché segno di debolezza, svilupperà una serie di atteggiamenti, anche attraverso il controllo della muscolatura, con i quali si forzerà a dimostrarsi indipendente e autonomo e sceglierà solo quei rapporti dove tale autonomia è premiata.</p>
<p>All’inizio questo controllo di sé sarà consapevole e cosciente, al fine di evitare i problemi che l’hanno innescato, poi, ogni contrazione fisica diventerà cronica e anche a livello psichico l’emozione inizialmente e consapevolmente bloccata sarà inconsciamente inibita.</p>
<p>Questo fatto lo porterà nella vita a fare scelte che non lo espongano a situazioni che potrebbero fargli esprimere i sentimenti repressi, anche attraverso ulteriori difese come la negazione, la provocazione, la creazione di sensi di colpa, la malattia.</p>
<p>Lowen arrivò a definire e classificare cinque tipologie caratteriali con tendenze a sviluppare psicopatologie: schizoide, orale, psicopatico, masochista e rigido.</p>
<p>Francesco Padrini, ha ulteriormente ampliato e definito queste tipologie energetiche dando loro denominazioni diverse: cerebrale, dipendente, dominante, sottomessa e rigida.</p>
<p>Queste suddivisioni non classificano le persone ma ci aiutano a capire le tipologie difensive; inoltre, poiché ogni individuo ha una propria e unica modalità di esprimere le proprie difese sia a livello fisico che psichico, non esiste un tipo caratteriale puro ma sarà sempre una combinazione di due o più tipologie dove una potrebbe essere dominante sulle altre.</p>
<p>Leggi articolo correlato: <a title="Le cinque tipologie caratteriali" href="http://www.ritrovareilsorriso.it/le-cinque-tipologie-caratteriali/"><span id="sample-permalink" tabindex="-1"><span id="editable-post-name" title="Permalink temporaneo. Fare clic per modificare questa parte.">le-cinque tipologie caratteriali</span></span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Liberamente tratto da “il linguaggio segreto del corpo e del volto” di Francesco Padrini<br />
</em></p>
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		<title>Riflessione sull&#8217;infelicità</title>
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		<pubDate>Thu, 29 May 2014 14:01:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Emozioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Se abbiamo mal di pancia, non andiamo a mangiare tutto  [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Se abbiamo mal di pancia, non andiamo a mangiare tutto quello che ci dà piacere per farcela passare; cercheremo e cureremo la causa. Similmente, se siamo infelici, non serve rincorrere ogni cosa ci dia piacere (il beneficio sarebbe breve e insoddisfacente), dobbiamo prima capire e “curare” la causa.<br />
Non è sempre facile perché spesso questa risiede nel passato. Condizionamenti, illusioni, proiezioni, compensazioni, rivalse…è impressionante come si possa rimanere ingabbiati nel passato. La cosa positiva però è che anche se quanto è accaduto non si può modificare, gli esiti che proietta sul presente, sì!<br />
Quando una persona inizia il &#8220;viaggio alla riscoperta di sè”, è la nuova consapevolezza a modificare le cose.<br />
Ciò accade in più fasi:<br />
&#8211; la messa in evidenza di quanto e come un evento, persona o situazione, ci abbia influenzato<br />
&#8211; la rilettura dell’evento con un nuovo livello di coscienza<br />
&#8211; la messa in luce della qualità che in quella situazione ci ha permesso di non soccombere<br />
Infine, il processo raggiunge il massimo degli esiti positivi quando noi riusciamo a fare tesoro della qualità emersa e la facciamo diventare uno strumento di aiuto per il bene di altri.</p>
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