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	<title>Ritrovare il sorriso &#187; Famiglia</title>
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	<description>Counselin e Naturopatia: pensieri, riflessioni e realizzazioni</description>
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		<title>Spezzare l&#8217;irretimento familiare</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2016 10:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Jodorowsky dice: &#8220;Le sofferenze familiari, come g [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/03/7.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-202" src="http://www.ritrovareilsorriso.it/wp-content/uploads/2014/03/7-300x199.jpg" alt="7" width="300" height="199" /></a>Jodorowsky dice: &#8220;Le sofferenze familiari, come gli anelli di una catena, si ripetono di generazione in generazione finché un discendente acquista consapevolezza e trasforma la sua maledizione in una benedizione&#8221;.<br />
Ancora una volta ho potuto constatare come questo sia vero.<br />
&#8220;Mi sembra di vivere la storia di mia madre&#8221; mi ha detto una persona durante un incontro di counseling.<br />
Questo irretimento a volte è &#8220;visibile&#8221; altre volte no, ma &#8220;lavora&#8221; comunque e in ogni caso questa catena si può rompere<span class="text_exposed_show">.</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p><a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/miprendoacuoreiltuosorrisofalloanchetu?source=feed_text&amp;story_id=1127830883928279" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;,&quot;type&quot;:104}"><span class="_58cl">‪#‎</span><span class="_58cm">MiPrendoaCuoreilTuoSorrisoFalloAncheTu‬</span></a></p>
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		<title>Vivere con gli anziani</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 12:22:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho fatto una bellissima esperienza. Mamma, che ha 94 an [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ho fatto una bellissima esperienza. Mamma, che ha 94 anni e che ha difficoltà a comunicare (le sue parole escono come coriandoli gettati al vento), oggi era particolarmente spenta e silenziosa. Teneva gli occhi chiusi e i miei sforzi per entrare in contatto con lei non davano frutti. Idea…ho preso l’iPad, ho aperto il sito di una banca immagini, ho digitato “bambini piccoli” e sono uscite mille e più immagini di bambini di ogni tipo. A questo punto ho chiamato mamma mettendo le foto davanti ai suoi occhi e, miracolo, il suo viso si è acceso, sorrideva, faceva le “facce”, verbalizzava i suoni che i visi dei bambini le comunicavano. Le emozioni per lei erano così forti, che ogni tanto doveva riposarsi, ma poi il gioco ripartiva.</p>
<p>Anche questa volta ho potuto constatare che quando nell’anziano la comunicazione verbale viene a mancare, i bambini piccoli e gli animali sono una grande risorsa. Con loro l’anziano non necessita di tante parole per capire o farsi capire e sparisce così la frustrazione che frequentemente porta all’isolamento.</p>
<p>Provare per credere <img src="https://www.ritrovareilsorriso.it/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
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		<title>Il campo energetico karmico collettivo</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Nov 2013 17:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
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		<description><![CDATA[La tesi della Tradizione Indovedica è che i membri fami [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La tesi della Tradizione Indovedica è che i membri familiari sono tutti in rete, una rete che possiamo immaginare come canali nei quali scorrono le energie che possono bloccarsi o fuoriuscire danneggiando il vissuto emozionale dell’individuo.<br />
Ciò che risulta alla base di questa rete di relazioni familiari sono le affinità karmiche. Esplorando il vissuto affettivo familiare si giunge a rilevare il campo energetico karmico collettivo. Questa legge ha valenza universale e sta alla base non solo delle relazioni familiari (la famiglia attuale, d’origine, i parenti stretti fino a quelli più lontani) ma anche di tutte le relazioni con qualsiasi persona. Questa rete si sviluppa da una comune tipologia di registrazioni inconsce, frutto di esperienze passate (samskara) e si espande sulla spinta della forte interazione emotiva ed affettiva che si sviluppa tra i membri della famiglia. Chiunque venga in contatto con uno dei membri familiari, entra nella stessa rete e la estende poiché incomincia ad interagire con i samskara attivati dal gruppo nel suo complesso. La persona che dovesse avere una devianza , risveglia le registrazioni inconsce, se dello stesso tipo, in coloro che risultano averle allo stato debole, inibito o sopito.<br />
Sempre sulla base di tali interazioni karmiche, nell’atto della procreazione, i genitori tendono ad attrarre esseri che hanno samskara affini ai propri (B.Gita XIII 22 &#8211; B.Gita XV 8-9), esseri che poi interagendo con i samskara dei genitori e dell’ambiente in cui vivono, creeranno una sempre più forte interazione affettiva ed emotiva e un legame sempre più stretto tra i membri della famiglia. Si sviluppa tra di essi un attaccamento inconscio quasi viscerale che si costituisce soprattutto nell’infanzia quando l’autonomia affettiva non è ancora sviluppata. Per questa ragione figli  e genitori sono inconsciamente portati a riconoscersi anche quando non si approvano.<br />
Nell’epica del Mahabharata si racconta di come il re Dhrtarastra pur riconoscendo la natura malvagia del figlio, è debole nei suoi confronti e non solo non riesce a prenderne le distanze, ma lo asseconda nel suo delirio di potere che porta alla rovina milioni di persone. La forza dei samskara fa sì che, anche se la parte razionale capisce l’inadeguatezza e la debolezza del figlio, una parte emozionale condivisa impedisca alla persona di sottrarsi dal subire.<br />
Un altro esempio non raro e visibile anche ai nostri giorni è quando un figlio per solidarietà con il genitore che ha fallito ripetutamente, è portato inconsciamente a non ottenere successi e a fallire a sua volta.<br />
Così si possono spiegare molte altre elazioni di dipendenza ma, anche se sembrano forze invincibili, c’è sempre il modo di intervenire. Il counselor può aiutare fornendo strumenti per fare un lavoro su se stessi, riportare sul piano cosciente esperienze rimosse, intervenire sui blocchi energetici e sbloccare i nodi che mantengono prigionieri di schemi rigidi e ripetitivi.<br />
Si possono individuare due principali categorie di samskara, quelli personali e quelli collettivi. Quelli personali sono registrati nella corteccia cerebrale (memoria a breve termine) e nell’inconscio personale che, ad un livello profondo, comunica con l’inconscio collettivo dell’estesa rete dei samskara familiari. A sua volta, l’inconscio collettivo familiare comunica con l’inconscio collettivo universale (alla radice del quale troviamo i simboli che possiamo riscontrare in comune con ogni nazione, razza e tempo).<br />
Possiamo così vedere l’essere umano a vari strati dove i sensi percepiscono solo lo strato più esteriore; più l’individuo entra nella profondità di sé e più entra in rapporto con la profondità degli altri.<br />
<em>M. Ferrini – seminario di counseling “Affinit karmiche e relazioni familiari” -18/19 Aprile 2009 </em><br />
<em>Karma: lett. ‘azione’. Legge di causa-effetto su cui si regge l’universo materiale, per la quale ad ogni azione, positiva o negativa, segue una reazione dello stesso segno</em><br />
<em>Samskara: registrazioni inconsce frutto di esperienze passate.</em><br />
<em>Mahabharata: antica letteratura sacra dell&#8217;India brahmanica appartenente alla Smriti (memoria, tradizione)</em></p>
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		<title>Genitorialità e bambini nella separazione</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Sep 2013 09:24:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le separazioni sono sempre più frequenti, il che signif [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Le separazioni sono sempre più frequenti, il che significa che il contesto nel quale crescono i bambini si sta modificando. Nel corso del loro sviluppo, spesso la struttura familiare cambia repentinamente, passando da nucleare a monogenitoriale per poi diventare ricostituita.<br />
I bambini sono esposti a cambiamenti stressanti e al rischio che i loro bisogni non vengano soddisfatti completamente.<br />
La separazione coniugale rappresenta un momento critico per ciascun coniuge in quanto mette in discussione anche la propria identità personale, a volte anche la propria scala valoriale, e costringe a ridefinire la propria immagine come persone singole che dovranno fare riferimento alle sole proprie risorse e non più a scelte, decisioni e responsabilità condivise in coppia.<br />
La separazione, o il divorzio, rappresenta un cambiamento e una perdita che genera sofferenza in tutte le persone coinvolte e in particolare nei bambini.<br />
Ognuno verrà coinvolto in un processo che si può sviluppare in diversi stadi, dal rifiuto alla negazione fino alla depressione. In certe situazioni la persona che si sente &#8220;lasciata&#8221;, può sperimentare un profondo senso di fallimento con angoscia e rabbia.<br />
Anche dopo anni di separazione possono permanere tra gli ex-coniugi, sentimenti di ostilità e conflittualità.<br />
E&#8217; facile quindi capire come, separazioni e divorzi, possano avere nei bambini effetti negativi e come l&#8217;alta conflittualità dei genitori possa generare difficoltà emotive e comportamentali anche a lungo termine.<br />
Non tutte le coppie che si separano sono in grado di gestire adeguatamente il rapporto, tutelando il benessere dei figli preparandoli all&#8217;evento e attenuando così le conseguenze negative.<br />
Nella separazione, proprio quando l&#8217;equilibrio viene meno e aumenta lo stato di debolezza e fragilità, quando anche il futuro diventa incertezza, alla coppia viene chiesto di mantenere alta la loro genitorialità, di essere forti ed equilibrati e di sostenere i figli nel far fronte allo stress del cambiamento e della perdita.<br />
Più i genitori dimostreranno di adeguarsi al cambiamento e più sarà capace di farlo anche il bambino. Se questo non accade e la conflittualità perdura, il bambino di fronte a questa difficoltà del genitore ad adattarsi al cambiamento, entrerà in risonanza, fino ad arrivare anche alla negazione di uno dei due genitori, nell&#8217;incapacità e impossibilità di conciliare dentro di sé il contrasto genitoriale.<br />
Accade infatti che il bambino non voglia più andare dal genitore non affidatario.Spesso la causa è da ricercarsi nel comportamento del genitire affidatario che manifesta ostilità nei confronti dell&#8217;ex-partner e che in questo modo inibisce la disponibilità del bambino di andare verso l&#8217;altro genitore. Altre volte è il comportamento poco empatico del genitore rifiutato a generare la reazione di rifiuto nel bambino.<br />
E&#8217; in questa situazione che il lavoro di counseling può farsi molto importante nell&#8217;aiutare  alla riorganizzazione familiare e individuale.</p>
<p><em>Bibliografia: Cecilia Edelstein &#8220;Il counseling sistemico pluralista&#8221; &#8211; Francesco Vadilonga &#8220;Counseling con bambini e genitori nei processi di separazione&#8221;</em></p>
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		<title>La crisi di famiglia</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 16:31:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Luisa Schiona]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[La famiglia, il primo e più importante istituto educati [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La famiglia, il primo e più importante istituto educativo all’interno del quale avviene la trasmissione dei valori, sembra in crisi; viene da chiedersi se lo è perchè la società nel suo insieme è in crisi. Negli ultimi vent’anni si è assistito a profonde trasformazioni economiche e sociali con mutamenti radicali anche nel modo di pensare e di comportarsi. Nell’arco di due generazioni la famiglia è passata da un sistema patriarcale, alle diverse tipologie di famiglie oggi presenti nella nostra società.</p>
<p>La famiglia legale, basata sul matrimonio, religioso o civile, non è più il modello classico di riferimento, ad essa si affiancano le famiglie monocomponente (i single che vivono senza un compagno/a); quelle monogenitoriali, composte cioè dai figli e da un solo genitore; quelle formate da coppie, sia eterosessuali che omosessuali, che convivono senza contrarre alcun vincolo; le ricostituite, ovvero quelle famiglie composte da persone che, separatesi dai propri coniugi, poi si risposano, formando nuclei in cui possono essere presenti i figli dei rispettivi precedenti matrimoni.</p>
<p>I figli di questi nuovi modelli familiari vivono le stesse dinamiche delle famiglie nelle quali sono inseriti. Dai loro genitori apprendono i modelli comportamentali, gli stili di vita, i modi di pensare e di agire, le aspettative e le aspirazioni di ordine sociale, che vengono loro trasmessi, sia direttamente, sotto forma di proposizione di valori nei quali identificarsi, sia indirettamente con il loro esempio.</p>
<p>La responsabilità educativa dei genitori non può esclusivamente limitarsi agli aspetti materiali dell’esistenza e al dovere di dare ai figli un tenore di vita adeguato, ma investe in pieno la loro formazione etica e la loro crescita spirituale.</p>
<p>Se i principi a cui le famiglie si uniformano non sono saldi e positivi, se i genitori danno maggior valore all’apparire piuttosto che all’essere, se pensano più al bene materiale dei figli che non alla loro crescita valoriale e spirituale, se la loro debolezza morale mina la consistenza stessa della famiglia e condiziona anche il loro agire, i figli tenderanno ad assumere tale modello. Sicuramente, con l’imperare di valori materialistici ed edonistici, oggi la figura dei genitori e il delicato ed essenziale rapporto con i figli è messo a dura prova; è facile smarrire il significato che ha l’educazione dei genitori nel ruolo di guide per la crescita psicologica ed esistenziale di ogni individuo.</p>
<p><em>Liberamente tratto da “Crisi della famiglia e disagio giovanile&#8221; Francesco Pallara</em></p>
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