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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; figli</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>Spezzare l&#8217;irretimento familiare</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 10:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jodorowsky dice: &#8220;Le sofferenze familiari, come g [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/03/7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-202" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/03/7-300x199.jpg" alt="7" width="300" height="199" /></a>Jodorowsky dice: &#8220;Le sofferenze familiari, come gli anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione&#8221;.<br />
Ancora una volta ho potuto constatare come questo sia vero.<br />
&#8220;Mi sembra di vivere la storia di mia madre&#8221; mi ha detto una persona durante un incontro di counseling.<br />
Questo irretimento a volte è &#8220;visibile&#8221; altre volte no, ma &#8220;lavora&#8221; comunque e in ogni caso questa catena si può rompere<span class="text_exposed_show">.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p><a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/miprendoacuoreiltuosorrisofalloanchetu?source=feed_text&amp;story_id=1127830883928279" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}"><span class="_58cl">‪#‎</span><span class="_58cm">MiPrendoaCuoreilTuoSorrisoFalloAncheTu‬</span></a></p>
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		<title>Genitorialità e bambini nella separazione</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 09:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Conflitti]]></category>
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		<description><![CDATA[Le separazioni sono sempre più frequenti, il che signif [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le separazioni sono sempre più frequenti, il che significa che il contesto nel quale crescono i bambini si sta modificando. Nel corso del loro sviluppo, spesso la struttura familiare cambia repentinamente, passando da nucleare a monogenitoriale per poi diventare ricostituita.<br />
I bambini sono esposti a cambiamenti stressanti e al rischio che i loro bisogni non vengano soddisfatti completamente.<br />
La separazione coniugale rappresenta un momento critico per ciascun coniuge in quanto mette in discussione anche la propria identità personale, a volte anche la propria scala valoriale, e costringe a ridefinire la propria immagine come persone singole che dovranno fare riferimento alle sole proprie risorse e non più a scelte, decisioni e responsabilità condivise in coppia.<br />
La separazione, o il divorzio, rappresenta un cambiamento e una perdita che genera sofferenza in tutte le persone coinvolte e in particolare nei bambini.<br />
Ognuno verrà coinvolto in un processo che si può sviluppare in diversi stadi, dal rifiuto alla negazione fino alla depressione. In certe situazioni la persona che si sente &#8220;lasciata&#8221;, può sperimentare un profondo senso di fallimento con angoscia e rabbia.<br />
Anche dopo anni di separazione possono permanere tra gli ex-coniugi, sentimenti di ostilità e conflittualità.<br />
E&#8217; facile quindi capire come, separazioni e divorzi, possano avere nei bambini effetti negativi e come l&#8217;alta conflittualità dei genitori possa generare difficoltà emotive e comportamentali anche a lungo termine.<br />
Non tutte le coppie che si separano sono in grado di gestire adeguatamente il rapporto, tutelando il benessere dei figli preparandoli all&#8217;evento e attenuando così le conseguenze negative.<br />
Nella separazione, proprio quando l&#8217;equilibrio viene meno e aumenta lo stato di debolezza e fragilità, quando anche il futuro diventa incertezza, alla coppia viene chiesto di mantenere alta la loro genitorialità, di essere forti ed equilibrati e di sostenere i figli nel far fronte allo stress del cambiamento e della perdita.<br />
Più i genitori dimostreranno di adeguarsi al cambiamento e più sarà capace di farlo anche il bambino. Se questo non accade e la conflittualità perdura, il bambino di fronte a questa difficoltà del genitore ad adattarsi al cambiamento, entrerà in risonanza, fino ad arrivare anche alla negazione di uno dei due genitori, nell&#8217;incapacità e impossibilità di conciliare dentro di sé il contrasto genitoriale.<br />
Accade infatti che il bambino non voglia più andare dal genitore non affidatario.Spesso la causa è da ricercarsi nel comportamento del genitire affidatario che manifesta ostilità nei confronti dell&#8217;ex-partner e che in questo modo inibisce la disponibilità del bambino di andare verso l&#8217;altro genitore. Altre volte è il comportamento poco empatico del genitore rifiutato a generare la reazione di rifiuto nel bambino.<br />
E&#8217; in questa situazione che il lavoro di counseling può farsi molto importante nell&#8217;aiutare  alla riorganizzazione familiare e individuale.</p>
<p><em>Bibliografia: Cecilia Edelstein &#8220;Il counseling sistemico pluralista&#8221; &#8211; Francesco Vadilonga &#8220;Counseling con bambini e genitori nei processi di separazione&#8221;</em></p>
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		<title>La crisi di famiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 16:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La famiglia, il primo e più importante istituto educati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia, il primo e più importante istituto educativo all’interno del quale avviene la trasmissione dei valori, sembra in crisi; viene da chiedersi se lo è perchè la società nel suo insieme è in crisi. Negli ultimi vent’anni si è assistito a profonde trasformazioni economiche e sociali con mutamenti radicali anche nel modo di pensare e di comportarsi. Nell’arco di due generazioni la famiglia è passata da un sistema patriarcale, alle diverse tipologie di famiglie oggi presenti nella nostra società.</p>
<p>La famiglia legale, basata sul matrimonio, religioso o civile, non è più il modello classico di riferimento, ad essa si affiancano le famiglie monocomponente (i single che vivono senza un compagno/a); quelle monogenitoriali, composte cioè dai figli e da un solo genitore; quelle formate da coppie, sia eterosessuali che omosessuali, che convivono senza contrarre alcun vincolo; le ricostituite, ovvero quelle famiglie composte da persone che, separatesi dai propri coniugi, poi si risposano, formando nuclei in cui possono essere presenti i figli dei rispettivi precedenti matrimoni.</p>
<p>I figli di questi nuovi modelli familiari vivono le stesse dinamiche delle famiglie nelle quali sono inseriti. Dai loro genitori apprendono i modelli comportamentali, gli stili di vita, i modi di pensare e di agire, le aspettative e le aspirazioni di ordine sociale, che vengono loro trasmessi, sia direttamente, sotto forma di proposizione di valori nei quali identificarsi, sia indirettamente con il loro esempio.</p>
<p>La responsabilità educativa dei genitori non può esclusivamente limitarsi agli aspetti materiali dell’esistenza e al dovere di dare ai figli un tenore di vita adeguato, ma investe in pieno la loro formazione etica e la loro crescita spirituale.</p>
<p>Se i principi a cui le famiglie si uniformano non sono saldi e positivi, se i genitori danno maggior valore all’apparire piuttosto che all’essere, se pensano più al bene materiale dei figli che non alla loro crescita valoriale e spirituale, se la loro debolezza morale mina la consistenza stessa della famiglia e condiziona anche il loro agire, i figli tenderanno ad assumere tale modello. Sicuramente, con l’imperare di valori materialistici ed edonistici, oggi la figura dei genitori e il delicato ed essenziale rapporto con i figli è messo a dura prova; è facile smarrire il significato che ha l’educazione dei genitori nel ruolo di guide per la crescita psicologica ed esistenziale di ogni individuo.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Crisi della famiglia e disagio giovanile&#8221; Francesco Pallara</em></p>
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